Caro carburanti: il Governo vara il credito d’imposta per il gasolio agricolo

Approvato il bonus del 20% sulla spesa di marzo

Caro carburanti: il Governo vara il credito d’imposta per il gasolio agricolo

È stata accolta la richiesta di Confagricoltura e Cia-Agricoltori Italiani relativa all’estensione del credito di imposta per il gasolio agricolo volta a limitare la ricaduta dei rincari sulla competitività delle imprese e a contenere il rischio di innescare un’inflazione lungo tutta la filiera agroalimentare.
Venerdì 3 aprile il governo ha stabilito un intervento che mitiga l’aumento del costo del gasolio agricolo prevedendo il credito di imposta del 20% per il mese di marzo.

"Il Governo Meloni è l'esecutivo che ha investito di più nel settore primario, investimenti per permettere alle imprese agricole di guardare al futuro e garantire ai cittadini la scelta di cibo di qualità. Anche oggi dà un sostegno concreto al settore primario italiano, con il credito di imposta del 20% per l'acquisto dei carburanti le nostre imprese agricole, i nostri agricoltori, potranno attutire i rincari del costo del carburante necessario a produrre. È una misura che ha un impatto sia sulle nostre imprese agricole che sui cittadini che potranno continuare a scegliere la qualità dei prodotti italiani senza ulteriori aumenti derivanti dall'aumento dei costi di produzione dovuti al caro energetico". Così il ministro dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida
“Nel Consiglio dei ministri di oggi il Governo ha varato delle misure per sostenere famiglie e imprese. Questo decreto comprende anche misure a favore delle imprese agricole, imprese che hanno subito un aumento eccezionale del costo dei carburanti, prevedendo un credito di imposta di 30 milioni di euro destinato a coprire le spese per l'acquisto del carburante del mese di marzo, nella misura del 20%".

Il commento delle associazioni
In Italia ormai il prezzo del gasolio agricolo ha raggiunto 1,4 euro/lt, più del 44% rispetto a inizio anno. L'aumento indiscriminato di questo carburante si è verificato peraltro in un momento particolarmente sensibile per le imprese agricole che intensificano gli interventi agronomici nei campi dopo il riposo invernale.
Confagricoltura ricorda inoltre che il solo gasolio in alcuni settori produttivi (orto-florovivaismo, fungicolo, zootecnia, piscicoltura, e per alcune lavorazioni come la trasformazione dei foraggi e l’irrigazione) incide sui costi totali di produzione tra il 15 e il 20%.
Secondo quanto dichiarato da Cia, si tratta di un primo passo che necessita sforzi aggiuntivi, quantomeno per i mesi di aprile e maggio, quando nei campi le attività si intensificano e la domanda di input energetici aumenta. Non si deve trascurare, infatti, l’incremento degli altri costi di produzione, come nel caso dei fertilizzanti, con rincari fino al 60% per urea e azotati a causa delle tensioni in Medio Oriente. Cia continua, inoltre, a sostenere il protagonismo italiano a Bruxelles, sollevando ogni altra azione necessaria a sostegno del settore, soprattutto in tema di fertilizzanti, oltre alle necessità di un allentamento dei vincoli di bilancio europei. (lg)

Fonte: Masaf, Ufficio Stampa Cia - Agricoltori Italiani e Ufficio Stampa Confagricoltura