Macfrut 2027, la sfida è fare sistema per competere sui mercati

Alla presentazione di ieri, il Presidente Neri ha tracciato la linea per il 2027: più connessioni tra produzione, tecnologia, ricerca e mercati internazionali

Macfrut 2027, la sfida è fare sistema per competere sui mercati

“In un mercato globale sempre più competitivo, nessuno può pensare di affrontare da solo le trasformazioni in corso. Una delle parole chiave dei prossimi anni deve essere sistema”. Parte da qui Patrizio Neri, presidente di Cesena Fiera, nel presentare la rotta di Macfrut 2027, in programma da martedì 20 a giovedì 22 aprile al Rimini Expo Centre. Una fiera che punta a rafforzare ulteriormente la propria funzione di piattaforma per business, internazionalizzazione e innovazione della filiera ortofrutticola.

Per Neri il punto è mettere in relazione imprese, territori, istituzioni, ricerca, fiere e strumenti per l’internazionalizzazione, trasformando il patrimonio produttivo e tecnologico italiano in nuove opportunità commerciali. “Macfrut è in grado di anticipare le tendenze perché sono le stesse aziende espositrici a metterci nelle condizioni di interpretare cambiamenti e trasformazioni. Allo stesso tempo la fiera aiuta le imprese ad aprire nuovi mercati, favorisce gli incontri con i buyer e mette in relazione produzione e tecnologia, ricerca e imprese, mantenendo il confronto con le istituzioni”.

Al centro Patrizio Neri presidente di Cesena Fiera

È una visione maturata anche nel primo anno di Neri alla guida della manifestazione. “Da fuori si vedono tre giorni di fiera, ma dietro c’è un lavoro intenso che dura praticamente dodici mesi. È un meccanismo che mi ha coinvolto molto più di quanto immaginassi. L’edizione dello scorso anno ha dato risultati molto positivi e, nonostante uno scenario economico e geopolitico difficile, l’interesse e le adesioni che stiamo registrando ci fanno guardare con fiducia al 2027”. Uno scenario nel quale le imprese devono gestire contemporaneamente aumento dei costi, sostenibilità, accelerazione tecnologica e instabilità internazionale. “Tutto questo impone una capacità sempre maggiore di innovare, costruire relazioni e trovare nuovi sbocchi commerciali. L’Italia possiede territori, aziende e know-how straordinari: Macfrut deve contribuire a mettere in rete questo patrimonio e a valorizzarlo sui mercati internazionali”.

Nuovo layout, Macfrut N.E.X.T e programma convegnistico di livello
La 44ª edizione introduce diverse novità anche nella struttura della manifestazione. Il nuovo layout espositivo organizzerà i padiglioni per aree merceologiche: macchinari, tecnologie, packaging, logistica e stoccaggio; produzione e commercializzazione ortofrutticola; Berry Area; vivaismo e sementi. La contemporaneità con Growtech Europe estenderà inoltre a sei padiglioni l’area dedicata al pre-raccolta, mentre tornerà anche Fieravicola, appuntamento internazionale della filiera avicola. “Non vogliamo semplicemente aumentare le dimensioni, ma rendere la visita più leggibile e moltiplicare le possibilità di incontro tra operatori con interessi comuni”, spiega Luigi Bianchi, Executive Manager di Cesena Fiera. “Il nuovo layout va proprio in questa direzione e la presenza di Growtech Europe amplia ulteriormente l’offerta tecnologica, soprattutto sul pre-raccolta”.

Luigi Bianchi, Executive Manager di Cesena Fiera

Ma la novità più evidente arriverà ancora prima dell’apertura dei padiglioni. Lunedì 19 aprile debutterà Macfrut N.E.X.T., giornata riservata a espositori, produttori, buyer e decision maker italiani e internazionali, costruita sui grandi scenari destinati a condizionare il settore: demografia, macroeconomia, consumi, innovazione e nuovi modelli di sviluppo. A seguire è previsto un networking dinner dedicato agli operatori.

“Macfrut non è soltanto un’esposizione”, prosegue Bianchi. “Con N.E.X.T. vogliamo creare, già alla vigilia della fiera, un momento nel quale leader di impresa e buyer possano confrontarsi su dove sta andando il mercato. Layout, internazionalizzazione e contenuti devono lavorare insieme: l’obiettivo è aumentare la qualità delle relazioni e delle opportunità di business”.

