Attualità
Temperature estreme, l'agricoltura presenta il conto
Il gran caldo mette in difficoltà produzioni e aumenta il rischio di perdite economiche

L’ondata di caldo estremo e prolungato che sta investendo l'Italia sta mettendo a dura prova il settore agricolo, delineando uno scenario di profonda crisi sia a livello locale che nazionale. Le temperature ben oltre la media e la prolungata assenza di precipitazioni stanno mandando in sofferenza le colture.
Il mondo agricolo lancia un grido d'allarme unanime, richiamando l'attenzione sulla disponibilità di acqua nel Paese.
Il commento di Confagricoltura Verona
L’ondata di caldo anomalo che sta investendo la provincia veronese sta mettendo in difficoltà l’agricoltura, con conseguenze che rischiano di diventare serie per colture e animali.
Riferisce Alberto De Togni, presidente di Confagricoltura Verona: “Se continuerà questo caldo, con 15 ore di sole giornaliere e oltre 40 gradi al sole, anche irrigare diventerà una pratica inutile. Con questo livello di temperature bisognerebbe abbeverare le piante almeno ogni due o tre giorni, perché le temperature sono così alte che buona parte dell’acqua evapora velocemente. La situazione è molto seria. In alcune zone del Veneto è ancora più grave perché hanno pochissima acqua; qui da noi stiamo reggendo finché l’Adige rimane su questi livelli, ma non so per quanto, perché i prelievi sono davvero consistenti e il consumo di acqua è spaventoso. Speriamo che piova, o quantomeno che si riducano le temperature. Il problema non è tanto il picco delle temperature, ma la durata delle stesse. Sono troppi giorni che il caldo non molla e, a quanto dicono le previsioni, andrà avanti così almeno per una settimana.”
Il commento di Cia Agricoltori Italiani
L’ondata di caldo del 2026 rischia di costare al settore primario oltre 1,5 miliardi di euro, tra campi e ore di lavoro evaporate, secondo le stime di Cia-Agricoltori Italiani. È un impatto pesantissimo che si abbatte sull’agricoltura nazionale mentre alte temperature, scarsità idrica e stress termico mettono sotto pressione colture, allevamenti e disponibilità produttiva, con il rischio concreto di rincari selettivi per i consumatori, soprattutto su frutta, verdura e produzioni più sensibili.
Il rapporto Fao Wmo Extreme Heat and Agriculture chiarisce che il caldo estremo non è più un fenomeno episodico, ma un moltiplicatore sistemico di rischio per sicurezza alimentare, produttività agricola e salute dei lavoratori. La frequenza, l’intensità e la durata degli eventi estremi sono cresciute nettamente nell’ultimo mezzo secolo, mentre il settore agricolo perde già ogni anno circa 500 miliardi di ore di lavoro a causa del caldo.
Per il 2026 le proiezioni internazionali indicano temperature sopra la media quasi ovunque tra giugno e agosto, Europa compresa. Per l’Italia questo significa affrontare la parte più delicata della stagione con risorse idriche già sotto pressione e fabbisogni irrigui in aumento.
Le criticità riguardano direttamente i principali comparti produttivi. Mais e soia sono esposti ai colpi di calore e a un crescente fabbisogno d’acqua; l’ortofrutta rischia scottature, cali di resa e sfasamenti nei calendari di raccolta.
Il tema dell’acqua resta decisivo. Dopo la crisi del 2022 nel bacino del Po, la peggiore in 70 anni, l’Italia continua troppo spesso a rincorrere l’emergenza senza aver accelerato abbastanza su invasi, manutenzione, reti e capacità di accumulo. In quella fase erano minacciate irrigazione e produzioni nel cuore agricolo del Paese, con riduzioni del 30-40% per frutta e verdura nella valle del Po, un calo del 30% per i meloni e fino al 50% per mais e soia.
Tempo scaduto, ribadisce Cia, per proteggere le aziende agricole e la sovranità alimentare servono tre priorità: infrastrutture idriche resilienti, dall’ammodernamento delle reti ai bacini di accumulo; diffusione dell’irrigazione di precisione, dei sensori e del riuso delle acque reflue; più ricerca varietale, tecniche agronomiche di adattamento e strumenti rapidi di copertura del rischio climatico. Senza una strategia nazionale dell’acqua e investimenti concreti, il Paese continuerà a contare i danni anno dopo anno invece di prevenirli. (gm)
Fonte: Ufficio Stampa Cia Agricoltori Italiani; Ufficio Stampa Confagricoltura Verona




