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martedì 7 settembre 2021


«Distribuzione moderna e produzione diventino partner»

"Il concetto di convenienza fine a se stesso non esiste più, la moderna distribuzione rappresenta oggi un interlocutore primario per la produzione e viceversa”.

Con queste parole Carlo Alberto Buttarelli, direttore ufficio studi e relazioni di filiera presso Federdistribuzione e consigliere delegato presso Adm ha evidenziato il ruolo e gli obiettivi della distribuzione nel settore. Lo ha fatto nell’ambito del workshop fisico “La filiera si incontra” durante Think Fresh – Operazione Rilancio,  l’evento di AgroterGroup e ItaliafruitNews dedicato ai consumi di ortofrutta svoltosi ieri a Rimini. Come da tradizione, il settore distributivo attraverso la partecipazione dell’Associazione della Distribuzione Moderna (Adm) rappresenta un partner fondamentale dell’evento, tramite cui indagare i trend principali della filiera  e rapportarsi con l’ambito produttivo.

A dimostrazione dell’impegno della distribuzione per il settore, Buttarelli ha ricordato il coinvolgimento dell’associazione nella normativa contro le pratiche sleali, il cui testo è stato inviato alle Camere proprio nei giorni scorsi ed è ora in attesa di approvazione. “Nel testo sono vietate le aste a doppio ribasso – dice il consigliere di Adm – sarebbe un passo importantissimo per cogliere tutte le opportunità di investimento che la nostra filiera offre e per far capire che lavorare con la Gdo significa iniziare un interessante progetto di lungo termine: il valore sia per chi produce che per chi distribuisce è sacrosanto”.



Un’altra sfida con cui oggi la distribuzione deve fare i conti è sicuramente quella della polarizzazione“Da un lato abbiamo milioni di persone in povertà – commenta Buttarelli – e dall’altra parte 1300 miliardi di euro sui conti correnti. La missione della Distribuzione moderna rimane quella di portare alti livelli qualitativi al maggior numero di persone. Perfetto esempio di questo tentativo è il marchio del distributore, con cui si vendono prodotti di qualità a un prezzo giusto e allo stesso tempo si incrementano i rapporti con i produttori, che diventano veri e propri partner delle catene”.

Infine il consigliere delegato Adm si è soffermato sugli andamenti delle vendite nell’ultimo periodo: “Se i mesi di giugno e luglio sono stati positivi per le vendite, soprattutto al sud Italia e nelle zone turistiche, in agosto abbiamo assistito a una frenata inattesa, la quale ha bruciato l’incremento dei mesi precedenti”. A influenzare i trend di acquisto degli italiani sono comportamenti che erano già in essere negli ultimi tempi ovvero “attenzione alla salubrità – sottolinea Buttarelli – e di conseguenze alla sicurezza alimentare, all’ambiente e alla sostenibilità. Il made in Italy continua inoltre ad essere grande sinonimo di qualità”.

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