Dal campo
Sudafrica, agrumi sotto pressione: export giù del 6% rispetto alle attese
La Citrus Growers’ Association taglia ancora le previsioni di spedizione, con cali su Navel, Valencia, mandarini e pompelmi. In controtendenza solo i limoni

La stagione degli agrumi sudafricani si conferma particolarmente complessa. Per la seconda volta dall’inizio della campagna, il settore ha rivisto al ribasso le previsioni sulle esportazioni, passando dai 209,4 milioni di casse da 15 kg inizialmente stimate a 196,5 milioni. Come riporta FreshFruitPortal.com, la nuova previsione implica un calo complessivo del 6% rispetto alle attese di inizio stagione.
In calo quasi tutte le categorie
Secondo gli ultimi dati della Citrus Growers’ Association (CGA), tutte le principali categorie di agrumi registrano una revisione negativa, ad eccezione dei limoni. Per questi ultimi le spedizioni sono attese a oltre 50 milioni di casse, il 9,3% in più rispetto alla stima iniziale di quasi 46 milioni. Il calo più marcato riguarda invece le arance Navel, le cui esportazioni sono scese da 30 a 24,3 milioni di casse, con una riduzione del 19%. Anche il pompelmo perde terreno, con una previsione di 16,1 milioni di casse, il 9,5% in meno rispetto alla prima stima. Per i mandarini la previsione è stata ridotta del 6,5%, a 49,3 milioni di casse, mentre le arance Valencia scendono dell’8%, a 56,6 milioni di casse. Per questa categoria si tratta della terza revisione al ribasso della stagione, definita dalla CGA come un’annata particolarmente anomala.

Una combinazione di fattori pesa sulla stagione
Come sottolinea FreshFruitPortal.com, la nuova revisione non sarebbe legata soltanto all’andamento dei raccolti, ma a una combinazione di fattori esterni che hanno complicato la campagna.
Boitshoko Ntshabele, amministratore delegato della Citrus Growers’ Association, ha parlato di una sorta di “tempesta perfetta”, con diversi elementi di rischio che si sono manifestati contemporaneamente. Tra questi, le conseguenze economiche e logistiche della guerra in Iran, che hanno fatto aumentare i costi e limitato l’accesso al mercato mediorientale, destinazione che assorbe circa il 20% degli agrumi sudafricani.
A peggiorare il quadro sono stati anche piogge intense e alluvioni, verificatesi in due occasioni all’inizio dell’anno e responsabili della distruzione di alcuni frutteti. A ciò si aggiungono le difficoltà nei porti, con congestioni e ritardi, e la debolezza della domanda in alcuni mercati di destinazione, dove il potere d’acquisto dei consumatori è diminuito nell’ultimo anno. Nonostante le difficoltà, Ntshabele evidenzia la capacità di reazione dei produttori, che continuano a mantenere una forte resilienza di fronte a una delle stagioni più complicate per il comparto. (ga)




