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mercoledì 13 ottobre 2021


«Prima metà di ottobre in sordina, incognita costi»

Un inizio di ottobre nel segno del calo delle vendite al Mercato di Firenze, solo parzialmente compensato dai prezzi sostenuti di alcune referenze. "Da due settimana a questa parte c'è un ribasso generalizzato delle contrattazioni con listini alti per alcuni prodotti, in primis pere e pomodori", sottolinea da Mercafir il grossista Aurelio Baccini. "Per le pere è nota la carenza di materia prima, mentre per quanto riguarda i pomodori a grappolo dei Paesi Bassi si è verificata un'anomala carenza di disponibilità perché i produttori olandesi, a causa del forte aumento dei costi del metano che alimenta le serre, hanno deciso di riprogrammare la produzione". 



Una questione non di poco conto in quanto la Germania, che normalmente si approvvigiona proprio dallo Stato delle dighe, andrà verosimilmente a bussare alla porta di Spagna e Italia con ripercussioni su disponibilità e prezzi. "La stagione del pomodoro siciliano tra l'altro è in ritardo", analizza Baccini. Che aggiunge: "Molto probabilmente l'aumento dei costi delle materie prime avrà effetti, diretti e indiretti, su molte colture".



Il pianeta ingrosso è in una fase di passaggio tra estate e inverno: "Vendiamo piuttosto bene zucchine, insalate, melanzane campane; queste ultime potrebbero presto risentire del freddo delle ultime notti con conseguenze, anche in questo caso, sulla disponibilità". Un autunno e un inverno densi di incognite attendono il settore ortofrutticolo, insomma.

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