La mela... nella roccia: 10 mila tonnellate nella montagna trentina [FOTO]

Visita alle celle di conservazione ipogee Melinda. Granata: tanti plus

La mela... nella roccia: 10 mila tonnellate nella montagna trentina [FOTO]
"Sembrava una follia e invece oggi siamo qui a presentare una splendida realtà". Da poco più di un mese è operativo il primo lotto dell'impianto in ambiente ipogeo che Melinda ha deciso di utilizzare per conservare parte dei propri frutti: al momento sono circa 10 mila le tonnellate di mele stivate; se, come tutto lascia pensare, il "piano" proseguirà, diventeranno 50 mila. Un progetto pilota che, secondo gli studi effettuati, garantirà un risparmio dell’energia elettrica rispetto ai magazzini refrigerati, necessita dell'impiego di meno acqua, assicura un impatto ambientale sul territorio notevolmente inferiore. E presenta altri benefici "collaterali".

Lo ha raccontato con toni entusiastici Luca Granata, direttore generale di Melinda, in occasione della doppia visita alla struttura organizzata venerdì scorso, in concomitanza con la fiera Interpoma, per "addetti ai lavori" e giornalisti.



Il magazzino ipogeo si trova in Val di Non nella frazione di Tuenetto di Taio a quota 575 metri sul livello del mare, a poche centinaia di metri dal magazzino della Cocea e da Mondo Melinda. È realizzato a una profondità di 275 metri dal livello del suolo ed è stato scavato da Tassullo - azienda "vicina di casa" di Melinda leader nella produzione di materiali per l’edilizia e per il restauro - allo scopo di estrarre rocce e minerali, alla base dei propri prodotti.

Un'operazione da 7 milioni e mezzo, metà a carico di Melinda

"Il nostro Piano industriale 2020 aveva evidenziato la necessità di aumentare la capacità di conservazione e ospitare ulteriore 50 mila tonnellate in previsione di arrivare a 420 mila tonnellate entro il 2020, volume peraltro già  raggiunto in questa stagione caratterizzata da un'offerta abbondante", ha detto Granata dopo aver presentato i numeri del Consorzio. "La Tassullo ci ha lanciato un'idea che pareva follia: sfruttare i tunnel all’interno della montagna. Ci abbiamo riflettuto, ci siamo confrontati con i soci e ci siamo lanciati. E ora eccoci qui: quello che sembrava un azzardo sta diventando realtà". Costo dell'operazione: 7 milioni e mezzo di euro, metà dei quali però coperti da contributi pubblici.



E' l’unico impianto al mondo in grado di conservare frutta in ipogeo, senza materiali isolanti artificiali e in atmosfera controllata dinamica, ha sottolineato Granata dopo aver ripercorso le principali tappe che ne hanno caratterizzato la realizzazione: dalla valutazione della proposta ai viaggi di studio in Norvegia, terra di "esperti" di conservazione in ipogeo ("ma con il pesce è più facile"...) dalle numerose sperimentazioni con gli immancabili intoppi e imprevisti alle prime operazioni di immagazzinaggio. Se tutto procederà secondo gli auspici, dopo il primo lotto ne saranno realizzati altri quattro, per un totale, appunto, di 50 mila tonnellate.

"Un progetto sostenibile nel pieno senso del termini: sia sotto il profilo ambientale, che economico e sociale", ha commentato Granata, esponendo concetti riportati nelle slides qui sotto. Le mele ora stivate inizieranno ad uscire dal "rivoluzionario" magazzino a dicembre.


I benefici economici delle celle ipogee: minori costi di costruzione rispetto a una struttura tradizionale, inferiori oneri di gestione, parametri qualitativi migliori



I benefici ambientali: meno acqua impiegata, paesaggio "graziato", minori emissioni di anidride carbonica, eliminazione del poliuretano.



I vantaggi "sociali": ripercussioni positive sul territorio e sulle aziende agricole, lieve aumento dell'occupazione

Le caratteristiche tecniche

Dal punto di vista tecnico, il nuovo magazzino ipogeo in funzione da ottobre costituito da 12 celle da 880 tonnellate cadauna che hanno un’altezza di 11 metri e una larghezza di 12 metri ha la capacità di contenere e conservare in  atmosfera controllata 10.500 tonnellate di mele (1.050 vagoni) accogliendo 33.870 bins. Le celle sono ubicate all'interno di una galleria sotterranea di ben 17 chilometri complessivi.




Il maggiore spunto di innovazione del nuovo magazzino sotterraneo consiste nella realizzazione delle celle direttamente nella roccia naturale che ha permesso di valorizzare le qualità della dolomia stessa e di eliminare 850 tonnellate di isolante artificiale, riducendo in maniera significativa l’impronta ambientale della struttura.



Altrettanto rilevante è che nel nuovo magazzino la frutta viene conservata in atmosfera
controllata dinamica: ciò è possibile grazie all’impiego di tecnologie innovative e grazie al  fatto che le celle sono state impermeabilizzate con prodotti creati specificamente per  quest’opera, capaci di rendere le stesse a tenuta stagna e di contenere l’atmosfera ottimale alla conservazione della mela.

Il nuovo magazzino sotterraneo di Melinda riduce l’impronta ambientale del processo di
frigoconservazione attraverso l’eliminazione degli isolanti artificiali e azzerando i consumi di  acqua a scopo industriale di cui gli impianti frigo tradizionali necessitano. La realizzazione, è stato detto, ha evitato la costruzione di nuovi volumi su oltre 10.000 metri quadrati di superficie che rimane a servizio dell’agricoltura e della comunità locale.




Assicura inoltre risparmi energetici rispetto ai magazzini tradizionali. L’ammasso roccioso, con i suoi 2800 chili a metro cubo, è infatti un isolante naturale le cui proprietà termiche aumentano con il tempo, a differenza di  quanto accade per gli isolanti artificiali utilizzati tradizionalmente che hanno una vita limitata. Fin  da subito il magazzino sotterraneo funziona con potenze frigorifere installate ridotte, e, ancor più dopo alcuni anni impiega quantità  di energia inferiori rispetto ai sistemi convenzionali. Nel magazzino sotterraneo il consumo di energia elettrica è infatti inferiore del 70% rispetto  alla soluzione fuori terra e la potenza elettrica installata per alimentare degli impianti frigoriferi a servizio delle celle è ridotta dell’80%.


Il gruppo dei giornalisti in visita alle celle ipogee

Prospettive commerciali e... turistiche

Sul fronte commerciale, Melinda ha già un partner internazionale per la distribuzione nel Regno Unito delle mele conservate nella montagna: la catena inglese Asda  acquisterà da Melinda e commercializzerà in tutti i suoi negozi parte delle mele Golden immagazzinate nell'innovativa struttura. Chi sperava che un'iniziativa del genere potesse rappresentare un biglietto da visita interamente "made in Italy" per valorizzare una delle eccellenze frutticole e il suo Distretto d'origine, insomma, rimarrà deluso...

Per Granata il nuovo magazzino sotterraneo può in ogni caso rappresentare anche un'attrattiva turistico-promozionale per il territorio e per il frutto. Sarebbe una vetrina d'eccezione per i 2 miliardi di mele prodotte ogni anno da Melinda: unendole si compirebbe 4 volte il giro dell'equatore, come ha spiegato ai giornalisti Granata ricorrendo a una suggestiva immagine.

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