Attualità
Food Summit Onu, obiettivo «Fame Zero» nel 2030
I commenti di Coldiretti, Confagricoltura, Cia e Confeuro

Volano i prezzi del cibo per la spesa delle famiglie nei diversi continenti ma ai contadini i prodotti agricoli vengono pagati il 21% in meno. E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti in occasione del Food Summit Onu sulla base alle quotazioni dell’indice Fao che a giugno 2023 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno è sceso su valori più bassi dell’inizio della guerra in Ucraina, con cali del 22% per il latte alla stalla e del 24% per i cereali nei campi.
Se i prezzi pagati ai contadini sono crollati, nell’ultimo anno è cresciuta l’inflazione alimentare sia nei paesi ricchi che in quelli poveri, con i prezzi del cibo che sono aumentati su valori che vanno dal +6,7% in Usa al +13,8% nell’Unione Europea, dove in Italia l’incremento è stato dell’10,7%, ma la situazione più difficile si registra nei Paesi poveri con balzi per fare la spesa alimentare che vanno dal +48% del Burundi al +49% del Pakistan fino al +52% del Ghana, secondo l’analisi della Coldiretti a giugno.
Il risultato è che la fame nel mondo nel 2022 ha colpito 122 milioni persone in più rispetto al 2019, per un numero stimato tra 691 e 783 milioni, pari a una media di 735 milioni di persone, secondo dal rapporto “Lo stato della sicurezza alimentare e della nutrizione nel mondo” della Fao. Una situazione che rischia di allargare la fascia della povertà alimentare nel mondo dove l'insicurezza colpisce più chi vive nelle zone rurali: il 33% degli adulti contro il 26% di chi abita nelle zone urbane, con il paradosso che chi produce cibo, con l’allevamento e la coltivazione, non è in realtà in grado di averne a sufficienza per sfamare la propria famiglia per effetto delle speculazioni in atto sui prezzi alimentari e sulla terra.
La nascita della World Farmers Markets Coalition
Per combattere questa anomalia è nata la World Farmers Markets Coalition che è uno dei dieci programmi della Fao selezionati nell’ambito del progetto di Food Coalition con l’obiettivo di sostenere i mercati contadini nei diversi continenti per favorire reddito ed occupazione e combattere la fame. Le organizzazioni fondatrici sono per l’Italia Coldiretti e Fondazione Campagna Amica, la FMC per gli Usa, Grønt Marked per la Danimarca, e Bondens Marked per la Norvegia. Tra i Paesi coinvolti e le cui associazioni con l’occasione aderiranno, ci sono gli Usa, l’Australia, il Giappone, il Canada, il Cile, il Ghana, l’Inghilterra, tanto per citarne solo alcuni. Una realtà che coinvolge già 250 mila agricoltori e famiglie.
Fra gli obiettivi della World Farmers Markets Coalition c’è la diffusione di un modello di sviluppo economico ambientale e sociale sostenibile, tramite la filiera corta con il supporto all’agricoltura familiare, la promozione del cibo locale e l’emancipazione degli agricoltori, in particolare delle donne e dei giovani. Punto rilevante dell’azione associativa è la conservazione della biodiversità e la lotta ai cambiamenti climatici.
L’Italia – spiega Coldiretti – è il Paese della Ue con la più estesa rete organizzata di mercati contadini con 15.000 agricoltori coinvolti in circa 1.200 farmers market di Campagna Amica. Un sistema organizzato da nord a sud del Paese che – continua Coldiretti – non ha solo un valore economico ma anche occupazionale ed ambientale. Sono circa 25 milioni gli italiani che hanno acquistato cibo dai contadini trainati da una nuova sensibilità verso i cibi salutari ma anche dalla volontà di recuperare un contatto diretto con chi coltiva i prodotti che portano in tavola.
