Mercati ortofrutticoli sotto pressione: meno prodotto dal Sud e prezzi in aumento

Al CAR di Roma si moltiplicano le mancate consegne di peperoni, melanzane, uva e pomodori

Mercati ortofrutticoli sotto pressione: meno prodotto dal Sud e prezzi in aumento

Le proteste degli autotrasportatori contro il caro carburanti e i conseguenti blocchi stradali nel Sud Italia stanno mettendo sotto forte pressione l'intera filiera ortofrutticola. È questo lo scenario che emerge dall’ultima rilevazione dell'Osservatorio CAR - Centro Agroalimentare Roma, che segnala una crescente criticità negli approvvigionamenti ortofrutticoli destinati alla Capitale, dovuta all'incertezza sui tempi di percorrenza e gli alti costi operativi che stanno innescando un effetto a catena che impedisce alle aziende agricole di spedire le merci deperibili e minaccia il regolare arrivo di prodotti freschi sui mercati. L'emergenza, inizialmente concentrata in Campania, Sicilia, Calabria e Puglia, si sta al momento estendendo ed è arrivata a colpire anche la zona meridionale del Lazio.

Sul mercato romano sono sempre più evidenti le mancate consegne di referenze cruciali provenienti dal Mezzogiorno, come peperoni, melanzane, uva da tavola e pomodori. L'Osservatorio rileva una forte tensione sui prezzi all'ingrosso a causa della scarsità di prodotto: i pomodori siciliani Ciliegini e Piccadilly vengono commercializzati a quotazioni superiori a 5 euro/kg, mentre i Datterini rossi raggiungono i 7,50 euro/kg. Per compensare questi vuoti d'offerta, si registra un forte aumento delle importazioni, con pomodori tondi a grappolo dall'Albania venduti intorno ai 2 euro/kg e peperoni dalla Spagna a 3,80 euro/kg, alternative economicamente rilevanti ma che faticano a sostituire pienamente il prodotto a chilometro zero per i consumatori attenti alla filiera italiana.

A contenere parzialmente gli effetti di questo blocco logistico intervengono le produzioni locali di Lazio e Abruzzo con ortaggi a foglia, pomodori, melanzane e zucchine, che continuano a garantire una parte dell'offerta pur con quotazioni già elevate a causa dei danni del caldo estivo. Tuttavia, un prolungamento delle proteste per il caro carburanti rischia di generare perdite economiche incalcolabili per i produttori del Sud, costretti a perdere i raccolti, e di scaricare ulteriori rincari sulla spesa alimentare dei cittadini romani. La distribuzione si trova oggi di fronte alla complessa sfida di mantenere la continuità delle forniture bilanciando disponibilità, qualità e convenienza economica.

“Tutela dei produttori e dei consumatori restano due obiettivi inseparabili. Dobbiamo salvaguardare l'equilibrio della filiera, garantendo alle aziende agricole la possibilità di vendere i propri prodotti e alle famiglie l'accesso a prodotti freschi e di qualità a prezzi sostenibili, un ruolo in cui il CAR si conferma strategico per Roma” sottolinea il Presidente del CAR, Valter Giammaria. “Non possiamo permettere che la crisi logistica e il caro carburanti pesino in modo incontrollato sulle tavole dei romani. Il nostro ruolo oggi è agire da scudo, monitorando i listini per garantire la tenuta degli scambi commerciali e provare ad arginare sul nascere ogni pressione sui prezzi, difendendo la spesa delle famiglie” commenta il Direttore Generale del CAR, Fabio Massimo Pallottini. (ga)

Fonte: Ufficio stampa Osservatorio CAR