Kiwi, la stagione chiude in positivo ma l’equilibrio resta fragile

De Nadai: “La domanda non manca, ma sarà sempre più selettiva su qualità, programmazione e mercati premium”

Kiwi, la stagione chiude in positivo ma l’equilibrio resta fragile

“La stagione del kiwi 2025/2026 si avvia verso una chiusura complessivamente positiva, ma ridurla a un semplice racconto di ripresa sarebbe una lettura troppo comoda. In realtà siamo davanti a un comparto che continua a crescere, sì, ma dentro un equilibrio piuttosto instabile, costruito più per compensazioni continue che per reale stabilità strutturale”. A tracciare il quadro, a IFN, è Marco De Nadai, esperto di esportazioni oltremare e licenziatario delle varietà di kiwi Red Passion e Gold Passion.
Secondo De Nadai, Italia e Grecia restano oggi i due poli principali dell’evoluzione del kiwi in Europa, protagonisti di una fase espansiva che però non cancella le complessità della filiera. “Spesso – osserva – non le elimina, semplicemente le sposta. Dopo un avvio prudente, condizionato dalla variabilità climatica e da un atteggiamento attendista degli operatori, il mercato ha progressivamente trovato una sua direzione”.
A sostenere il comparto è stata una domanda che, nel corso della campagna, ha mostrato una tenuta significativa. “La richiesta ha retto in modo sorprendentemente coerente – spiega De Nadai – anche grazie a un trend di consumo ormai consolidato, che premia alimenti percepiti come salutari e funzionali. Il kiwi si inserisce perfettamente in questa narrativa, ma la forza del prodotto non basta più da sola a spiegare la tenuta del sistema. Sempre più spesso è la gestione commerciale, più che la domanda al consumo, a determinare l’equilibrio finale”.

Marco De Nadai, esperto di esportazioni oltremare e licenziatario delle varietà di kiwi Red Passion e Gold Passion

Italia: recupero produttivo, ma la complessità resta
In Italia la stagione evidenzia segnali chiari di miglioramento rispetto agli anni recenti. Le produzioni sono tornate su livelli più solidi, con una maggiore regolarità agronomica e una qualità mediamente buona, soprattutto sul kiwi verde, che continua a rappresentare l’ossatura del settore.

“Il recupero produttivo è evidente – sottolinea De Nadai – ma non va letto come un ritorno alla semplicità operativa del passato. Al contrario, il sistema italiano appare oggi più complesso, più costoso e più esposto a variabili esterne che incidono direttamente sulla redditività”.

La pressione fitosanitaria resta costante e impegnativa, i costi di produzione continuano a salire e la frammentazione della struttura produttiva limita la capacità di risposta rapida ai cambiamenti del mercato. È in questo scenario che si inserisce anche la crescita delle varietà a polpa gialla e rossa, considerate tra le leve più interessanti per il futuro del comparto.

“Queste tipologie stanno conquistando spazio nei mercati europei e internazionali – prosegue De Nadai – grazie a un profilo organolettico più distintivo e a un posizionamento di valore superiore. Ma questa espansione porta con sé anche una dinamica meno evidente, e cioè il rischio di una sovrapposizione produttiva futura”. Il riferimento è all’ingresso di nuovi impianti, spesso sostenuto da aspettative di crescita lineare della domanda su vecchi e nuovi mercati. “Il rischio – avverte – è che si creino pressioni sui prezzi proprio nel segmento oggi considerato più redditizio, in particolare per le varietà a polpa gialla, dove ormai si contano numerose cultivar”.

Grecia: crescita rapida e competitività aggressiva
Se l’Italia, nonostante tutto, mostra segnali di consolidamento, la Grecia si conferma uno degli attori più dinamici dell’intero panorama europeo. Anche nella stagione 2025/2026 la crescita dei volumi è stata significativa, sostenuta dall’entrata in produzione di nuovi impianti e da condizioni climatiche favorevoli.

“La Grecia mantiene un vantaggio competitivo evidente, soprattutto sul kiwi verde – spiega De Nadai – grazie a una struttura dei costi più leggera e a una filiera logistica sempre più efficiente verso i mercati del Nord Europa”.
Una combinazione che permette al prodotto greco di muoversi in modo aggressivo sul prezzo, conquistando quote di mercato con rapidità e risultando spesso difficilmente contrastabile nel breve periodo. “Grande attenzione – aggiunge – è stata data anche allo sviluppo dei principali mercati internazionali di riferimento, come Stati Uniti, Canada e Brasile”.

Anche per la Grecia, tuttavia, la fase espansiva non è priva di incognite. “La crescita veloce degli impianti giovani espone il sistema a una maggiore sensibilità climatica e produttiva – osserva De Nadai – mentre la concentrazione sul solo vantaggio di costo rischia di diventare meno sostenibile nel lungo periodo, se non accompagnata da un’evoluzione parallela sul piano qualitativo e varietale”.

Il tema varietale, in particolare, apre un nuovo fronte competitivo. Le varietà a polpa gialla stanno diventando anche per la Grecia un terreno di confronto diretto con l’Italia. “Si apre una fase diversa – sottolinea – nella quale la competizione non sarà più soltanto quantitativa, ma sempre più legata al posizionamento di mercato”.

Mercato in equilibrio, ma non senza tensioni
Nel complesso, la stagione 2025/2026 ha mostrato un equilibrio sorprendentemente ordinato tra domanda e offerta, senza eccessi particolarmente marcati né sul fronte dei prezzi né su quello delle giacenze. Tuttavia, la fotografia non è priva di sfumature.
“L’equilibrio c’è stato – precisa De Nadai – ma non nasce da una stabilità strutturale. È piuttosto il risultato di una gestione molto attenta e continua dei flussi commerciali. In altre parole, si tratta di un equilibrio costruito giorno per giorno, più che di una condizione naturale del mercato”.
A complicare il quadro restano alcuni stock ancora presenti sia in Grecia sia in Italia, non sempre facilmente smaltibili nei prossimi mesi. Un elemento che conferma come la tenuta della campagna sia stata il frutto di un lavoro costante di compensazione tra volumi, destinazioni commerciali, tempi di vendita e posizionamento.

Prospettive: cresce il rischio di sovrapproduzione selettiva
Guardando alla stagione 2026/2027, le prospettive restano orientate alla crescita dei volumi, sia per il kiwi verde sia per le varietà a polpa gialla e rossa. Ma, secondo De Nadai, il punto centrale non sarà tanto la quantità prodotta, quanto la capacità della filiera di assorbire questa crescita senza comprimere eccessivamente i margini.
“Il rischio emergente non è la mancanza di domanda – afferma – ma una sua crescente selettività. Il mercato premierà sempre di più qualità costante, programmazione commerciale e capacità di presidiare i mercati premium”.
Da qui la necessità di un cambio di passo. Produrre di più, da solo, non sarà sufficiente. Serviranno maggiore precisione agronomica, più coordinamento commerciale e una visione più chiara del posizionamento.

“Sotto la superficie verde e lucida del frutto – conclude De Nadai – la filiera sta imparando una verità molto concreta: non basta produrre di più. Bisogna produrre meglio, vendere più velocemente e posizionarsi prima degli altri. E in questo gioco, la vera variabile non è il kiwi. È il tempo”. (lg)