A spingere la spesa dall’agricoltore è soprattutto la possibilità di trovare prodotti stagionali, a km zero e di qualità. Nei mercati dei contadini di Campagna Amica è possibile anche trovare specialità del passato a rischio di estinzione che sono state salvate grazie all’importante azione di recupero degli agricoltori e che non trovano spazi nei normali canali di vendita dove prevalgono rigidi criteri dettati dalla necessità di standardizzazione e di grandi quantità offerte. Ma le vendite dirette con gli acquisti a km zero tagliano anche del 60% lo spreco alimentare rispetto ai sistemi alimentari tradizionali secondo l’Ispra e garantiscono un contributo importante alla lotta contro l’inquinamento e i cambiamenti climatici che provocano danni e vittime in tutto il mondo.
“Il successo dei farmers market è frutto della legge italiana che premia la multifunzionalità dell’agricoltura e che abbiamo fortemente sostenuto per avvicinare le imprese agricole ai cittadini e conciliare lo sviluppo economico con la sostenibilità ambientale e sociale” afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “siamo di fronte a una svolta epocale con la quale si riconosce che nei prodotti e nei servizi offerti dall’agricoltura non c’è solo il loro valore intrinseco, ma anche un bene comune per la collettività fatto di tutela ambientale, di difesa della salute, di qualità della vita e di valorizzazione della persona”.

Da Perilla a Maca, a Roma i cibi del mondo da salvare
Dal Maca negra peruviano usato come afrodisiaco all’olio di Perilla della Corea del Sud, dalla gelatina d’erba taiwanese ai tartufi di mare del Canada fino al miele di Tupelo georgiano, sono alcuni dei curiosi prodotti salvati nel mondo dall’estinzione grazie al lavoro di generazioni di contadini esposti alla mostra mercato “internazionale” di Campagna Amica a Roma in occasione del Food Summit Onu, con gli agricoltori provenienti dai diversi continenti per esporre e far conoscere le loro specialità locali da salvare dall’estinzione.
Una intera giornata dedicata alla conoscenza di cibi sani e locali provenienti da tutti i continenti e alla necessità di tutelare il reddito di agricoltori, allevatori e pescatori a livello globale con la presenza insieme alla vicesegretaria generale dell’Onu Amina J. Mohammed, al Direttore generale della Fao Qu Dongyu, al Presidente World farmers Markets Coalition Richard McCarthy, del Ministro dell’Agricoltura e Sovranità Alimentare Francesco Lollobrigida, del Presidente della Coldiretti Ettore Prandini, del Segretario generale della Coldiretti Vincenzo Gesmundo e del direttore nazionale di Campagna Amica Carmelo Troccoli, con l’invito esteso ai delegati arrivati per il vertice da tutto il mondo.
Le specialità che i contadini vendono nei mercati locali del mondo hanno tutte – sottolinea la Coldiretti – delle caratteristiche assolutamente preziose, sapientemente custodite contro l’omologazione e la banalizzazione alimentare. La possibilità di avere infatti uno sbocco di mercato consente agli agricoltori di continuare a coltivarli e quindi di salvarli dall’estinzione. Un impegno portato avanti anche nonostante i devastanti effetti dei cambiamenti climatici.
L’olio di Perilla è un prodotto della Corea del Sud particolarmente ricco di omega 3 che si ricava dall’omonima pianta – rileva Coldiretti – che può essere consumata anche come ortaggio. Da Taiwan arriva, invece, la gelatina d’erba, una gelatina-nera marrone a base di una pianta erbacea, la Mesona. Conosciuta anche come xian cao, chin chow o erba divina, è un dolce popolare nell’Asia orientale – spiega Coldiretti -, normalmente consumato sotto forma di gelatina o bevuto come bevanda. Il Sumac israeliano è la polvere delle bacche essiccate e triturate del sommacco – continua Coldiretti, arbusto piuttosto diffuso in tutta l’area del Mediterraneo e in oriente. È ricco di oli essenziali con effetto antibatterico, ha un potentissimo potere antiossidante e ipoglicemico, e un gusto acidulo che ricorda le foglie dell’erba limoncina.