Anche il programma convegnistico manterrà un peso rilevante. Il Comitato tecnico-scientifico, presieduto da Paolo De Castro e coordinato da Bruno Mezzetti, lavorerà sui principali dossier della filiera: clima, acqua e difesa nel pre-raccolta, innovazione nel sementiero e nel vivaismo, tecnologie per il fresco e il trasformato nel post-raccolta. Tra gli appuntamenti già annunciati figura il Mediterranean Stone Fruit Outlook 2027, dedicato al futuro delle drupacee nell’area mediterranea.

Il kiwi diventa prodotto simbolo
A rappresentare il dinamismo dell’ortofrutta italiana nel 2027 sarà il kiwi. L’Italia è il primo produttore dell’Unione europea, con circa 400 mila tonnellate, e il terzo al mondo dietro Cina e Nuova Zelanda. Nel 2025 l’export ha registrato una crescita del 19,8% in volume e del 26,4% in valore, raggiungendo circa 700 milioni di euro. Germania, Spagna, Belgio, Francia e Stati Uniti sono i principali mercati di destinazione. Durante la tre giorni il kiwi sarà al centro di incontri tra produttori, trader e buyer, con un’attenzione particolare all’evoluzione internazionale di una categoria nella quale l’Italia mantiene un ruolo di primo piano sia sul versante produttivo sia su quello commerciale.

Internazionalizzazione: oltre 900 buyer nell’ultima edizione
Sul fronte estero proseguirà il lavoro con Agenzia ICE, attraverso presentazioni internazionali e attività di incoming. Nel 2026 sono arrivati a Macfrut circa 920 operatori qualificati da oltre 80 Paesi target, generando più di 5 mila incontri con le aziende espositrici italiane.

“Macfrut rappresenta una piattaforma strategica per l’internazionalizzazione dell’intera filiera”, ha sottolineato Lorenzo Galanti, direttore generale di Agenzia ICE. “L’obiettivo per il 2027 sarà rafforzare ulteriormente la qualità della presenza internazionale e accompagnare le imprese verso nuove opportunità di export”. Una funzione che non riguarda soltanto il prodotto fresco. Sul mercato internazionale, infatti, Macfrut punta a valorizzare anche tecnologie, macchinari, competenze e soluzioni sviluppate dalle imprese italiane, ampliando il perimetro commerciale della manifestazione.

Il Cile Paese d’onore, Piemonte Regione partner
Il Cile sarà il Paese d’onore dell’edizione 2027. Una scelta che guarda a uno dei protagonisti mondiali della frutticoltura, particolarmente dinamico su ciliegie e frutta secca. Tra il 2020 e il 2025 la superficie ciliegicola cilena è quasi raddoppiata, passando da circa 39.600 a 77.800 ettari, mentre nel 2025 l’export agrofrutticolo ha raggiunto 8,5 miliardi di dollari, +16%. Per l’Italia il Paese rappresenta inoltre un mercato interessante per tecnologie, packaging, irrigazione e soluzioni per il pre e post-raccolta. A Rimini saranno presenti ProChile e Frutas de Chile con un’ampia area espositiva.

La Regione partner sarà invece il Piemonte, non a caso sede della presentazione ufficiale della fiera a Terra Madre – Salone del Gusto di Torino. Il comparto ortofrutticolo regionale interessa circa 53 mila ettari, con specializzazioni importanti su mele, kiwi, pesche e nettarine e frutta a guscio. Nelle Langhe e nel Cuneese si concentra inoltre una parte consistente della produzione corilicola italiana. “Macfrut sarà un’occasione per raccontare il Piemonte agricolo a una platea internazionale e sostenere le nostre imprese nell’apertura di nuovi mercati”, ha evidenziato Paolo Bongioanni, assessore regionale ad Agricoltura e Cibo.

Business, contenuti e relazioni internazionali restano dunque i tre pilastri, ma la sfida indicata dalla nuova governance va oltre i tre giorni di Rimini. Come sintetizza Neri, “Macfrut deve essere uno dei luoghi nei quali il sistema prende forma”: meno fiera intesa come semplice esposizione, più piattaforma capace di collegare imprese italiane, buyer, tecnologie e mercati durante tutto l’anno. (im)