Attualità
La frutta è donna
Non solo al singolare femminile ma anche nei brand più noti

Un frutto o più frutti, al maschile, stanno a indicare il o i prodotti di una pianta, mentre la frutta, al femminile, rappresenta l’insieme dei prodotti che mangiamo, come nome collettivo e anche come concetto idealizzato.
Così Melinda e Chiquita, le due marche più famose per la frutta nel nostro paese, richiamano il mondo femminile. La prima è stata presa a prestito dai nonesi come fusione fra mela e linda, mela pulita, ma in realtà è un nome proprio femminile, diffuso in Ungheria e negli Stati Uniti, anche se l’origine è probabilmente ellenica, come variante di Melissa, ninfa della mitologia greca produttrice di miele, dunque collegata alle api tanto per rimanere in tema. Chiquita, oltre che il nome della banana più famosa al mondo, è un diminutivo in spagnolo per indicare una ragazza, come complimento o in tono vezzeggiativo.
Forse, seguendo questi esempi, sono poi nate tante mele dai nomi femminili, come la teutonica Marlene o Morgana, la fata della saga di Re Artù, per arrivare alla moderna Pink Lady e senza dimenticare l’anglosassone Evelina. Cambiando prodotti, che dire della hollywoodiana Sabrina, della mediterranea Rosaria, dell’esotica Perla Nera o della sofistica Eleonora? Di certo avrò dimenticato qualcuna e faccio perciò ammenda preventiva, ma anche da questi pochi esempi appare chiaro che, alla fine, i nomi femminili rappresentano alla perfezione la frutta: sinuosa, scintillante, colorata e brillante, caratteri propri delle donne. Al tempo stesso la frutta mostra però anche un'identità razionale, legata ai suoi valori nutrizionali, alla digeribilità, alla sostenibilità; elementi razionali che costituiscono anche l’altra anima del mondo femminile.
Auguri a tutte le donne.



















