La Spagna apre la stagione delle drupacee con segnali incoraggianti

Oltre ad albicocche e nettarine da Murcia anche buone attese per le ciliegie in Aragona

La Spagna apre la stagione delle drupacee con segnali incoraggianti

La stagione spagnola della frutta estiva è partita dalle zone più precoci con presupposti nel complesso positivi. A metà aprile la commercializzazione delle prime drupacee è appena iniziata in Murcia, mentre anche dall’Aragona arrivano segnali incoraggianti per la campagna delle ciliegie.

Murcia apre con le drupacee
Secondo AsaJa Murcia, come riportato FruitToday, la campagna 2026 drupacee si presenta produttiva, equilibrata e di buona qualità. Le piogge autunno-invernali, comprese tra 150 e 200 litri per metro quadrato, insieme a un numero maggiore di ore di freddo, hanno favorito una fioritura uniforme e una buona allegagione. La commercializzazione è partita con le albicocche precoci e proseguirà con pesche, nettarine, pesche piatte e percoche.

Murcia punta così a confermarsi leader europeo nelle drupacee precoci, potendo contare su una finestra commerciale favorevole tra aprile e giugno. Le attese sui prezzi per l’avvio sono positive, anche se restano incognite legate al clima, alla sovrapposizione con altre aree produttive, alla carenza idrica, ai costi e alla disponibilità di manodopera.

Aragona fiduciosa sulle ciliegie
Indicazioni favorevoli arrivano anche dall’Aragona, come riportato da ValenciaFruits, principale areale cerasicolo spagnolo. Secondo quanto riportato da Valencia Fruits, le piogge invernali hanno riempito i bacini idrici e la fioritura precoce lascia ipotizzare un raccolto in linea con quello del 2025, pari a circa 60 mila tonnellate.

La regione rappresenta quasi il 41% della produzione nazionale e dispone di oltre 13 mila ettari coltivati a ciliegio. La presenza di più di cento varietà consente inoltre una raccolta scalare da maggio ai primi di agosto.

Export e nuovi sbocchi
Una parte rilevante delle ciliegie aragonesi è destinata all’export. Lo scorso anno le vendite all’estero hanno raggiunto circa 39.800 tonnellate, dirette soprattutto verso Francia, Regno Unito, Germania, Italia e Paesi Bassi, oltre ai Paesi del Golfo e a Hong Kong. A queste destinazioni si aggiunge ora anche la Cina, dopo l’apertura del mercato avvenuta lo scorso anno.

Nel complesso, dalle due aree chiave della produzione spagnola emergono dunque segnali incoraggianti, ma la partita è ancora tutta da giocare.