Dal campo
Kaki Spagna, il calo produttivo è confermato: mancano 50mila tonnellate
Il raccolto è stimato a 270mila tonnellate, contro un potenziale iniziale vicino a 320mila.

Come riporta Valencia Fruits, il settore spagnolo del cachi si appresta ad affrontare una campagna complessa caratterizzata da un raccolto scarso. In questo contesto, la scorsa settimana l’Associazione Spagnola del Cachi (AEKAKI) ha tenuto la propria Assemblea Generale nella località valenciana di Alginet, un incontro in cui è stato rinnovato il consiglio direttivo e i membri dell’ente hanno analizzato le sfide che dovranno affrontare in una stagione che avrà inizio nel mese di ottobre. Durante la riunione, il presidente dell’AEKAKI, Pascual Prats, ha spiegato che al momento "il volume del raccolto è stimato a 270.000 tonnellate, circa 50.000 in meno rispetto al potenziale produttivo iniziale, che si avvicinava alle 320.000 tonnellate. Una diminuzione derivante dalle perdite causate dalla grandine e dai problemi di allegagione. A questa riduzione si aggiungerà l’impatto causato dai parassiti, che potremo quantificare quando inizieremo la raccolta nei campi".
Inoltre, il settore deve affrontare, come sta accadendo negli ultimi anni, un notevole aumento dei costi. "Le prospettive sono buone, ma non sarà una campagna facile. È vero che il volume di frutta è inferiore, ma le spese sono aumentate in modo significativo, pertanto dobbiamo ottenere prezzi migliori affinché l’attività sia redditizia», ha precisato Pascual Prats. l presidente dell’ente ha inoltre sottolineato un altro dei problemi che affliggono il settore e che ostacolano lo svolgimento delle campagne: la difficoltà nel reperire manodopera qualificata.
Da parte sua, Inma Torregrosa, vicepresidente di AEKAKI, ha sottolineato che uno dei principali ostacoli di questa campagna è l’elevata quantità di frutta danneggiata dalla grandine. A questo proposito, ha avvertito che l’arrivo sui mercati di cachi che non soddisfano i requisiti di qualità adeguati potrebbe danneggiare gravemente l’immagine del prodotto e lo svolgimento della campagna.
Come aspetto positivo, Torregrosa ha sottolineato la buona disponibilità degli acquirenti di fronte a una campagna caratterizzata da una minore disponibilità di frutta. «Vendere sui mercati è sempre più complesso. Tuttavia, quest’anno gli acquirenti hanno ampliato la gamma di calibri accettati, cosa particolarmente importante se si considera che, in caso contrario, la disponibilità di cachi sarebbe molto ridotta».
Allo stesso modo, ha valorizzato l’evoluzione della domanda. «Il consumo di cachi continua a crescere anno dopo anno e la grande distribuzione mostra un interesse sempre maggiore per il prodotto. È una tendenza positiva di cui dobbiamo approfittare, prestando particolare attenzione alla qualità della frutta che arriva al consumatore».

In questo primo incontro in vista della nuova stagione, i membri dell’Associazione Spagnola del Cachi hanno auspicato di avviare la campagna senza fretta, con frutta di buona qualità che consenta di ottenere prezzi adeguati. Senza un eccesso di offerta, vi è un margine maggiore per gestire la campagna. Inoltre, intendono trasmettere ai propri clienti un messaggio univoco: c’è una significativa riduzione della produzione, i costi sono aumentati e non è possibile svendere la frutta.
Durante lo svolgimento dell’Assemblea Generale si è tenuta anche una giornata tecnica alla quale hanno partecipato AgroFresh, Maf Roda, il Gruppo Cajamar e l’Associazione «5 al giorno».
Oltre all’analisi delle prospettive per la campagna, durante la riunione sono stati presentati i dati sull’andamento del consumo di cachi e i risultati delle azioni promozionali. L’associazione continuerà a sviluppare nel 2026 la campagna «Si chiama cachi», avviata nel 2024, per posizionare questo frutto presso distributori e consumatori.
Secondo i dati pubblicati nel 2025, il consumo di frutta è leggermente aumentato in Spagna e, nel caso specifico del cachi, l’andamento è anch’esso positivo. Tuttavia, nelle famiglie il consumo di questo frutto si attesta attualmente a 0,75 chili pro capite, il che lascia un ampio margine di crescita, e in questo percorso la promozione riveste un ruolo importante. Il consumo di cachi è particolarmente elevato nella cosiddetta generazione Silver, ma l’associazione punta anche a raggiungere i consumatori più giovani, e a tal fine comunicare e far conoscere il prodotto risulta fondamentale. (im)




