Maltempo, serre e frutteti devastati in Emilia-Romagna

Raffiche oltre i 100 km/h hanno provocato danni per diversi milioni di euro

Maltempo, serre e frutteti devastati in Emilia-Romagna

Non è più soltanto la cronaca di un’ondata di maltempo. Dopo le raffiche di vento e i temporali che il 15 luglio hanno attraversato l’Emilia-Romagna, le prime ricognizioni delle organizzazioni agricole parlano già di milioni di euro di danni, serre distrutte, frutteti compromessi e produzioni finite a terra nel pieno della campagna estiva.

Il quadro meteo era stato anticipato dall’allerta arancione emessa dalla Regione Emilia-Romagna, valida dal mezzogiorno del 15 luglio, per temporali nelle province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Ferrara, Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, con allerta gialla anche per vento e caldo in diverse aree regionali. Nelle ore successive l’emergenza si è tradotta in centinaia di interventi: secondo RaiNews, i Vigili del fuoco hanno effettuato oltre 700 uscite, con raffiche superiori ai 100 chilometri orari e criticità diffuse soprattutto tra Bologna, Modena e Ferrara.

A Reggio Emilia la situazione agricola appare tra le più pesanti. Cia Reggio Emilia, in una nota riportata da Reggionline, parla di aziende devastate e di danni per diversi milioni di euro. Le raffiche hanno abbattuto interi filari di vigneto, piegando o divellendo i pali di sostegno; numerose serre sarebbero state strappate dal vento, mentre le colture in pieno campo risultano distrutte o gravemente compromesse.

Particolarmente colpito il comparto delle produzioni estive. Sempre secondo la ricostruzione rilanciata da Reggionline, il maltempo ha interessato serre di angurie e meloni, colture orticole e strutture aziendali, oltre a capannoni, impianti e macchinari. La presidente di Cia Reggio Emilia, Valeria Villani, ha chiesto alla Regione l’attivazione immediata della procedura per il riconoscimento dello stato di calamità.

Anche nel Bolognese la prima conta è pesante. Coldiretti Bologna, secondo quanto riportato dal Corriere Romagna, stima già “diversi milioni di euro” di danni nell’area compresa tra Crevalcore e Imola. La ricognizione riguarda perdite alle colture, agli impianti frutticoli, alle serre e alle strutture aziendali. In questo caso il fattore principale non sarebbe stata la grandine, ma il vento, con raffiche tali da abbattere colture alte e compromettere gli impianti.

Il passaggio più delicato riguarda i frutteti. Le segnalazioni raccolte indicano danni su pere, mele, susine, pesche e nettarine, con frutti caduti a terra o lesionati e piante colpite proprio in una fase sensibile della maturazione e della raccolta. Nei frutteti esposti frontalmente alla direzione delle raffiche si registrano piante e filari abbattuti; dove il vento ha colpito lateralmente, la “scrollata” ha comunque provocato cascola e danni al prodotto rimasto sui rami.

La dimensione del fenomeno viene confermata anche dal primo monitoraggio nazionale di Coldiretti, rilanciato da Ansa, che parla di centinaia di ettari di frutteti, vigneti e cereali devastati dall’ondata di maltempo nel Centro-Nord. In Emilia-Romagna vengono segnalate pere spazzate via dai frutteti nel Bolognese e, nel Ravennate, vigneti e alberi di susine colpiti, frutta a terra e capannoni danneggiati dal vento.

Per il settore ortofrutticolo il problema non si limita alla perdita immediata di prodotto. In molte aziende il danno riguarda anche reti, serre, pali, impianti, magazzini e strutture di lavorazione, con effetti che potrebbero pesare sulle prossime settimane di campagna e, nei casi più gravi, anche sulla capacità produttiva degli impianti nelle stagioni successive.

Ora la priorità è passare dalle prime segnalazioni alla quantificazione puntuale. Servono ricognizioni azienda per azienda, l’individuazione dei comuni più colpiti e una stima distinta tra danni alle produzioni, agli impianti frutticoli e alle strutture. Solo dopo questo passaggio sarà possibile definire il perimetro di un’eventuale richiesta di calamità e valutare gli strumenti di sostegno per le imprese agricole coinvolte. (fp)

Credit foto apertura: Cia Reggio Emilia