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mercoledì 22 dicembre 2021


Arancio biondo di Fondi, focus di Italia Terra di Agrumi

“L’arancio biondo di Fondi: un patrimonio da riscoprire, valorizzare e salvaguardare”. Questo è il tema dell’incontro di oggi al Centro Congressi del Centro Agroalimentare di Roma, organizzato da “Italia Terra d’agrumi”, una società benefit impegnata nella tutela e valorizzazione delle cultivar autoctone nazionali. In particolare, delle varietà nazionali dell’arancio che dalla Cina furono importate in Italia intorno al ‘400 col nome di ‘melangolo’. Un ‘Rinascimento’ quindi che il Presidente, Olga Simeoni ci spiega con le parole del più celebre degli estimatori della varietà laziale dell’agrume, Wolfgang Goethe nel suo ‘Viaggio in Italia’ del 1787 descriveva il “biondo di Fondi”coi seguenti versi: “Splendon tra le folie verdi, arance d’or“.

L'obiettivo della manifestazione è sia informativo, veicolando la conoscenza dell'arancio biondo di Fondi (cultivar autoctono presente esclusivamente nell'area Pontina tra i Comuni della Provincia di Latina), ma anche progettuale,  aprendo un confronto tra operatori del settore, associazioni rappresentative e esperti di PNRR per valutare proposte e strategie per lo sviluppo sostenibile delle produzioni agroalimentari di qualità del Lazio e il PNRR.  L’occasione d’incontro, quindi, tra Enti territoriali, associazioni, operatori del settore agrumicolo, turistico, ristorativo del Lazio e di altre Regioni, Organizzazioni di produttori, Organizzazioni professionali del settore agricolo e artigianale alimentare, Associazioni nazionali di rappresentanza del movimento cooperativo nell’ottica di utilizzare le opportunità offerte dal PNRR per il rilancio del settore agroalimentare di qualità.  La manifestazione si inserisce nel più ampio progetto di Italia Terra di Agrumi volto alla promozione, conoscenza del patrimonio agrumicolo italiano, della grande biodiversità presente in Italia.



Italia Terra d’Agrumi vuole promuovere e valorizzare il patrimonio agrumicolo del Lazio, le tradizioni gastronomiche cui è stato storicamente destinato, ai fini della conservazione della diversità biologica, della sostenibilità produttiva e della resilienza delle culture alimentari regionali.  L'arancio di Fondi è un cultivar oggi sottostimato nelle sue potenzialità organolettiche e nutrizionali, da secoli presenti nei giardini monastici sparsi in tutto il Lazio, utilizzati per uso farmaceutico e per la preparazione di dolci tipici. Come molte produzioni di pregio caratteristiche del patrimonio alimentare italiano, anche quella del patrimonio agrumicolo laziale è andata progressivamente erodendosi, privilegiando le colture di maggior rendimento e minor costo a scapito della biodiversità agroalimentare.

“Si tratta di tutelare -afferma il presidente della Benefit- non solo la biodiversità, a rischio di estinzione di alcuni cultivar, ma anche di tutelare una diversità culturale, unica, che rischia di estinguersi”. Il tema è globale: non solo per la parte economica e per l’indotto locale, impegnato nelle attività di produzione e commercializzazione del pregiato agrume. Ma è anche una sfida culturale che può promuovere tutto il Pontino, insieme ad altre realtà importanti in Italia (si pensi alla Sicilia, alla Calabria e alla Sardegna). “Per questo - aggiunge Olga Simeoni-  nella nostra iniziativa interverrà anche un antropologo culturale”. L’incontro al centro agroalimentare verterà su due convegni principali. Il primo è un’esplorazione nella memoria storica e culturale del rapporto tra territorio e Il comparto agrumicolo del Lazio: un patrimonio da conoscere, valorizzare e salvaguardare.  Il secondo è una tavola rotonda che illustri il progetto di ‘Italia Terra d’Agrumi’: “Proposte e strategie per lo sviluppo sostenibile delle produzioni agroalimentari di qualità del Lazio e il PNRR”.


 
L’arancia, ricca di vitamina C, con potere antiossidante, poco calorica (solo 40 Kcal circa ogni 100 g), è capace di attivare nell’uomo il metabolismo, migliorare l'assorbimento del ferro e l'ossigenazione dei tessuti. L’arancia contiene, inoltre, ‘bioflavonoidi’ che contribuiscono alla formazione del collagene del tessuto connettivo necessario per rinforzare cartilagini e ossa, tendini e legamenti.
 
Nel 1935, Onorato Dinia nell’opera ‘L’arancio in provincia di Littoria’, scriveva: ‘La nostra deve il privilegio d’essere la terra dell’arancio al dolce clima e alla laboriosità tenace dei suoi figli’ e aggiungeva: ‘La plaga più settentrionale della coltivazione di questo frutto è in provincia di Littoria. Il centro colturale e commerciale più importante è Fondi. Seguono
a distanza i comuni di Formia, Minturno, Monte San Biagio, Terracina, Castelforte, Gaeta e Sperlonga.’
 
Fonte: Italia Terra di Agrumi


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