Dal campo
Il caldo, prima o poi, lascerà i campi ma rimarrà nei conti delle aziende
Le temperature estreme hanno già messo alla prova rese e qualità. Ora l’inflazione su energia e carburanti può comprimere ulteriormente i margini

Sperando di esservi mancati, torniamo con questa newsletter di fine agosto a raccontarvi le notizie quotidiane del settore, e partiamo con un riassunto dei fatti più importanti accaduti durante la nostra pausa. Gli argomenti non sono mancati: vale la pena rimetterli in fila, perché da questi si può capire con quale scenario ci affacciamo all'autunno.
Partiamo dalle certezze: il gran caldo
Nel giornalismo si dice spesso "good news, no news": sono le cattive notizie ad attirare l'attenzione. Guardando all'ultimo mese dell'ortofrutta, però, ce ne sono state così tante che oggi una buona notizia farebbe più rumore di tutte le altre messe insieme.
Battute a parte, il grande caldo è stato il filo conduttore dell'estate. E prima o poi passerà, si spera. La malattia dell'agricoltura italiana, però, rischia semplicemente di modificare i sintomi: non sarà più il termometro a preoccupare, ma il conto economico.
Temperature eccezionali per settimane, acqua sempre più scarsa, produzioni sotto pressione, grandinate violente e prezzi all'origine che, invece di compensare i minori raccolti, in diversi casi hanno preso la strada opposta. Secondo Copernicus, il programma di osservazione della Terra dell'Unione europea, giugno e luglio insieme sono stati i più caldi mai registrati nell'Europa occidentale dal 1979. In alcune aree dell'Italia occidentale le temperature medie sono risultate anche 3-5 gradi sopra la norma.
Nei campi, però, il caldo non si misura solo con il termometro. Significa maturazioni accelerate, più irrigazione, piante sotto stress e problemi di resa, pezzatura e qualità: un effetto a catena che in diverse aree si è tradotto in perdite di resa a doppia cifra. Gli altri comparti non se la sono passata meglio: mais e foraggi hanno accusato cali ancora più pesanti, mentre negli allevamenti il caldo ha ridotto la produzione di latte e fatto lievitare i costi di raffrescamento.
Siccità, grandine e danni: il conto sale
Caldo e siccità sono andati a braccetto, e uno ha aggravato l'altro. Ai primi di agosto, la portata del Po a Pontelagoscuro è scesa fino a 206 metri cubi al secondo, meno di un terzo dei valori medi storici del periodo. Piemonte e Lombardia hanno dovuto ricorrere a nuove turnazioni irrigue, mentre nel Delta del fiume più importante d'Italia la risalita del cuneo salino per diversi chilometri ha costretto a interrompere alcune derivazioni.
Per le aziende il passaggio sul conto economico è stato immediato: più ore di irrigazione, più pompe in funzione, più gasolio ed energia consumati. Coldiretti ha stimato incrementi superiori al 30% dei costi irrigui nelle situazioni più difficili.
E dove l'acqua è arrivata, a volte ne è arrivata decisamente troppa, e tutta insieme. Grandine, vento e nubifragi hanno attraversato diverse aree del Nord, con danni pesanti a colture e strutture. È uno dei paradossi delle nostre campagne: settimane a cercare acqua e poi poche ore di maltempo bastano per ritrovarsi a contare i danni.

Nel complesso, Coldiretti ha stimato in oltre 3 miliardi di euro i danni provocati nel 2026 da caldo, siccità, grandine e incendi. La cifra riguarda l'intera agricoltura, non solo l'ortofrutta, ma restituisce bene la dimensione della stagione.
Il paradosso dei prezzi
Fin qui sembrerebbe quasi un'equazione elementare: meno prodotto dovrebbe significare prezzi migliori. E invece no, l'equazione non torna.
Nella quarta settimana di luglio le rilevazioni Ismea indicavano, rispetto a un anno prima, quotazioni all'origine in calo del 17% per le pere, del 18% per pesche e nettarine, del 20% per le susine e addirittura del 34% per le albicocche. Numeri che approfondiremo con il Monitor Ortofrutta di Agroter, per capire se agosto ha confermato il trend e che cosa sia realmente successo sul fronte delle vendite.
Dopo un'estate così difficile, la domanda è inevitabile: che cosa è rimasto davvero in tasca agli agricoltori? Poco, a giudicare dai numeri: rese falcidiate dal caldo da un lato, quotazioni in calo a doppia cifra dall'altro.
Nel frattempo è tornata in primo piano anche l'emergenza manodopera. Ad agosto sono proseguiti i controlli contro caporalato e lavoro irregolare, mentre il Governo è intervenuto sul tema degli alloggi per gli stagionali: il nuovo provvedimento coinvolge anche Invitalia e apre alla possibilità di sostenere soluzioni abitative dignitose anche all'interno delle aziende agricole.
Verso l'autunno: la febbre dei costi
Poi arriverà settembre. Le temperature, presumibilmente, inizieranno a scendere. Ma se calerà la febbre del termometro, rischia di salire ulteriormente quella dei costi.
Ad agosto l'elettricità all'ingrosso si è mossa nell'ordine dei 170-175 euro/MWh, contro circa 109 euro dell'agosto 2025 e 128 del 2024. Siamo lontanissimi dai folli 543 euro del 2022, ma lontani dalla normalizzazione degli ultimi due anni. Ancora più netto il caso del gas, tornato nell'area dei 60-70 euro/MWh contro circa 36 euro dell'agosto scorso. Nessun ritorno al 2022, ma un rincaro che sfiora il raddoppio in dodici mesi non è una normale oscillazione stagionale. E l'Europa entra nell'autunno con stoccaggi mnori rispetto al 2025 e una situazione geopolitica che rende difficile mettere a budget qualsiasi previsione.
C'è poi il gasolio, tornato sopra i 2,10 euro al litro alla pompa nonostante gli interventi temporanei sulle accise. Il gasolio agricolo segue una fiscalità diversa, ma sono già comparsi titoli allarmistici sul rischio di dover "smettere di coltivare" se il diesel dovesse arrivare a 3 euro al litro.
Evitiamo il catastrofismo: in un contesto geopolitico così mutevole è difficile azzeccare una previsione che sia una. Ma per l'agricoltore, già stremato da mesi di caldo insopportabile, far quadrare i conti è diventato sempre più complicato.
L'estate è stata bollente nelle temperature. L'autunno, si spera, lo sarà meno. Ma rischia di esserlo parecchio nei conti.
Immagine d'apertura generata con ausilio IA.




