“Scelti perché buoni”: Agribologna, Conor e Camst valorizzano gli ortaggi imperfetti

Il progetto mette insieme produzione e ristorazione per prevenire lo spreco e riconoscere valore al lavoro agricolo

“Scelti perché buoni”: Agribologna, Conor e Camst valorizzano gli ortaggi imperfetti

Dare valore all’ortofrutta “brutta ma buona”, cioè a quei prodotti con imperfezioni estetiche o piccoli difetti tipici di una materia viva come frutta e verdura, ma pienamente validi sul piano della freschezza, del gusto e della sicurezza alimentare. È una sfida che da tempo attraversa la produzione agricola, spesso costretta a confrontarsi con un mercato che continua a privilegiare standard estetici rigidi e prodotti visivamente perfetti.

Con questo obiettivo nasce “Scelti perché buoni”, il nuovo progetto promosso da Camst group, Agribologna e Conor, società del Gruppo Agribologna, che mette insieme produzione agricola, distribuzione e ristorazione in un modello concreto di filiera sostenibile, orientato alla prevenzione dello spreco alimentare prima ancora che al suo recupero.

L’iniziativa è stata presentata ieri mattina a Bologna, nei locali dello storico Bass’otto, il primo self-service aperto in Italia, alla presenza di Andrea Segrè, direttore scientifico dell’Osservatorio internazionale Waste Watcher-Campagna Spreco Zero di Last Minute Market, Franco Linguerri, presidente di Agribologna, e Mattia Grillini, vicepresidente di Camst group.
Il progetto prevede l’acquisto e la valorizzazione di ortaggi di stagione visivamente imperfetti – in particolare melanzane, zucchine, cetrioli e carote – conferiti dai soci produttori di Agribologna, che verranno utilizzati nei menu di una prima selezione di sei ristoranti Camst group a Bologna e provincia.
Nei primi sei mesi di sperimentazione, “Scelti perché buoni” punta a valorizzare circa 16 tonnellate di ortaggi, trasformando quello che oggi rischia di essere un fattore di esclusione commerciale in un’opportunità concreta per la filiera agricola locale, per la ristorazione e per i consumatori.

Linguerri: “L’ortofrutta non nasce con lo stampino”
“L’ortofrutta è un prodotto vivo e, proprio per questo, è naturale che possano arrivare sul mercato anche frutti e verdure esteticamente meno perfetti, con piccoli difetti o segni esteriori - commenta Franco Linguerri, presidente di Agribologna -. In natura le verdure non nascono “con lo stampino”: basta un colpo di vento o un po’ di pioggia di troppo per far curvare una carota o segnare la buccia di una mela. Questo vale ancora di più in un contesto segnato dal cambiamento climatico e dalla progressiva riduzione dei mezzi di difesa a disposizione dei produttori, fattori che rendono ancora più attuale il tema. Si tratta però di prodotti pienamente rispondenti in termini di freschezza, sapore, valore alimentare, sicurezza e caratteristiche organolettiche.
Dal punto di vista etico è un vero cambio di passo. L’attenzione alla riduzione degli sprechi è sempre più centrale e passa anche dalla capacità di valorizzare prodotti “imperfetti” ma buoni. Valorizzare questa produzione, che è solo esteticamente non conforme, significa restituirle il giusto valore e riconoscere dignitosamente il lavoro dei contadini. Per questo dobbiamo comunicare meglio il significato di questa scelta: il consumatore non deve percepire l’imperfezione come un elemento negativo, ma come il segno di una produzione più rispettosa, consapevole e coerente con le sfide di oggi.
La sostenibilità di questo progetto si misura in quintali, anzi in tonnellate di cibo gustoso e sano che potranno finire nei piatti e nella vita delle persone, anziché nella spazzatura. È quindi fondamentale accompagnare questa iniziativa con una comunicazione chiara, capace di spiegare le ragioni della scelta e di aiutare le persone a comprenderne il valore.

Partiamo ora con questo progetto, ci crediamo molto e auspichiamo che possa contribuire a un’evoluzione positiva nelle scelte di acquisto. Siamo più che mai orgogliosi e motivati, e grati a Camst per la fiducia e il coinvolgimento”.

Franco Liguerri, Presidente Agribologna

Segrè: “andare oltre il prezzo e tornare a parlare di valore”
“Scelti perché buoni” è un progetto importante perché interviene prima che lo spreco si formi – commenta Andrea Segrè, direttore scientifico dell’Osservatorio internazionale Waste Watcher-Campagna Spreco Zero di Last Minute Market -. Siamo spesso portati a pensare allo spreco alimentare solo nella fase finale del percorso del cibo: nei magazzini, nei punti vendita, nelle mense o nelle case. Qui, invece, il messaggio è ancora più forte, perché il valore del prodotto viene riconosciuto fin dall’origine: nei campi, nel lavoro agricolo e nelle risorse naturali impiegate per produrlo.

