Dal campo
Melavì, respinto il reclamo: confermata la liquidazione giudiziale
Respinto il ricorso presentato dai vertici della cooperativa

Come riporta il sito online La Provincia Unica, la Corte d’appello di Milano ha respinto il reclamo contro la sentenza del Tribunale di Sondrio del 26 marzo scorso, che aveva disposto la liquidazione giudiziale della società agricola cooperativa Melavì, con sede legale a Ponte in Valtellina. La procedura di liquidazione giudiziale resta dunque l’unica strada percorribile, salvo che i ricorrenti – ovvero i vertici di Melavì, il collegio sindacale e alcuni soci creditori della società – decidano di ricorrere al terzo grado di giudizio, rivolgendosi alla Corte di Cassazione. Un’eventualità non impossibile, ma che, a questo punto della vicenda, appare piuttosto improbabile. Ogni decisione in merito spetta comunque ai ricorrenti e al legale che li assiste sin dall’inizio, l’avvocato Gianfranco Benvenuto del foro di Milano. Per il momento, la sentenza d’appello sancisce il rigetto del reclamo e pone a carico dei ricorrenti il pagamento delle spese processuali.
La sentenza è stata emessa il 14 ottobre scorso e notificata alle parti nella serata di mercoledì, sia ai ricorrenti sia ai legali dei creditori che si erano opposti alla richiesta di concordato preventivo semplice presentata da Melavì in Tribunale e sostenuta anche in appello. Sono numerosi, infatti, i soggetti che vantano crediti nei confronti della società. Tra questi figurano innanzitutto i soci conferitori di mele, che non hanno ricevuto alcun pagamento per i prodotti conferiti nel 2024 e sono ancora in attesa dell’ultimo rateo relativo al raccolto 2023. Il loro credito ammonta a 4,2 milioni di euro, a cui si aggiungono altri 2,8 milioni versati dai creditori, conferitori e non, sul libretto sociale di Melavì e rimasti bloccati.
A questi importi si sommano gli 11,6 milioni di euro di esposizione nei confronti degli istituti bancari e finanziari. Un quadro debitorio che potrebbe portare a un ulteriore aumento del numero dei creditori intenzionati a chiedere l’insinuazione al passivo della società. Nel corso della prima udienza, svoltasi il 21 luglio scorso presso il Tribunale di Sondrio per un primo esame dello stato passivo, si sono presentati 80 creditori. Una seconda udienza è fissata per giovedì prossimo, 5 novembre, alla presenza del giudice delegato alla liquidazione giudiziale Francesco Zapparoli e dei due liquidatori nominati dal tribunale: il commercialista e ausiliario del giudice per questo procedimento, Simone Martinalli, e l’avvocato Marco Riva del foro di Lecco.
L’attenzione sulla vicenda resta altissima da parte di tutti, in particolare della compagine sociale, che si trova a fare i conti con un dissesto societario del tutto inatteso per la maggior parte dei soci. Qualche segnale, forse, era già emerso: alcuni soci avevano infatti riscontrato una certa difficoltà nell’ottenere prelievi di denaro dal libretto sociale. Tuttavia, per molti, scoprire che la società fosse ormai sull’orlo del baratro è stato un duro colpo. Ora l’auspicio è che si possa fare piena luce su quanto accaduto e, soprattutto, recuperare almeno una parte delle somme andate perdute. Il percorso, tuttavia, si preannuncia lungo e complesso, anche nell’eventualità che Melavì decida di presentare ricorso in Cassazione. (im)




