Unione IV Gamma: "Serve una nuova cultura di filiera"

Il Presidente Felice Poli: “Qualità, sostenibilità economica ed efficienza devono tornare al centro del sistema”

Unione IV Gamma: "Serve una nuova cultura di filiera"

Unione IV Gamma nasce per dare una risposta strutturale a un comparto che oggi vale oltre 1 miliardo di euro di sell-out e che negli ultimi anni ha visto aumentare costi, complessità produttiva e pressione competitiva, senza riuscire a trasferire adeguatamente valore lungo tutta la filiera.
A margine della presentazione andata in scena a Tuttofood, Felice Poli – Presidente di Unione IV Gamma e Presidente dell’OP Sole e Rugiada – ha delineato a IFN le principali direttrici di lavoro della nuova organizzazione: qualità, sostenibilità economica, dialogo con la distribuzione, riduzione degli sprechi e maggiore coordinamento tecnico tra le imprese.

“L’obiettivo non è soltanto difendere il comparto, ma costruire un modello più evoluto e sostenibile, capace di rafforzare qualità, competitività e riconoscibilità della IV Gamma italiana”, spiega Poli. “Negli ultimi anni il settore ha continuato a investire molto in innovazione, servizio e standard produttivi, ma oggi serve un’evoluzione culturale che coinvolga tutta la filiera. Perché senza un nuovo equilibrio economico e organizzativo diventa difficile continuare a sostenere gli stessi livelli di qualità e servizio che la IV Gamma italiana ha costruito nel tempo”.

Serve una filiera più coordinata ed efficiente
“È chiaro che molte delle azioni operative potranno essere realmente messe in campo solo dopo il riconoscimento ufficiale dell’organizzazione”, precisa Poli. “Ma è importante iniziare fin da subito a costruire un confronto strutturato tra le aziende del comparto, perché le sfide che abbiamo davanti richiedono una visione comune e tempi di risposta rapidi”.

“Ci sono aspetti molto concreti su cui possiamo iniziare a lavorare immediatamente”, osserva ancora Poli. “Penso, ad esempio, alla gestione della data minima garantita o a modelli logistici e distributivi più evoluti, come le logiche AxB o AxC già diffuse in altri mercati europei, rispetto all’attuale AxA”. Secondo Poli, si tratta di un cambiamento importante non solo sul piano economico, ma anche tecnico. “Per prodotti freschi con shelf life molto breve, una gestione più razionale dei flussi significa ridurre stress inutili lungo la filiera, migliorare efficienza, preservare meglio qualità e freschezza e contenere gli sprechi. Modelli logistici più evoluti possono contribuire concretamente a recuperare efficienza e marginalità lungo tutto il sistema”.

Nuovo paradigma per un equilibrio di filiera
Uno dei nodi centrali resta il tema della remunerazione del comparto. Per Poli il tema non è semplicemente “aumentare i prezzi”, ma costruire condizioni economiche che permettano all’intera filiera di continuare a investire in qualità, innovazione e sostenibilità produttiva. “La IV Gamma resta una delle poche categorie del largo consumo che negli ultimi anni ha registrato incrementi di prezzo molto più contenuti rispetto ad altri comparti alimentari, nonostante l’aumento dei costi energetici, agricoli e industriali”, spiega. 

Un tema, quello sollevato da Poli, che emerge dalle rilevazioni NielsenIQ e dai monitoraggi di mercato del settore.

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“Oggi dobbiamo lavorare per riportare equilibrio lungo tutta la filiera, tutelando soprattutto la parte agricola – aggiunge Poli -. Perché la qualità si costruisce innanzitutto in campo, e senza una corretta remunerazione diventa difficile continuare a investire in innovazione agronomica, sostenibilità e standard produttivi”.

Il riferimento è anche al lavoro che verrà sviluppato insieme a Ismea per definire un paniere rappresentativo delle principali referenze della IV Gamma italiana. “L’idea è individuare parametri di riferimento costruiti sui prodotti che rappresentano la parte più significativa del mercato. Parliamo di uno strumento che può aiutare a dare maggiore stabilità e sostenibilità al sistema”.

