Spagna, campagna drupacee complicata: ciliegie male, prezzi giù per pesche e nettarine, piatte in cerca di estimatori

Albicocche con prezzi al di sotto del 2025 ma ancora accettabili, susine penalizzate da rese più basse e raccolta anticipata

Spagna, campagna drupacee complicata: ciliegie male, prezzi giù per pesche e nettarine, piatte in cerca di estimatori

La campagna spagnola delle drupacee entra nella parte finale con un bilancio meno brillante rispetto al 2025. A inizio settembre ciliegie e albicocche hanno già chiuso la stagione, mentre a pesche, nettarine e pesche piatte è rimasto solo l’ultimo tratto del Valle dell’Ebro, che vale circa il 10-15% della campagna. Per le susine, infine, resta ancora da raccogliere circa un terzo del prodotto. 
La lettura emerge dai dati ufficiali Intrastat-Datacomex per aprile, maggio e giugno e delle stime sulle esportazioni di luglio e agosto. Il quadro complessivo è chiaro: campagna più complicata dello scorso anno, ma leggermente migliore rispetto a due anni fa.

Ciliegie, la campagna peggiore

Il bilancio più pesante riguarda le ciliegie. I dati ufficiali mostrano un calo dei prezzi del 16%, ma il dato non restituisce fino in fondo la difficoltà della campagna. A pesare sono stati prima i problemi qualitativi causati dalle piogge di aprile e maggio, poi l’arrivo della Turchia sui mercati e la contemporanea disponibilità di ciliegie da diversi Paesi europei.

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Nel 2025, tra luglio e agosto, la Spagna aveva esportato 15mila tonnellate a un prezzo medio di 3,63 euro/kg. Quest’anno i volumi dovrebbero restare sotto quel livello e con prezzi nettamente inferiori. Per le ciliegie spagnole, il giudizio è secco: campagna negativa.

Albicocche accettabili, ma sotto il 2025

Più equilibrato il quadro delle albicocche. I volumi risultano superiori allo scorso anno, ma inferiori rispetto a due anni fa, in linea con le ipotesi inziali. I prezzi sono stati più bassi del 13% rispetto al 2025, ma ancora superiori dell’13% rispetto a due anni fa.

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La parte iniziale riguarda soprattutto la campagna murciana, mentre le spedizioni di luglio e agosto arrivano in gran parte dal Valle dell’Ebro. Nel 2025, in quei due mesi, la Spagna aveva esportato 39mila tonnellate a 1,82 euro/kg; quest’anno la stima supera le 45mila tonnellate, con prezzi inferiori ma ancora all'interno di un range considerato accettabile. Buona, nel complesso, anche la qualità del prodotto.

Pesche e nettarine, più export ma prezzi più bassi

Per pesche, nettarine, pesche piatte e nettarine piatte la campagna mostra volumi in crescita ma prezzi più deboli. Nei dati ufficiali aprile-giugno le quantità esportate sono superiori del 5% rispetto al 2025, mentre i prezzi risultano inferiori di quasi il 10%. Tra le diverse categorie, le pesche piatte sono quelli che hanno perso di più, in termini di quotazioni, mentre le pesche hanno retto meglio.

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La pressione è proseguita anche in luglio e agosto. Lo scorso anno la Spagna aveva esportato 166mila tonnellate a luglio e 130mila ad agosto, con prezzi medi rispettivamente attorno a 1,75 e 1,65 euro/kg. Quest’anno le esportazioni dovrebbero essere superiori di circa il 10%, ma con prezzi più bassi del 15-20%. La campagna ha vissuto alcune settimane di forte turbolenza, con quotazioni vicine ai costi di produzione, poi riequilibrate attraverso la gestione degli stock in magazzino. Il consumo, alla fine, ha assorbito il prodotto e la situazione si è stabilizzata. 
Il punto più critico riguarda le nettarine piatte. La nuova famiglia varietale è entrata in produzione prima che il mercato la conoscesse e la valorizzasse davvero. A luglio e agosto ci sono state settimane in cui il prodotto disponibile non è stato assorbito. Il giudizio varietale resta positivo, ma servirà un lavoro di comunicazione per portare stabilmente il prodotto nei lineari dei supermercati europei.

Susine, meno raccolto e prezzi solo discreti

Per le susine i dati disponibili rappresentano appena il 20% della campagna, ma mostrano un aumento delle spedizioni del 18% rispetto allo scorso anno. Una crescita che non dipende da una produzione più abbondante, bensì da un anticipo della raccolta superiore ai dieci giorni. La produzione complessiva, infatti, è inferiore, soprattutto nelle varietà precoci e nell’Angeleno. La riduzione è stata particolarmente marcata nelle Vegas Bajas del Guadiana, (in Extremadura) dove le condizioni climatiche hanno inciso maggiormente.

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La minore offerta ha aiutato a mantenere prezzi ragionevoli, simili a quelli della campagna precedente, senza accumuli rilevanti nelle celle. Tuttavia, la pressione esercitata da pesche, nettarine e pesche piatte, in alcuni momenti anche sotto del 25% rispetto al 2025, ha condizionato anche il mercato delle susine. La qualità è stata generalmente buona, ma con rese per ettaro più basse e costi più alti. Per questo il bilancio, pur non negativo, non può essere definito brillante.

In sintesi: molto male le ciliegie, albicocche e susine accettabili, pesche e nettarine positive solo fino a metà giugno e poi più in difficoltà. Per le nettarine piatte, il mercato deve ancora imparare a conoscerle, e quindi, a comprarle. (ga)