Dal campo
Mercato all’ingrosso tedesco: Italia regina nell’uva e in crescita nelle pere
Il report BLE di fine agosto fotografa forniture italiane quasi monopolistiche sull’uva da tavola, mentre Santa Maria e Carmen guidano il cambio di passo nelle pere

Sul mercato tedesco l’ortofrutta italiana chiude agosto con due indicazioni piuttosto nette: l’uva da tavola domina quasi incontrastata, mentre nelle pere l’offerta italiana ha ormai preso il comando, con Santa Maria e Carmen in prima fila e le prime Abate Fétel che iniziano ad affacciarsi sul mercato.
È quanto emerge dal nuovo Market Report della Bundesanstalt für Landwirtschaft und Ernährung (BLE), pubblicato il 26 agosto e relativo ai principali mercati all’ingrosso tedeschi. Il documento restituisce anche i primi segnali della nuova campagna melicola, mentre per pesche e nettarine l’Italia resta alle spalle della Spagna.
Uva, presenza italiana “quasi monopolistica”
È proprio sull’uva da tavola che il giudizio della BLE è più netto: le forniture italiane “dominano quasi monopolisticamente”i mercati all’ingrosso tedeschi.
A fare da base all’offerta sono soprattutto le varietà seedless, in particolare quelle bianche, insieme alla Victoria. La Michele Palieri sta aumentando progressivamente la propria presenza, prendendo il posto della Black Magic, mentre completa la gamma italiana anche la Red Globe.
La domanda viene definita generalmente positiva, soprattutto per uva italiana di grosso calibro e senza semi. Le altre origini restano marginali: qualche partita francese e quantitativi limitati dalla Turchia, comprese le prime Sultana. In sostanza, almeno in questa fase della campagna, sul mercato tedesco l’Italia lascia poco spazio alla concorrenza.

Pere, Italia davanti a tutti
Indicazioni altrettanto interessanti arrivano dalle pere. Le forniture italiane risultano ormai predominanti e continuano ad aumentare di importanza. Santa Maria e Carmen rappresentano il cuore dell’assortimento, affiancate da Williams Christ e dalle prime Abate Fétel della nuova stagione.
Un segnale particolarmente interessante riguarda proprio le Williams italiane, che sul mercato di Amburgo si sono collocate nella fascia alta delle quotazioni, tra 2 e 2,20 euro/kg.
Nel frattempo perde gradualmente terreno il prodotto d’oltremare: restano disponibili Abate Fétel cilene e Forelle sudafricane e cilene, ma la loro rilevanza commerciale sta diminuendo con l’avanzare della produzione europea. Francia e Spagna completano l’offerta rispettivamente con Dr. Jules Guyot ed Ercolina.
Mele, le prime Royal Gala altoatesine a 1,25 euro/kg
Sulle mele è iniziato il vero passaggio tra vecchia e nuova campagna. La produzione tedesca sta crescendo rapidamente e conquista spazio, mentre diminuisce l’interesse verso il prodotto conservato e quello d’oltremare.
Anche l’Italia comincia però a entrare in gioco: dal Südtirol sono arrivate le prime Royal Gala, commercializzate intorno a 1,25 euro/kg.
La pressione della nuova produzione tedesca è evidente: le mele precoci locali vengono vendute tra 1,50 e 2,30 euro/kg a Francoforte, mentre a Berlino le principali varietà estive si attestano intorno a 1,80 euro/kg. Qualche partita di Elstar del Lago di Costanza ha inoltre mostrato problemi di consistenza della polpa legati al caldo persistente.

Pesche e nettarine, Spagna davanti all’Italia
Scenario differente nelle drupacee. La Spagna continua a dominare sia nelle pesche sia nelle nettarine, mentre l’Italia ricopre un ruolo complementare. La presenza turca si sta progressivamente riducendo e la Francia concentra ormai i quantitativi soprattutto sul segmento premium.
La domanda risulta molto diversa tra Nord e Sud della Germania: le temperature più fresche nelle regioni settentrionali hanno rallentato gli acquisti, mentre nel Sud il clima estivo continua a sostenere i consumi.
Qualche riduzione di prezzo ha interessato soprattutto le nettarine e il prodotto turco, ma nel complesso le quotazioni rimangono stabili. Anche paraguayos e platerinas spagnole mantengono una presenza regolare senza particolari oscillazioni.
Pomodori, Italia presente dietro Benelux
Più marginale, ma comunque visibile, la presenza italiana nel pomodoro. Paesi Bassi e Belgio rimangono le origini dominanti, affiancati dal prodotto tedesco, italiano e polacco.
A inizio settimana la minore disponibilità di alcune tipologie – tra cui Cuore di Bue, cherry colorati, datterini e pomodori da insalata – aveva favorito aumenti delle quotazioni, successivamente rientrati con il rafforzamento dell’offerta.
La fotografia complessiva della BLE premia quindi soprattutto due filiere italiane: uva da tavola e pere. Nella prima l’Italia sta praticamente occupando il mercato tedesco; nella seconda il passaggio dalle forniture dell’emisfero sud alla nuova produzione europea sta riportando rapidamente le origini italiane al centro degli scambi.