Secondo dati Ismea e NielsenIQ, infatti, il comparto della IV Gamma continua a rappresentare una delle categorie più evolute del fresco confezionato, ma deve oggi confrontarsi con aumento dei costi energetici, pressione promozionale e crescente complessità produttiva.

La Gdo va coinvolta nel percorso
Nel progetto di Unione IV Gamma, la distribuzione non viene vista come una controparte, ma come un interlocutore strategico. “La Gdo deve essere parte del percorso”, sottolinea Poli. “L’obiettivo è costruire una collaborazione ancora più forte e strutturata, basata su programmazione, efficienza e valorizzazione della categoria, superando logiche troppo frammentate che oggi generano inefficienze lungo tutta la filiera”.

Secondo il Presidente di Unione IV Gamma, negli anni il settore ha sviluppato un livello di servizio molto elevato, che oggi richiede però modelli più sostenibili ed equilibrati. “La filiera della IV Gamma è cresciuta garantendo standard estremamente avanzati in termini di qualità, freschezza, sicurezza e continuità del servizio. Oggi però il contesto richiede una maggiore pianificazione e una gestione più razionale dei processi, capace di generare benefici condivisi in termini di qualità, riduzione degli sprechi ed equilibrio economico”.

“Allo stesso tempo sarà fondamentale lavorare insieme anche sulla valorizzazione della categoria verso il consumatore, costruendo percorsi condivisi di comunicazione che coinvolgano industria e distribuzione. L’obiettivo è spiegare meglio cosa c’è dietro questi prodotti – dal lavoro agricolo all’innovazione produttiva – aumentando la percezione del valore reale della IV Gamma italiana”.

Una visione europea
Il progetto guarda oltre i confini nazionali. “Francia, Spagna e Portogallo stanno affrontando problematiche molto simili alle nostre”, osserva Poli. “Parliamo di Paesi che riforniscono gran parte della distribuzione europea e anche molti dei principali operatori internazionali del fast food. Questo significa che le criticità legate a costi, sostenibilità produttiva, disponibilità di materia prima e organizzazione della filiera hanno ormai un impatto che supera i singoli confini nazionali e riguarda l’intero sistema europeo del fresco”.

“Per questo crediamo che il tema possa essere affrontato sempre più anche a livello europeo – continua Poli - creando opportunità comuni sul fronte della comunicazione, della sostenibilità e della valorizzazione della categoria”. 

Il tema, dunque, non riguarda solo l’Italia, ma un comparto produttivo europeo che deve oggi affrontare sfide comuni legate ai costi, alla sostenibilità e alla valorizzazione del prodotto fresco.

Qualità e agronomia condivisa
Un altro fronte strategico riguarda il coordinamento tecnico tra le imprese aderenti. “Uno degli obiettivi principali sarà mettere a fattor comune competenze agronomiche, disciplinari produttivi e conoscenze tecniche già presenti all’interno delle aziende aderenti”, conclude Poli. “La qualità deve diventare un patrimonio condiviso dell’intera organizzazione. L’associazione nasce proprio con questa logica: condividere idee, esperienze e soluzioni operative, ascoltando tutte le realtà coinvolte. La posta in gioco è molto elevata e riguarda l’intero sistema della IV Gamma italiana. Per questo sarà fondamentale costruire un percorso realmente partecipato”.

Secondo il Presidente di Unione IV Gamma, il settore dispone già oggi di competenze molto avanzate sul fronte agronomico e della sostenibilità. “Molte aziende utilizzano disciplinari tecnici evoluti e hanno sviluppato negli anni un rapporto molto stretto con il mondo agricolo. Mettere a sistema queste esperienze significa rafforzare ulteriormente qualità, affidabilità e competitività della IV Gamma italiana, costruendo standard condivisi da cui partire per affrontare insieme le sfide future del comparto”.