Tra gli altri prodotti, vale la pena citare dalla Georgia il miele di Tupelo ottenuto dal nettare dei fiori dell'albero bianco Ogeechee, dall'Alaska l’Alga Kelp, un’alga bruna molto usata nel settore dietistico-salutista; e ancora la maca peruviana, una pianta considerata un afrodisiaco dai benefici per la fertilità maschile. Dal Perù arrivano anche le pannocchie arlecchino, un tripudio di colori tutto al naturale, con i chicchi che assumono tonalità molto accese, dal giallo all’arancione dal verde al rosa ma anche toni del viola e del blu. Dalla Danimarca arriva una varietà di grano viola, ricco di antocianine.
“Siamo impegnati in un modello di cooperazione che ha come obiettivo di esportare un modello di sviluppo che punti sulla valorizzazione delle realtà locali, sfruttando le potenzialità dell’impresa familiare e sostenendo così i piccoli produttori del Sud del mondo, minacciati dalla distorsione nei sistemi di produzione e distribuzione degli alimenti che favorisce l’accaparramento delle terre e provoca la fuga dalle campagne verso i Paesi più ricchi dove spesso li attendono la sofferenza e l’emarginazione” dichiara il Presidente di Coldiretti, Ettore Prandini nel sottolineare che “è importante favorire filiere di prodotti locali destinati a soddisfare il fabbisogno alimentare del territorio anche attraverso la creazione di mercati contadini a chilometri zero secondo il modello promosso da Campagna Amica con la World Farmers Market Coalition”.
Giansanti (Confagricoltura): innovazione e digitalizzazione per la sicurezza alimentare
“L'innovazione e la digitalizzazione sono strumenti essenziali per lo sviluppo economico, ambientale e sociale. Sono di fondamentale importanza per affrontare, in primo luogo, la sicurezza alimentare, poi il cambiamento climatico”. Lo ha detto il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, intervenendo ieri al Food System Summit alla FAO, all’evento sulla “Digitalizzazione per sistemi agroalimentari resilienti”.
In Italia la siccità e l'alluvione hanno colpito tutte le filiere, dall'ortofrutta al riso, dal Nord al Sud del Paese. La sola siccità ridurrà dal 10 al 40% le risorse idriche. Considerando che un ettaro di terreno irrigato ha una resa superiore del 30% rispetto al non irrigato, il problema è chiarissimo. Serve una strategia per prevenire queste catastrofi ambientali, proteggendo la produzione agricola e l'economia dei territori.
“L'acqua e le sue infrastrutture – ha sottolineato Giansanti - giocano un ruolo fondamentale. E le innovazioni tecnologiche e digitali sono fondamentali per aumentare produttività, competitività e sostenibilità del settore agricolo”.
Confagricoltura ha quindi creato HubFarm per fornire gli strumenti necessari per ottimizzare i raccolti, ridurre gli sprechi e migliorare la sostenibilità nel settore agricolo.
“HubFarm può facilitare una notevole riduzione, che va dal 20% al 25%, del consumo di acqua; - ha spiegato Giansanti - una sostanziale diminuzione dell'uso di agenti fitosanitari tra il 7% e il 12%; una significativa diminuzione dell'applicazione di fertilizzanti, dal 12% al 16%. Inoltre, è stato dimostrato un potenziale di ottimizzazione dell'utilizzo delle macchine, compreso tra il 4% e l'8%, in parallelo a una notevole riduzione del consumo di gasolio, variabile dal 2% al 10%".
"Per affrontare con successo la sicurezza alimentare e il cambiamento climatico - conclude Confagricoltura - è inoltre fondamentale una solida collaborazione internazionale e la condivisione delle conoscenze. L'Italia, il prossimo anno, con la presidenza del G7 giocherà un ruolo centrale nel dibattito, con particolare attenzione proprio alla transizione digitale”.
Cia, cibo non sia più arma di ricatto. Agricoltura garante della sicurezza alimentare
Fare in modo che il cibo non venga più usato come arma geopolitica e costruire una vera alleanza globale per trasformare i sistemi alimentari in un’ottica più sostenibile, equa, sana e resiliente. Questi i messaggi chiave lanciati dal presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, in occasione del Food System Summit.
