La stagione dell’anguria Reggiana Igp entra nel vivo con qualche difficoltà

Azienda Zarantonello: «Difficile fare previsioni, il clima ha alterato il calendario»

La stagione dell’anguria Reggiana Igp entra nel vivo con qualche difficoltà

Dopo un 2022 da incorniciare per l’anguria reggiana Igp, come una delle migliori stagioni di sempre, quest’anno il clima ha frenato un po' gli entusiasmi soprattutto nelle prime battute della campagna, come riferisce a IFN Andrea Zarantonello dell’omonima azienda agricola, con sede nelle Valli di Novellara che da tre generazione si dedica alla coltivazione di questi frutti. “La campagna non è partita sotto i migliori auspici perché il mese di maggio è stato molto piovoso e con pochissime giornate di sole; questo ha inficiato la produzione di giugno caratterizzata da volumi molto bassi ma nel mese di luglio siamo di nuovo a regime con la produzione”.

Il trend delle richieste è in linea con le ultime stagioni, caratterizzate da costante aumento; in generale tutto il comparto delle angurie sta vivendo un momento straordinario grazie alle ondate di caldo che agevolano la domanda ma anche la qualità dei frutti rispecchia tutte le caratteristiche ricercate dai consumatori. 
“Il caldo delle ultime settimane ha spinto i consumi – affermano dall’azienda reggiana – ma al contempo stimola la maturazione dei frutti che devono essere raccolti prima del previsto, accorciando la stagione. Secondo le nostre previsioni la campagna volgerà al termine intorno la metà di settembre ma, ancora, non è possibile stabilirlo con certezza”.

La qualità delle tre varietà di Reggiana Igp: Asahi Miyako, Crimson e Sentinel hanno tutte un grado minimo brix del 12. “Le richieste crescono sia nei mercati che nelle catene distributive e le quotazioni sono soddisfacenti. L’aspetto organolettico viene monitorato lungo tutta la filiera dal consorzio. Le superfici sono in crescita negli ultimi anni ma costanti rispetto il 2022”. Conclude Zarantonello