Dal campo
Mele e pere, Prognosfruit fotografa un’Europa a due velocità: mele -15,6%, pere +5,5%
Assomela vede una flessione contenuta del 2% per l’Italia e prospettive di mercato migliori rispetto alla scorsa stagione

La conferenza Prognosfruit ha preso il via il 6 agosto a Costanza (Germania), organizzata dalla WAPA con il sostegno della BVEO, l’organizzazione tedesca dei produttori di frutta e verdura. La conferenza torna in Germania per celebrare 50 anni di edizioni ininterrotte, la cui prima edizione si tenne proprio in questa regione nel 1976. Da allora, la conferenza è stata un punto di incontro per il settore delle mele e delle pere, dedicato al networking e allo scambio di idee all’inizio di ogni nuova stagione. Quest’anno, oltre 200 delegati provenienti da tutta Europa e oltre si sono riuniti per l’evento di tre giorni.
In occasione della conferenza Prognosfruit 2026 del 6 agosto, la WAPA ha pubblicato le sue previsioni annuali per la stagione 2026/2027 delle mele e delle pere. Nel 2026, sulla base della prima stima pubblicata, la produzione di mele nell’UE nei principali Paesi produttori dovrebbe diminuire del 15,6% rispetto al dato definitivo dello scorso anno, attestandosi a 9.496.047 tonnellate. Il raccolto di quest’anno è inoltre inferiore del 14,3% rispetto alla media degli ultimi tre anni. Per quanto riguarda le principali varietà, la produzione di Golden Delicious dovrebbe diminuire dell’11,1%, attestandosi a 1.809.982 tonnellate. Anche la Gala, la seconda varietà per importanza, dovrebbe registrare un calo dell’8,9%, attestandosi a 1.362.797 tonnellate, così come la Red Delicious (-5,3%, a 496.522 tonnellate) e l’Idared (415.559 tonnellate, -19,7%).
D’altro canto, si stima che la produzione di pere nell’UE per il 2026 crescerà del 5,5% rispetto all’anno scorso, con una previsione di 1.946.482 tonnellate. Anche il volume totale è superiore del 9,9% alla media triennale, ma rimane al di sotto del potenziale dei frutteti. La produzione italiana dovrebbe aumentare del 17,4%, raggiungendo le 347.325 tonnellate, mentre le stime olandesi sono superiori del 9,6% rispetto alla stagione precedente. Le previsioni relative alle pere in Belgio, al contrario, sono inferiori del 7,2% rispetto alla stagione 2025/2026. Nel 2026, la produzione di pere Conference dovrebbe raggiungere le 905.693 tonnellate (+2,1%). Anche la produzione di pere William BC dovrebbe aumentare dell’1,1%, attestandosi a 211.606 tonnellate.
Il calo della produzione di mele riflette la crescente pressione sui coltivatori, derivante da un contesto economico sempre più complesso e da condizioni meteorologiche estreme, che stanno avendo un impatto diretto e misurabile sulle rese in tutto il continente. «I dati di quest’anno ci ricordano con forza che la produzione non può essere data per scontata», ha affermato Philippe Binard, segretario generale della WAPA, durante la presentazione delle previsioni. «Potremmo stare raggiungendo i limiti di ciò che gli attuali strumenti e le pratiche in uso sono in grado di assorbire per garantire la competitività del settore, con la produzione e le rese influenzate dagli eventi climatici, dall’aumento dei costi e dalla riduzione degli strumenti a disposizione per garantire rese e qualità».
Luc Vanoirbeek, presidente del gruppo di lavoro COPA-COGECA su frutta e verdura, ha aggiunto: «Il sostegno politico non ha tenuto il passo con la rapidità con cui i cambiamenti climatici stanno influenzando i nostri frutteti, e i coltivatori si trovano ad affrontare vincoli sempre maggiori nel reagire a questa situazione. Non si tratta solo di una questione di resa; è una questione di competitività e, in ultima analisi, di sicurezza alimentare. La sovranità alimentare in Europa richiede che ai coltivatori siano garantite le condizioni di cui hanno bisogno per intervenire, tra cui incentivi più incisivi e un quadro di riferimento per rafforzare la cooperazione tra i coltivatori al fine di far fronte alla proliferazione delle sfide in un contesto politico, geopolitico, climatico e di mercato incerto».
Quest’anno le condizioni climatiche hanno rappresentato una vera e propria “tempesta perfetta” in diverse zone di coltivazione, dalle gelate intense di febbraio e quelle di fine aprile alle ondate di caldo prolungate e alla siccità, fino alle grandinate sporadiche e alle piogge intense. Al momento della conferenza Prognosfruit, diverse aree di produzione erano ancora colpite da condizioni avverse di temperatura e siccità. La WAPA continuerà a monitorare i propri dati previsionali e a valutare l’evoluzione delle condizioni insieme ai propri membri. Il calo del raccolto rilevato nell’UE si registra anche in altre zone dell’emisfero settentrionale, in particolare nel Regno Unito, negli Stati Uniti e in India. La prima previsione della Cina indica una stabilità rispetto allo scorso anno, mentre la Turchia sta recuperando la produzione.

Assomela ha partecipato, come da consuetudine e insieme ai propri soci ha dettagliato il quadro per l'Italia.
