Dalla distribuzione
CAAT, svolta storica sugli orari: i grossisti votano il passaggio al diurno
APGO Torino: 44 voti su 59 per la fascia 11-16, il lunedì resta l’apertura notturna

Il cambio degli orari al Centro Agro Alimentare di Torino non è più un’ipotesi né un semplice terreno di confronto. L’assemblea dei grossisti ha compiuto il primo passo formale verso il superamento dell’attuale modello notturno, aprendo una fase nuova per il mercato torinese. A deliberarlo è stata l’assemblea di APGO Torino, che ha votato a larga maggioranza il cambiamento dell’orario dedicato alle contrattazioni. Su 59 votanti, 44 si sono espressi a favore della modifica, mentre 15 hanno votato contro.
Tra le due proposte messe sul tavolo, ha prevalso la seconda opzione: contrattazioni dalle 11 alle 16. La prima proposta prevedeva invece la fascia 7-12. Entrambe le soluzioni mantengono per il lunedì un’apertura notturna dalle 3.30 alle 10, a tutela delle dinamiche di inizio settimana.
«L’assemblea ha deliberato a larga maggioranza il cambiamento dell’orario – spiega il presidente Vittorio Rovetta –. Siamo consapevoli che il passaggio non sarà semplice, ma vogliamo accompagnare tutti gli attori coinvolti verso questa transizione».
Il voto rappresenta un passaggio politico rilevante in un dibattito che negli ultimi anni ha attraversato l’intero sistema mercatale torinese. Il tema, promosso con forza dai grossisti, era diventato centrale nel confronto con la direzione del CAAT e con le istituzioni locali.
Il prossimo step sarà infatti un confronto immediato con la direzione del Centro Agroalimentare per definire tempi e modalità operative. «Ci confronteremo con il CAAT per permettere a tutti di affrontare il nuovo passaggio nelle condizioni migliori», sottolinea Rovetta.
Tra le soluzioni allo studio ci sono misure di accompagnamento per gli operatori meno strutturati. «A chi non fosse attrezzato con celle frigorifere verranno messe a disposizione celle già esistenti. Inoltre, potranno essere attivati servizi di consegna B2B per facilitare l’organizzazione logistica».
L’obiettivo temporale indicato dall’associazione colloca il possibile avvio del nuovo orario tra aprile e giugno. Una finestra che lascia spazio a ulteriori momenti di confronto. «Ci sarà un secondo tavolo per rendere il passaggio il più possibile condiviso. Non abbiamo preclusioni: ascolteremo tutti, anche per valutare eventuali fasce orarie più comode».
Il percorso non è concluso, ma per la prima volta il cambiamento ha una direzione chiara e una maggioranza formale alle spalle. Per il mercato torinese, il conto alla rovescia sembra essere iniziato. (aa)



















