IV Gamma, la crisi produttiva si avvia alla fine. La vera sfida è evitare che si ripeta

Le carenze hanno costretto le insegne a ripensare assortimenti e promozioni trovando sponda nelle vertical farm. Nella prossima puntata le proposte per riposizionare il comparto

IV Gamma, la crisi produttiva si avvia alla fine. La vera sfida è evitare che si ripeta

Da luglio la IV Gamma è alle prese con una delle fasi più difficili degli ultimi anni. Le anomalie climatiche hanno compromesso le rese e provocato carenze di prodotto, soprattutto nelle insalate croccanti monovarietali e, più recentemente, anche nei mix. Le ripercussioni sul mercato sono evidenti: volumi in calo nell’ordine del 5% e prezzi in aumento di circa l’8%, mentre i costi sostenuti dalla produzione continuano a salire. La disponibilità dovrebbe migliorare nelle prossime settimane, ma la crisi ha messo in evidenza criticità che difficilmente si esauriranno con il ritorno alla normalità. La Gdo ha dovuto riorganizzare gli scaffali, i produttori hanno visto ridursi ulteriormente i margini e tutta la filiera è chiamata a interrogarsi su come affrontare emergenze climatiche destinate a ripetersi. È il quadro emerso dalla Diretta IFN dedicata alla IV Gamma, durante la quale è stata annunciata anche la nomina di Lorenzo Pileri a nuovo coordinatore del comitato commerciale di Unione Italiana Quarta Gamma (Clicca qui per approfondire).

A moderare il confronto Roberto Della Casa, che ha riunito Felice Poli, presidente di Unione Italiana Quarta Gamma, e tre esponenti della distribuzione: Gianmarco Guernelli, responsabile acquisti ortofrutta Conad; Alberto Ancarani, responsabile verdure, IV-V gamma e secco Coop Italia, e Gianluca Pannullo, buyer Marca del Distributore Selex Gruppo Commerciale.

Dagli scaffali della Gdo emergono risposte differenti
Ad aprire il confronto è stato Della Casa, che ha inquadrato le difficoltà della categoria partendo dall'andamento delle vendite. “Da luglio stiamo registrando criticità importanti nell'approvvigionamento, soprattutto per le croccanti monovarietali, alle quali nelle ultime settimane si sono aggiunti problemi anche nei mix. Tutto questo avviene mentre gli assortimenti continuano ad ampliarsi: nelle nostre rilevazioni abbiamo trovato fino a 65 referenze in un ipermercato, con una media di circa 45 prodotti per punto vendita”. 

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Una situazione che si riflette direttamente sulle vendite: da agosto la IV Gamma registra una flessione dei volumi nell’ordine del 5%, a fronte di un aumento dei prezzi di circa l’8%. Due dinamiche che, unite alle difficoltà di approvvigionamento e alla crescente complessità degli assortimenti, evidenziano uno squilibrio che sta mettendo sotto pressione l'intera categoria. La carenza di materia prima ha inevitabilmente condizionato le performance commerciali, anche se le insegne hanno reagito in maniera diversa.

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Per Coop Italia, come ha spiegato Ancarani, le difficoltà sono iniziate già a luglio e hanno imposto una razionalizzazione dell'offerta. “Siamo sostanzialmente in linea con il mercato, con un calo dei volumi nell'ordine del 5%. Ad agosto abbiamo concentrato maggiormente l'assortimento sui mix e devo dire che le insalate da vertical farm ci hanno dato una mano, compensando in parte le perdite”. L'emergenza sta progressivamente rientrando, ma secondo Ancarani il settore non può limitarsi a gestire una crisi dopo l'altra. “Dobbiamo già pensare alla prossima stagione. Il problema è capire come affrontare le future carenze produttive, perché non possiamo continuare a mettere delle pezze. Servono risposte più strutturate a criticità climatiche che, con ogni probabilità, si ripresenteranno”.

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Conad si è mossa rapidamente per adattare la proposta commerciale alla disponibilità effettiva. “Le croccanti monovarietali e le verdure da cuocere sono state le più penalizzate”, ha confermato Guernelli. “Abbiamo quindi rimodulato la profondità dell'assortimento e il facing delle referenze, riducendo drasticamente le promozioni per evitare picchi di domanda che non saremmo riusciti a soddisfare”. Una scelta accompagnata da un maggiore ricorso all'industria di marca, così da superare alcuni vincoli legati alla Mdd e rendere più flessibile l'approvvigionamento. “Grazie anche alla capacità di adattamento dei nostri soci nei punti vendita, siamo riusciti a ottenere risultati superiori al mercato, con volumi e fatturato in crescita. Alcune categorie che stavano segnando il passo, come i mix, hanno invece trovato nuovo slancio, migliorando le rotazioni”. Una gestione che, ha precisato Guernelli, ha dovuto tenere conto anche delle forti differenze territoriali, dalla Valle d'Aosta alla Sicilia.

