Dal campo
Nuova cicalina in Svizzera: attenzione al rischio flavescenza dorata
La Jikradia olitoria, originaria del Nord e Centro America, è ormai insediata in Ticino

Una nuova cicalina entra nel radar della difesa fitosanitaria europea. Si tratta di Jikradia olitoria, specie originaria del Nord e Centro America individuata in diversi Paesi europei e ora confermata come stabilmente presente in Ticino, in Svizzera. L’attenzione dei ricercatori è rivolta al suo possibile ruolo nella diffusione dei fitoplasmi associati ai giallumi della vite, in particolare alla flavescenza dorata, una delle principali minacce fitosanitarie per la viticoltura da vino e da tavola.
A segnalare la presenza dell’insetto è Agroscope, l’istituto svizzero di ricerca agronomica, che il 7 ottobre ha diffuso i risultati di uno studio realizzato insieme al WSL nell’ambito del Centro di competenza Neobiota. La ricerca, pubblicata sul Journal of Applied Entomology, si basa su campagne di monitoraggio condotte nel 2023 e nel 2024 in sette siti del Canton Ticino. Le catture hanno confermato la presenza della specie sia all’interno dei vigneti sia nelle aree boschive adiacenti.
Un dato ha attirato in particolare l’attenzione degli studiosi: a Giornico, nell’Alto Ticino, si è concentrata la quota maggiore delle catture, pari all’83,8% nel 2023 e al 78,5% nel 2024. La vicinanza all’autostrada e a un centro di controllo del traffico pesante porta i ricercatori a ipotizzare che l’area possa essere stata uno dei punti d’introduzione dell’insetto, forse attraverso il trasporto di merci. La ricerca ha inoltre verificato che la vite può offrire condizioni adatte al completamento del ciclo biologico della cicalina. Un esperimento condotto su tralci prelevati a Giornico ha infatti confermato la schiusa delle uova deposte nel legno della pianta, suggerendo che i vigneti possano rappresentare un habitat favorevole all’insediamento della specie.

Il nodo della flavescenza dorata
Il motivo della sorveglianza è legato al ruolo che Jikradia olitoria svolge nella sua area d’origine, dove è stata identificata come vettore di fitoplasmi associati alla North American Grapevine Yellows, una malattia che provoca sintomi di ingiallimento e arrossamento delle foglie e compromette lo sviluppo della vite. In Europa, la preoccupazione riguarda la possibilità che l’insetto possa acquisire e trasmettere anche i fitoplasmi responsabili della flavescenza dorata.
Al momento, tuttavia, non ci sono evidenze che consentano di attribuirgli questo ruolo sul territorio europeo. Le analisi molecolari condotte sugli esemplari raccolti in Ticino non hanno rilevato infezioni da fitoplasmi associati alla flavescenza dorata. La presenza della cicalina rappresenta quindi un potenziale rischio da monitorare, non la prova di una nuova via di diffusione della malattia. Il precedente di Scaphoideus titanus, principale vettore della flavescenza dorata in Europa e anch’esso originario del Nord America, rafforza l’interesse per la nuova specie. Per i ricercatori, individuare tempestivamente insetti potenzialmente in grado di trasmettere fitoplasmi è fondamentale per prevenire l’insediamento di nuovi rapporti tra vettori e patogeni.
La questione interessa da vicino anche l’Italia: lo studio scientifico ricorda che Jikradia olitoria era già stata segnalata nel Nord Italia nel 2010, oltre che in altri Paesi europei. La novità della ricerca svizzera consiste però nell’aver documentato in modo dettagliato una popolazione insediata nell’area alpina meridionale, con presenza nei vigneti e capacità di completare il ciclo biologico. Nessun allarme su una trasmissione accertata della flavescenza dorata da parte di questa cicalina, ma la necessità di mantenere alta l’attenzione sull’evoluzione delle popolazioni e sul loro eventuale coinvolgimento nella diffusione dei fitoplasmi. (im)




