Attualità
Nuove tecniche genomiche, il mondo agricolo applaude il voto Ue
I commenti di Coldiretti, CREA, Cia, Nomisma e Confagricoltura

Svolta storica per l’agricoltura europea. Il Parlamento di Strasburgo ha dato il via libera definitivo al nuovo regolamento sulle Ngt (Nuove Tecniche Genomiche), ribattezzate in Italia Tea (Tecniche di Evoluzione Assistita). La vera rivoluzione sta nel metodo: d'ora in avanti il fulcro dei controlli si sposterà dalle procedure di laboratorio alle caratteristiche finali della pianta. Il nuovo testo introduce una netta divisione in due categorie: le Ngt-1, equiparate in tutto e per tutto alle colture convenzionali grazie a modifiche limitate e replicabili in natura, e le Ngt-2, che richiedono interventi più complessi e che resteranno invece soggette alla più rigida normativa Tag-Ogm.
Il commento di Coldiretti
Il via libera dell’Europarlamento al nuovo regolamento Ngt rappresenta una svolta epocale per il futuro dell’agricoltura italiana ed europea e premia il lavoro portato avanti in questi anni da Coldiretti e Filiera Italia per non privare le aziende agricole di un’opportunità decisiva per combattere i cambiamenti climatici e ridurre l’uso di input chimici. L’obiettivo è ora quello di mettere le Tea rapidamente a disposizione delle imprese per continuare a produrre qualità, salvaguardando al tempo stesso territorio, reddito agricolo e competitività.
Le nuove tecniche genomiche non hanno nulla a che fare con i vecchi Ogm transgenici– ricordano Coldiretti e Filiera Italia -, ma permettono di riprodurre in modo mirato i meccanismi della selezione naturale per rispondere alle crescenti sfide ambientali e produttive. Non si tratta di nuove specie, ma di un’evoluzione delle varietà esistenti, in grado di sviluppare una maggiore resistenza allo stress idrico e alle principali fitopatie, come l’oidio, con benefici anche sul fronte della riduzione degli agrofarmaci. Un esempio è l’esperienza della prima vite di Sangiovese coltivata attraverso le nuove tecniche genomiche, grazie a un progetto di ricerca innovativo portato avanti da Coldiretti Toscana e Vigneto Toscana insieme al Crea-Ve e all’Università di Udine, con il coinvolgimento del Consorzio Agrario del Tirreno. La prima pianta è attualmente in crescita in vitro nei laboratori del Crea di Conegliano Veneto, con le prime applicazioni in campo previste dalla primavera del 2027.
In un contesto internazionale caratterizzato da crescente competizione tecnologica e da forti tensioni geopolitiche che mettono a rischio la disponibilità di input produttivi come i fertilizzanti, la disponibilità delle Tea è importante per garantire la sicurezza degli approvvigionamenti e la sovranità alimentare, divenuta sempre più strategica per il futuro dell’Europa. Ma l’approvazione della nuova normativa rappresenta un passo fondamentale anche per tutelare la biodiversità delle campagne italiane e valorizzare la collaborazione e l’alleanza tra mondo scientifico e agricoltura. Un’alleanza nata nel 2020 con la sottoscrizione della storica intesa tra Coldiretti e la Società Italiana di Genetica Agraria (Siga), proprio per far tornare gli agricoltori protagonisti di una ricerca pubblica nazionale, in grado di sviluppare soluzioni su misura e renderle disponibili a tutti i produttori. In tale ottica, le Tea si inseriscono appieno tra le soluzioni di Agricoltura 5.0 indispensabili per ottimizzare l’uso delle risorse e migliorare l’efficienza delle operazioni, riducendo i consumi energetici grazie all’uso di attrezzature di precision farming.
Il commento di Cia - Agricoltori Italiani
“Si tratta di una decisione che guarda al futuro dell’agricoltura -ha detto il presidente nazionale di Cia, Cristiano Fini -. Le nuove tecniche genomiche rappresentano uno strumento fondamentale per rafforzare la capacità delle imprese agricole di affrontare le sfide dei cambiamenti climatici e delle fitopatie, che già oggi determinano variazioni delle rese comprese tra il 20% e il 49%. Grazie all’innovazione varietale sarà possibile sviluppare piante resistenti, meno idroesigenti e più capaci di adattarsi, coniugando produttività e sostenibilità”.
Secondo Cia, l’approvazione del regolamento consente inoltre all’Europa di recuperare il ritardo accumulato rispetto ad altri grandi Paesi produttori, dove tali tecniche sono già utilizzate da tempo, rafforzando la competitività del settore agroalimentare e offrendo ai produttori nuovi strumenti per la difesa delle colture.
“L’Unione europea non poteva più permettersi di restare indietro su un fronte così strategico - ha aggiunto Fini -. Ora sarà fondamentale garantire un’applicazione omogenea delle nuove disposizioni in tutti gli Stati membri e sostenere con adeguate risorse la ricerca e il trasferimento dell’innovazione alle aziende agricole”.
“L’obiettivo è trasformare rapidamente questa opportunità in risultati concreti per le imprese agricole - ha concluso il presidente di Cia - affinché innovazione e ricerca possano contribuire in modo sempre più efficace e concreto alla sicurezza alimentare, alla sostenibilità delle produzioni e al futuro dell’agricoltura europea”.