Il passaggio culturale da compiere è proprio questo: andare oltre il prezzo e tornare a parlare di valore. Il valore del cibo non riguarda soltanto ciò che si paga, ma anche la qualità dell’alimento, il lavoro che lo rende possibile e il reddito di chi produce. Se un prodotto è buono, sicuro e nutrizionalmente valido, perché dovrebbe essere scartato solo perché non risponde a determinati canoni estetici?
Una zucchina curva, una carota irregolare, una melanzana o un cetriolo non perfetti dal punto di vista estetico non valgono meno: hanno lo stesso valore nutrizionale, la stessa sicurezza, lo stesso sapore e la stessa dignità alimentare. Considerarli scarti significa sprecare non solo cibo, ma anche suolo, acqua, energia, lavoro e tempo. Significa, in altre parole, confondere la qualità con l’apparenza.

Il valore di questa iniziativa sta anche nella capacità di mettere insieme realtà diverse della filiera: da un lato la produzione, dall’altro Camst, che può portare questi prodotti nelle mense e quindi direttamente nel piatto delle persone. La lotta allo spreco non può limitarsi al recupero, pur fondamentale, ma deve partire dalla prevenzione. È questa la direzione indicata anche dal Target 12.3 dell’Agenda ONU 2030: dimezzare lo spreco alimentare e ridurre le perdite lungo la filiera. Dobbiamo uscire dalla società dello scarto e costruire un modello capace di valorizzare insieme il cibo, il lavoro agricolo e i produttori”.

Andrea Segrè, direttore scientifico dell’Osservatorio internazionale Waste Watcher-Campagna Spreco Zero di Last Minute Market

Grillini: “Qualità oltre la perfezione estetica”
«Negli anni il nostro impegno contro lo spreco alimentare si è tradotto in iniziative di educazione, collaborazioni con realtà come Last Minute Market e progetti di sensibilizzazione come Sprecometro nelle scuole – spiega Mattia Grillini, vicepresidente Camst group -. Con “Scelti perché buoni” interveniamo ancora più a monte nella filiera, valorizzando prodotti agricoli che rischiano di essere esclusi dal mercato per ragioni puramente estetiche.
Per Camst group la lotta allo spreco non significa solo recuperare ciò che rischia di andare perduto, ma soprattutto fare prevenzione. È una responsabilità condivisa tra produttori, ristorazione e cittadini: vogliamo contribuire a diffondere una cultura in cui la qualità di un alimento venga riconosciuta per il suo valore reale, e non per la sua perfezione estetica».

L’impatto ambientale del progetto
Le 16 tonnellate di ortaggi che il progetto punta a valorizzare nei primi sei mesi corrispondono a un impatto potenziale di 28,3 tonnellate di CO₂, equivalenti alle emissioni generate percorrendo circa 236.000 chilometri in auto, quasi sei volte il giro completo della Terra. A questi numeri si aggiungono 1.892 metri quadrati di suolo occupato, pari a circa 7 campi da tennis regolamentari, e 368.163 litri d’acqua, equivalenti a oltre 6.100 docce da cinque minuti. I dati sono elaborati dall’Osservatorio internazionale Waste Watcher-Campagna Spreco Zero di Last Minute Market.

Numeri che ricordano come ogni alimento escluso dal consumo porti con sé un costo ambientale già sostenuto: acqua, suolo, energia, lavoro e risorse impiegate nei processi produttivi.

Comunicazione e filiera cooperativa
Ad accompagnare il progetto sarà la campagna di comunicazione “Scelti perché buoni”, che attraverso canali digitali e affissioni nei locali Tavolamica inviterà i consumatori a superare i pregiudizi legati all’aspetto dei prodotti e a riconoscere il valore delle risorse impiegate per produrli.

Il tema si inserisce in uno scenario più ampio. Secondo le stime di FAO e UNEP, lungo la filiera agroalimentare mondiale viene perso o sprecato circa il 30% del cibo prodotto: il 13,2% tra raccolta e distribuzione prima della vendita e un ulteriore 19% nella distribuzione, nella ristorazione e nelle abitazioni. La FAO stima inoltre che perdite e sprechi alimentari siano responsabili dell’8-10% delle emissioni globali di gas serra. In Italia, l’Osservatorio internazionale Waste Watcher ha stimato per il 2025 perdite agricole pari a 2,09 milioni di tonnellate annue, il 40,9% dello spreco lungo l’intera filiera.

In questo contesto, “Scelti perché buoni” propone una risposta concreta: Camst group acquista da Agribologna prodotti ortofrutticoli imperfetti, mentre Agribologna e Conor assicurano l’approvvigionamento e valorizzano il lavoro dei soci produttori, evitando che alimenti pienamente commestibili e di qualità vengano svalutati o esclusi dal mercato. Un esempio di collaborazione tra attori della filiera agroalimentare cooperativa, con benefici ambientali, economici e sociali. (lg)

In apertura da sinistra: Andrea Segrè, direttore scientifico dell’Osservatorio internazionale Waste Watcher-Campagna Spreco Zero di Last Minute Market, Franco Linguerri, presidente di Agribologna, e Mattia Grillini, vicepresidente di Camst group