I Campi del Sole, avanti con l'innovazione: Amalba cresce, al via gli agrumi

Il presidente Genovese: «Prime partite di agrumi con caratteristiche qualitative incoraggianti»

I Campi del Sole, avanti con l'innovazione: Amalba cresce, al via gli agrumi

Qualità del prodotto soddisfacente, volumi in leggera crescita per le drupacee, ma prezzi di vendita in calo e costi di produzione sempre più pesanti. È il bilancio a due facce della campagna 2026 de I Campi del Sole, cooperativa agricola con sede nella Piana di Sibari, in Calabria, specializzata nella produzione e commercializzazione di agrumi, pesche e albicocche. Una realtà che ha fatto dell’innovazione varietale e della differenziazione dell’offerta due leve strategiche, con l’obiettivo di rispondere alle esigenze della Grande distribuzione organizzata senza rinunciare alla valorizzazione della qualità.

Archiviata la stagione estiva, l’attenzione è ora rivolta agli agrumi, con una campagna 2026/2027 che si apre all’insegna di buone indicazioni qualitative, ma anche di quantitativi attesi in diminuzione e di criticità che hanno già condizionato l’avvio delle attività commerciali. A fare il punto è Antonio Genovese, presidente de I Campi del Sole, che ripercorre i risultati delle drupacee e guarda alle prospettive della nuova stagione agrumicola.

Antonio Genovese, presidente de I Campi del Sole

Pesche e albicocche: qualità elevata e volumi in crescita
«La campagna di pesche e albicocche appena conclusa ci lascia soddisfatti sul fronte del prodotto», spiega Genovese. «Dal punto di vista qualitativo abbiamo ottenuto frutti con un ottimo profilo organolettico, in particolare per colore e grado Brix. Anche sul fronte quantitativo, i risultati sono stati positivi: i volumi hanno registrato una leggera crescita rispetto allo scorso anno». Un risultato legato anche al percorso di rinnovamento varietale avviato diversi anni fa dalla cooperativa in collaborazione con il breeder PSB Producción Vegetal. Il lavoro di selezione ha permesso di ampliare progressivamente il calendario produttivo, includendo varietà subacide, referenze particolarmente precoci e altre tardive.
«Oggi riusciamo ad avere un calendario di produzione e commercializzazione che si estende indicativamente dall’inizio di maggio fino alla fine di settembre. È un risultato importante perché ci consente di garantire una presenza sul mercato molto più prolungata e di rispondere meglio alle esigenze della distribuzione», prosegue il presidente.

Amalba consolida il proprio spazio nella Gdo
Tra le novità più significative della stagione c’è Amalba, la nettarina piatta firmata I Campi del Sole. Dopo il debutto nel 2025 come Limited Edition, nel 2026 il prodotto ha compiuto un ulteriore passo nel proprio percorso di sviluppo: i primi impianti sono entrati a regime, mentre altri sono in fase di realizzazione. Parallelamente, è cambiato anche il posizionamento commerciale. Amalba è passata da proposta in edizione limitata a referenza destinata a consolidare la propria presenza nella Grande distribuzione organizzata. A supporto di questa evoluzione è stata introdotta a catalogo una nuova confezione da 450/500 grammi, pensata per accompagnare la crescita del prodotto sul mercato. Un progetto che si inserisce nella più ampia strategia di innovazione varietale della cooperativa, orientata a costruire un paniere riconoscibile e a offrire alla distribuzione prodotti capaci di distinguersi.

Prezzi in calo di oltre il 20% e costi di produzione in aumento
A fronte di un bilancio positivo sul piano qualitativo e quantitativo, resta aperto il nodo della redditività. «I prezzi di vendita quest’anno sono scesi di oltre il 20% rispetto alla scorsa stagione, mentre contemporaneamente abbiamo assistito a un incremento molto significativo dei costi di produzione», sottolinea Genovese. «I rincari nei prezzi del gasolio, dei concimi e dei fitofarmaci incidono inevitabilmente sulla sostenibilità economica delle produzioni». «Il nostro obiettivo è portare sul mercato un prodotto qualitativamente superiore, capace di ottenere un prezzo maggiore o quantomeno più stabile. Quest’anno, tuttavia, anche per le produzioni di alta qualità il mercato è stato particolarmente complesso», osserva il presidente.

Agrumi, raccolta al via con volumi inferiori e criticità commerciali
Con la conclusione della stagione delle drupacee, il focus si sposta sulla campagna agrumicola 2026/2027, la cui raccolta è già iniziata. Le prime indicazioni delineano uno scenario produttivo meno favorevole rispetto allo scorso anno, soprattutto sul fronte dei quantitativi. A pesare sono state le condizioni climatiche che hanno accompagnato il ciclo produttivo: le piogge primaverili durante la fioritura hanno condizionato lo sviluppo dei frutti, mentre le temperature particolarmente elevate dell’estate hanno determinato una maggiore cascola, riducendo il potenziale produttivo.

Le prime partite raccolte offrono tuttavia segnali incoraggianti sul piano qualitativo, con un grado Brix elevato e una buccia pulita e liscia. «Continueremo a monitorare attentamente l’evoluzione della maturazione per individuare i momenti più adatti alla raccolta, senza anticipare i tempi e puntando a valorizzare al meglio le caratteristiche distintive di ciascuna varietà», spiega Genovese. Alla variabile produttiva si è aggiunta quella logistica. L’avvio della commercializzazione è stato infatti condizionato dalle mobilitazioni che hanno interessato la Calabria e altre aree del Sud Italia, coinvolgendo autotrasportatori e agricoltori alle prese con l’aumento dei costi, a partire da quelli dei carburanti. Il fermo dei trasporti e i disagi alla circolazione hanno impedito di avviare regolarmente le consegne ai centri distributivi proprio nelle prime fasi della campagna.

«Con la sospensione del fermo degli autotrasportatori e la ripresa della circolazione possiamo ora procedere con le operazioni di confezionamento e avviare le spedizioni. Resta però il problema della settimana di commercializzazione persa, che non potrà essere recuperata e che avrà inevitabili ripercussioni sulle opportunità di vendita». Una partenza complicata, dunque, in una stagione che si preannuncia impegnativa anche sul piano dei costi. «Ci apprestiamo ad affrontare una stagione caratterizzata da quantitativi inferiori rispetto allo scorso anno e da costi decisamente elevati, soprattutto per quanto riguarda l’energia e la logistica. In questo scenario, sarà determinante la capacità del mercato di riconoscere il valore del prodotto attraverso prezzi adeguati ai costi sostenuti e una domanda in grado di assorbire l’offerta», conclude Genovese. 
Per I Campi del Sole, la sfida resta quella di coniugare qualità e sostenibilità economica, in un mercato nel quale la differenziazione dell’offerta è sempre più importante, ma deve trovare un adeguato riconoscimento commerciale. (ga)