Susine di Vignola, annata buona per le varietà europee

Monari: «Rese e calibri inferiori, ma il consumatore ci premia»

Susine di Vignola, annata buona per le varietà europee
Se si dice Vignola il pensiero corre alla ciliegia, ma c’è un altro prodotto di nicchia che da anni è coltivato nello stesso areale emiliano: la susina. Un frutto che fa grandi numeri in Romagna ma che anche nella zona pedecollinare delle province di Modena e Bologna si sviluppa su 600 ettari di superficie realizzando circa 100mila quintali all’anno di produzione.  



Come spiega il direttore del Consorzio della Ciliegia di Vignola, quest’anno l’annata è stata positiva ma anche se la campagna non è ultimata le rese sembrano leggermente inferiori rispetto alla stagione passata, all'incirca del 20-25%. Anche la pezzatura del prodotto ha sofferto, perché i calibri hanno risentito della siccità prolungata. Inoltre, le varietà europee hanno performato meglio delle cino-giapponesi. 

“Il prodotto di qualità a marchio Vignola si è difeso abbastanza bene – racconta Valter Monari a IFN -. In particolare, le varietà europee, che sono quelle su cui puntiamo maggiormente negli ultimi anni, si sono spese meglio rispetto alle altre”.



I produttori associati al Consorzio si concentrano sulla coltivazione di queste varietà perché sono maggiormente cercate dal mercato e hanno meno problemi di batteriosi. “Abbiamo invertito la tendenza produttiva alcuni anni fa – spiega ancora Monari – e siamo stati lungimiranti perché effettivamente le cino-giapponesi riscontrano maggiori difficoltà nel vendersi. Sono cambiate le preferenze dei consumatori ed è una fortuna per il nostro clima, più adatto alle europee”.



A livello di prezzi non sono annate da ricordare. “È la frutticoltura in generale che non va benissimo, ma i susinicoltori a marchio Vignola non si possono lamentare: il nostro prodotto di nicchia parte da 1-1,50 euro al kg”.

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