Il commento di CREA
“Da oggi un’agricoltura più sostenibile, resiliente e produttiva è più vicina. Il provvedimento varato è un passaggio fondamentale per la Ricerca che dà certezze normative e informazioni chiare e trasparenti ad agricoltori e consumatori. Un risultato che – grazie al costante sostegno del Ministro Francesco Lollobrigida - trova l’Italia in prima linea, con competenze scientifiche consolidate e all’avanguardia in Europa e il grande progetto nazionale TEA4IT, finanziato dal MASAF con 10 milioni di euro e coordinato dal CREA”. Così il presidente CREA Andrea Rocchi sulla decisione con cui oggi il Parlamento europeo ha approvato il regolamento sulle nuove tecniche genomiche (NGT).
TEA4IT, coinvolge con il coordinamento del CREA dieci strutture di ricerca italiane tra università ed enti pubblici e privati per sviluppare attraverso le TEA piante più resistenti alle malattie, più produttive e di maggiore qualità, puntando ad accelerare e rendere più precise le dinamiche della selezione naturale. Sono già in corso attività su colture strategiche come pomodoro resistente all’orobanche, melanzana a ridotto imbrunimento e senza semi, riso resistente al brusone e vite tollerante a peronospora e oidio, mentre l’orzo maggiormente resistente a stress idrico ha già passato la valutazione interna come NGT-1. Entro il 2026, presso le aziende sperimentali del CREA, nuove sperimentazioni in campo con prove su pomodoro, melanzana, orzo, frumento e vite. Parallelamente, su specie come riso, agrumi, melo, kiwi e pioppo è in corso la caratterizzazione genetica e fenotipica di linee già disponibili o in sviluppo, per le future sperimentazioni.
Il commento di Paolo De Castro, Presidente di Nomisma
«Il via libera definitivo del Parlamento europeo alle Tecniche di Evoluzione Assistita rappresenta una svolta storica per l’agricoltura europea. Dopo anni di dibattiti, confronti scientifici e negoziati politici, l’Europa ha finalmente scelto di affidarsi alla scienza e all’innovazione per affrontare le grandi sfide del nostro tempo. Il voto di oggi ha anche sventato il rischio di un nuovo rinvio. Alcuni emendamenti presentati nelle ultime fasi dell’iter avrebbero infatti riaperto il negoziato da zero, compromettendo anni di lavoro istituzionale. È prevalso invece il senso di responsabilità e la consapevolezza che il settore agricolo non può più attendere. È fondamentale ribadirlo ancora una volta: le TEA non sono OGM. Non introducono geni di specie diverse, ma consentono di intervenire in modo mirato sul patrimonio genetico della stessa pianta, replicando processi che potrebbero avvenire anche in natura. Per questo era necessario dotarsi di un quadro normativo distinto e proporzionato. Grazie a queste tecniche sarà possibile sviluppare colture più resistenti alla siccità, alle malattie e agli effetti del cambiamento climatico, riducendo al tempo stesso il ricorso agli agrofarmaci. Significa produrre di più e meglio, con minore impatto ambientale. L’Italia dispone di eccellenze scientifiche riconosciute a livello internazionale e ha già dimostrato, in particolare nel settore vitivinicolo, il potenziale straordinario di queste innovazioni. Il nuovo quadro europeo consentirà di valorizzare la ricerca e accelerare il trasferimento delle conoscenze alle imprese agricole. Dopo una lunga battaglia culturale e politica, possiamo dire che l’Europa compie finalmente una scelta strategica per la propria sovranità alimentare e per la competitività del suo sistema agroalimentare. Senza innovazione non c’è sostenibilità, e senza sostenibilità non c’è futuro per l’agricoltura europea.»
Il commento di Confagricoltura
Il voto di oggi dell’Europarlamento, che ha approvato definitivamente il Regolamento sulle Nuove Tecniche Genomiche, segna l’avvio di una nuova fase per l’agricoltura europea, ma allo stesso tempo è un traguardo rispetto a una battaglia che Confagricoltura da sempre ha portato avanti e che ha visto l’Italia e le sue istituzioni avere un ruolo decisivo in questo processo.
Confagricoltura commenta così l’approvazione definitiva del Regolamento che permetterà di aumentare la competitività del settore primario europeo, che oggi sconta un ritardo rispetto ad altri Paesi in cui le nuove tecniche genomiche sono già utilizzate.
Il testo finale recepisce diversi elementi che la Confederazione ha sostenuto nel corso del confronto istituzionale europeo. In primo luogo, viene riconosciuta la specificità delle piante NGT-1, considerate equivalenti alle varietà ottenute con tecniche convenzionali. Per queste varietà non viene introdotto alcun obbligo di etichettatura degli alimenti derivati, evitando oneri sproporzionati e possibili effetti distorsivi sul mercato.
Permangono tuttavia alcuni elementi che Confagricoltura aveva contestato durante il negoziato. In particolare, il Regolamento mantiene la possibilità per gli Stati membri di vietare sul proprio territorio la coltivazione delle piante NGT-2 (cosiddetto opt-out nazionale), una scelta che rischia di frammentare il mercato interno e di limitare l'accesso uniforme all'innovazione all'interno dell'Unione europea.
Infine, il testo legislativo introduce un chiarimento per il settore biologico, secondo cui la presenza accidentale e non intenzionale di materiale NGT-1 non comporta sanzioni o responsabilità per gli operatori. Si tratta di una previsione importante per garantire certezza giuridica agli agricoltori e favorire la coesistenza tra diversi modelli produttivi. (lg)