“Basta utilizzare il cibo come arma di ricatto o merce di scambio" ha detto il presidente di Cia, tra le organizzazioni presenti con la delegazione italiana.
E ha aggiunto: “il cibo deve essere considerato un diritto inalienabile e un bene comune. In un mondo dove quasi 800 milioni di persone sono malnutrite, occorre lavorare insieme per garantire la sicurezza alimentare globale, con uno sforzo collettivo per costruire sistemi più giusti, green e resistenti a clima e malattie, compiendo progressi decisivi verso l’attuazione dell’Agenda 2030”.
In tal senso, la strada da percorrere passa ovviamente per la centralità degli agricoltori e delle aree rurali. Pilastri che però vanno sostenuti con politiche dedicate e risorse adeguate. “Bisogna aumentare l’accesso al credito e investire in ricerca e nuove tecnologie, dalle tecniche di miglioramento genetico all’agricoltura 4.0 - ha elencato il presidente di Cia - E poi assicurare l’accesso alla terra e fermare il consumo di suolo; lavorare sulla formazione e la cooperazione; ridurre gli sprechi nelle filiere favorendo la prevenzione e incrementando il recupero delle eccedenze di cibo; assicurare mercati aperti con regole commerciali chiare; promuovere le diete tradizionali, come quella mediterranea, contro etichettature fuorvianti e cibo sintetico”.
Anche per questo, “è urgente il pieno riconoscimento giuridico del ruolo economico, sociale, culturale dell’agricoltura familiare -ha evidenziato Fini- che è la principale forma di agricoltura sia nei paesi sviluppati che in via di sviluppo ed è responsabile della produzione di circa l’80% del cibo mondiale in termini di valore”.
Infine, “i nostri sistemi alimentari locali, come i distretti e le comunità del cibo, con il loro modello di governance partecipativa, possono davvero costituire le best practice italiane da promuovere nel mondo -ha chiosato il presidente di Cia- rappresentando un fattore strategico, in tutte le aree geografiche, per lo sviluppo dei territori, la permanenza delle famiglie agricole nelle aree interne, la tutela di qualità e biodiversità”.
Confeuro: ripartire dall'educazione alimentare nelle scuole
Il vertice in corso a Roma presso la sede dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO) vuole fare il punto sulle criticità che ruotano attorno al tema Food nel mondo: dal cambiamento climatico alla denutrizione, dalla dieta mediterranea alle malattie legate alla cattiva nutrizione, che riguardano anche l’Italia.
L’Italia è un Paese che deve ripartire dalle basi per promuovere nel mondo lo stile alimentare salutare che è alla base della nostra dieta mediterranea - ha affermato Andrea Michele Tiso, presidente di Confeuro.
Per noi è fondamentale che l’educazione alimentare diventi materia di studio nelle scuole per promuovere innanzitutto una dieta sana, combattere l’obesità infantile ed evitare gli sprechi di cibo – prosegue il presidente della Confederazione degli agricoltori europei e del mondo.
C’è poi il tema dei prezzi dei prodotti agricoli in continuo aumento a causa dei cambiamenti climatici, e della crescente siccità. Per trovare risposte a tematiche così difficili da affrontare su scala globale è indispensabile puntare sull’innovazione tecnologica che ci permetterà di sfruttare meno risorse idriche, scarseggianti in tutto il mondo ed in particolare nei paesi più poveri, e massimizzare le rese – continua il presidente Tiso.
Il cibo deve essere diritto per tutti e soprattutto per coloro che sono più in difficoltà e siamo fiduciosi che da incontri come questo possano nascere grandi idee promotrici di nuove politiche alimentari – ha terminato il Presidente di Confeuro.
Fonte: Uffici stampa Coldiretti, Cia ,Confeuro e Confagricoltura; Foto in apertura: il direttore generale della Fao QU Dongyu apre la cerimonia dell'Un Food Systems Summit +2, foto Fao



