Le prospettive per la stagione 2026/2027
La conferenza a Prognosfruit è stata ancora una volta luogo di importanti riflessioni per il settore melicolo europeo e mondiale, con un’ampia partecipazione della delegazione italiana, tramite i soci di Assomela. Le previsioni di produzione scendono sotto i 10 milioni di tonnellate di mele per la seconda volta negli ultimi 16 anni
I numeri presentati lasciano presupporre un’annata che per le mele italiane potrà dare maggiori soddisfazioni di quella precedente a livello di mercato europeo, garantendo al contempo la capacità di fornire anche i mercati extra europei. È chiaro che oggi più che mai la sfida e la priorità per i produttori, le cooperative agricole e le organizzazioni di produttori è garantire la produzione, nonostante le crescenti difficoltà da numerosi punti di vista, prima di tutto riguardo gli avvenimenti metereologici sempre più estremi e i patogeni e fitopatie crescenti. Il messaggio che esce da Prognosfruit è che non si potrà più dare per scontata la produzione a cui siamo sempre stati abituati, se non si prenderanno contromisure adatte a tutti i livelli e con l’appoggio delle istituzioni. La situazione nel complesso resta quindi positiva, ci sono i presupposti per concludere la stagione ormai al termine e partire con il nuovo raccolto, con l’idea di garantire al mercato europeo le mele italiane per tutti i 12 mesi dell’anno in maniera continuativa.
Uno sguardo alla situazione italiana
Per l’Italia, la produzione totale è stimata in 2.269.106 tonnellate, con una flessione del 2% rispetto al 2025.
A livello regionale, si prevede una diminuzione della produzione sia in Alto Adige (-2%) sia in Trentino (-9%), mentre nella maggior parte delle altre regioni è atteso un incremento. Il Piemonte si conferma al terzo posto produttivo nazionale, con una crescita del 2%. Il Veneto registra un recupero (+2%) rispetto alla scorsa campagna che era stata caratterizzata dal maltempo e aveva dato origine ad una produzione relativamente contenuta. Anche l'Emilia-Romagna prevede un aumento della produzione (+6%), così come il Friuli-Venezia Giulia (+9%). La produzione biologica italiana è stimata in lieve calo, con una riduzione del 2% rispetto allo scorso anno. Con 171.333 tonnellate, rappresenta circa il 7,6% della produzione complessiva nazionale.
Per quanto riguarda le dinamiche varietali in Italia, si registra un calo della Golden Delicious (-8%), che raggiunge una produzione di 610.570 tonnellate. In diminuzione anche la Gala (-4%), mentre la Red Delicious rimane stabile rispetto allo scorso anno. In recupero la Granny Smith (+11%), che conferma la tipica alternanza produttiva osservata negli ultimi anni. La Fuji continua invece a perdere terreno (-4%), mentre le nuove varietà club raggiungono una produzione record di 346.602 tonnellate (+7% rispetto al 2025). La Cripps Pink prevede una produzione sostanzialmente stabile rispetto all'annata record del 2025, superando nuovamente le 150.000 tonnellate.
Dal punto di vista qualitativo, l'andamento climatico in Trentino-Alto Adige è stato nel complesso favorevole, in assenza di gelate, grandinate e precipitazioni significative. Anche se la fioritura si è svolta regolarmente, favorendo un buon inizio dell'allegagione nella maggior parte dei frutteti, si segnala tuttavia la presenza di alcuni impianti, in particolare di Golden Delicious, caratterizzati da un mancato ritorno a fiore in alcune zone e da una cascola dei frutticini superiore alla media degli ultimi anni.
Il calibro dei frutti è generalmente buono grazie alle condizioni favorevoli durante le prime fasi di sviluppo, sebbene la crescita sia stata successivamente rallentata dalle temperature superiori alla media registrate da metà giugno che hanno reso la situazione più complicata. L'inizio della raccolta è previsto in linea sia con lo scorso anno sia con la media pluriennale.
In Piemonte la produzione 2026 si prevede positiva, la fioritura è stata abbondante su tutte le varietà e i mesi primaverili hanno seguito il corretto iter di sviluppo vegetativo, per il quale ci si aspetta una produzione con ottimo calibro e qualità. Unico fattore da tenere sotto controllo è l’elevato livello di caldo e le ondate di calore. La raccolta partirà con qualche giorno di anticipo.
Anche in Veneto ed Emilia-Romagna, la prossima stagione si prevede complessivamente positiva, sia sotto il profilo quantitativo sia qualitativo. Le fitopatie risultano al momento ben contenute. Dal punto di vista climatico, la primavera è stata favorevole, mentre le elevate temperature estive destano preoccupazione soprattutto per le varietà a maturazione più precoce, con il rischio di una riduzione del calibro e di una minore colorazione. Attualmente non si segnalano criticità legate alla siccità grazie alla disponibilità di acqua per l'irrigazione, ma la situazione dovrà essere attentamente monitorata qualora le ondate di calore dovessero proseguire.
In Friuli-Venezia Giulia, la produzione si prospetta buona e non si sono registrate avversità climatiche di rilievo. Sia il calibro sia la colorazione dei frutti sono previsti nella norma e non si segnalano particolari problematiche fitosanitarie. La raccolta si prevede quindi abbondante e anticipata di circa una settimana rispetto alla media.
Ad oggi, si stima che la quantità di mele destinate al mercato del fresco raggiungerà 2.008.380 tonnellate, in lieve calo rispetto allo scorso anno (-1%), ma sostanzialmente in linea con la media degli ultimi tre anni.
La quantità di mele destinate all'industria di trasformazione, invece, è stimata in 260.700 tonnellate, in calo dell'8% rispetto allo scorso anno e pari all'11,4% del raccolto complessivo. (aa)
Fonte: Ufficio stampa Prognosfruit e Assomela




