Dal campo
Popillia japonica, il coleottero giapponese fa scattare la quarantena in Baviera
Il provvedimento interessa l’area di Lindau, sul Lago di Costanza, dopo il ritrovamento di circa 60 esemplari nelle trappole a feromoni

La Popilia japonica fa scattare l’allarme in una delle principali aree frutticole e viticole della Germania. Per limitarne la diffusione nell’area del Lago di Costanza, l’Istituto Bavarese per l’Agricoltura (LfL) ha istituito una zona di quarantena che interessa quasi metà del distretto di Lindau.
Il provvedimento è entrato in vigore venerdì 4 settembre 2026 e, secondo quanto previsto, resterà valido almeno fino al 2029. L’area interessata si estende da Wasserburg sul Lago di Costanza fino a Hergensweiler.
Circa 60 esemplari nelle trappole
A Lindau, nel corso di quest’anno, sono stati individuati circa 60 coleotteri giapponesi attraverso le trappole a feromoni predisposte per il monitoraggio.
Secondo Karin Wudler, consulente statale per la frutticoltura e la protezione delle piante dell’Ufficio per l’alimentazione, l’agricoltura e le foreste, si presume che il coleottero non sia in grado di svernare naturalmente nell’area e che sia stato introdotto soprattutto lungo la direttrice proveniente da sud.
Il traffico rappresenterebbe quindi una possibile via di ingresso. Il coleottero giapponese si è infatti già insediato in alcune aree dell’Italia e il rischio è che possa diffondersi anche nella regione del Lago di Costanza, nei pressi di Lindau.
Una minaccia per frutta, vite e orticoltura
La preoccupazione è legata soprattutto alla capacità del parassita di attaccare un numero elevato di specie vegetali. La Popillia japonica, originaria del Giappone, conta circa 400 piante ospiti e si nutre sia delle foglie sia delle radici.
Tra le colture interessate figurano frutta e vite, ma anche rose, arbusti da bacche e carpini. Nell’area in cui si è diffuso, inoltre, il coleottero non ha trovato predatori naturali in grado di limitarne efficacemente la presenza. Per questo, secondo Karin Wudler, il coleottero giapponese rappresenta “grave minaccia” per l'agricoltura, in particolar modo per la viticoltura.
Dati gli ingenti danni economici che provoca, la specie è soggetta a segnalazione. Il parassita è caratterizzato da dimensioni ridotte, circa quelle di un chicco di caffè, da ciuffi di peli bianchi sotto le ali e da un aspetto lucente-verde-marrone.

Le nuove regole della zona di quarantena
L’obiettivo delle misure introdotte dall’LfL è impedire che il coleottero si diffonda ulteriormente. Particolare attenzione sarà riservata alle aree vicine ai luoghi in cui sono stati individuati gli esemplari.
Tra il 1° giugno e il 30 settembre non sarà consentito innaffiare i prati. È infatti proprio lì che le femmine del coleottero trovano condizioni favorevoli per deporre le uova, dalle quali si sviluppano le larve che infestano l’erba e le radici delle piante. Anche lo smaltimento dei residui derivanti dalla potatura di prati e alberi sarà soggetto a nuove modalità: non potranno essere gestiti come di consueto e saranno predisposti appositi centri di smaltimento.
Per tutto l’anno, inoltre, terriccio, piante in vaso contenenti terriccio e compost non potranno essere portati fuori dalla zona infestata. Le disposizioni riguarderanno non soltanto gli operatori agricoli, ma anche privati, associazioni sportive e giardinieri paesaggisti.
Le misure introdotte nella zona di quarantena puntano così a limitare la movimentazione di materiali potenzialmente contaminati e, soprattutto, a evitare che il parassita possa stabilirsi e diffondersi ulteriormente nell’area del Lago di Costanza. LfL chiede, dunque, il contributo della popolazione per portare avanti il contenimento del coleottero giapponese. (im)