Vertical farm, un aiuto concreto durante l'emergenza
Anche all'interno di Selex le risposte sono cambiate in funzione delle necessità dei singoli soci. In alcuni casi è stata rafforzata la Mdd, in altri l'industria di marca, con l'obiettivo comune di limitare il più possibile i vuoti a scaffale. Pannullo ha però richiamato l'attenzione su un aspetto che rischia di essere sottovalutato: il danno d'immagine per la categoria e per le insegne. “Ci sono stati momenti nei quali il consumatore poteva acquistare soltanto quello che eravamo in grado di proporgli, senza una reale possibilità di scelta. È un problema per la IV Gamma e, considerato il peso della Mdd, anche per la reputazione delle insegne”.

Nella gestione dell'emergenza un contributo inatteso è arrivato dalle insalate prodotte in vertical farm. “Anche nel nostro caso sono state molto utili per compensare le carenze, arrivando a un'incidenza dell'11% nei due mesi più critici. È un risultato che non ci aspettavamo. Non rappresentano la soluzione a tutti i problemi, ma questa esperienza ci ha dato indicazioni importanti”.

Costi in aumento del 22%: la materia prima pesa più di tutto
Se la distribuzione ha dovuto lavorare sulla gestione dello scaffale, per la produzione il problema è soprattutto economico. I dati illustrati da Della Casa mostrano che nei primi otto mesi dell'anno i costi del prodotto finito sono aumentati complessivamente del 22%. A pesare maggiormente è la materia prima, che rappresenta circa il 55% della struttura dei costi: il suo costo di produzione è cresciuto del 18%, a fronte di rese agricole mediamente inferiori del 10%.

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L'effetto combinato di questi due fattori spiega da solo circa 15 punti percentuali dell'aumento complessivo. Si aggiungono poi gli incrementi a doppia cifra di imballaggi e trasporti, con un'incidenza rispettivamente di circa 2 e 3 punti. Numeri che Felice Poli ha confermato, richiamando una difficoltà economica che precede l'emergenza climatica di quest'estate. “Da alcuni anni il comparto deve fare i conti con prezzi poco remunerativi. È stata proprio questa situazione a dare il primo impulso alla costituzione di Unione Italiana Quarta Gamma. Quest'anno l'intesa tra le aziende ha subito una forte accelerazione, perché le difficoltà climatiche hanno ridotto le rese e aggravato ulteriormente i problemi di redditività. Oggi molti produttori non riescono a far quadrare i conti”.

L'associazione riunisce nove realtà tra organizzazioni di produttori e imprese, che rappresentano complessivamente circa il 70% del mercato nazionale. Il riferimento normativo è il Regolamento Omnibus 2017/2393, che prevede, entro determinati limiti, possibilità di coordinamento tra le organizzazioni agricole anche su aspetti legati alla commercializzazione.

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“Abbiamo la possibilità di confrontarci e assumere decisioni su ambiti ben definiti, dalla qualità all'efficienza produttiva, fino agli aspetti commerciali”, ha spiegato Poli. “L'obiettivo è fare dell'AOP un interlocutore credibile per la Gdo. Non vogliamo alzare muri, ma lavorare insieme per restituire redditività alla filiera”. Una maggiore sostenibilità economica, secondo Poli, avrebbe ricadute positive anche sulla qualità del prodotto, troppo spesso chiamata in causa quando si cercano spiegazioni alla debolezza dei consumi.

Quanto all'emergenza produttiva, le previsioni indicano un miglioramento già nelle prossime settimane, prima per le baby leaf e successivamente per le insalate adulte. “Non dobbiamo però farci ingannare dal ritorno alla normalità”, ha concluso Poli. “Quello che è accaduto quest'anno rischia di ripetersi nelle prossime stagioni. La vera sfida è affrontare le cause strutturali del problema, non limitarci a intervenire ogni volta che si presenta l'emergenza”.

La crisi di quest'estate ha dimostrato quanto la IV Gamma sia esposta alle difficoltà produttive e quanto rapidamente queste possano trasferirsi sullo scaffale. La distribuzione ha trovato soluzioni per contenere i danni, ma senza una produzione economicamente sostenibile e una migliore gestione delle emergenze climatiche, il rischio è ritrovarsi tra un anno ad affrontare gli stessi problemi. Servono interventi strutturali che sono stati oggetto della seconda parte della diretta IFN che approfondiremo nelle prossime edizioni. (im)