Sostenibilità
Marchio Biologico Italiano, via libera dopo anni di attesa
Il nuovo logo non sostituisce quello Ue, ma aggiunge l’indicazione dell’origine italiana dell’intera filiera

Dopo anni di incubazione, finalmente, il Marchio Biologico Italiano è realtà. Si tratta di una attestazione volontaria, aggiuntiva rispetto al logo europeo. Il marchio si affianca al logo europeo e garantisce non solo il metodo produttivo, ma anche l’origine italiana dell’intera filiera.
L’articolo 1 del D.M. definisce le condizioni, le modalità e utilizzo del marchio
Il marchio può essere utilizzato da tutti gli operatori, come definiti dall’Art. 3, n°13 del Reg. (UE) 2018/848, se il prodotto biologico è contrassegnato con la dicitura “Agricoltura Italia” o “Acquacoltura Italia”, ai sensi dell’Art.32, paragrafo 2, del Regolamento (UE) 2018/848 che abbiano sede legale e produttiva nel territorio dell’Unione Europea.
L’ articolo 2 definisce gli obblighi di comunicazione
Gli operatori che intendono utilizzare il marchio biologico italiano devono comunicare l'intenzione di usare il marchio al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare, e delle foreste tramite applicativo informatico dedicato e disponibile gratuitamente nel Sistema Informatico Biologico (SIB), di cui all’art. 17 del Decreto legislativo 6 Ottobre 2023, n° 148, inserito nell’ambito del Sistema Informativo Agricolo Nazionale (SIAN). La comunicazione include dati dell'operatore, elenco prodotti e autodichiarazioni di conformità; decorso un mese senza diniego, l'operatore può utilizzare il marchio. Le regole tecniche per l'accesso saranno pubblicate sul portale “MASAF-SIAN” nella sezione utilità.
L’articolo 3 definisce le regole di etichettatura del Marchio
Il marchio può essere apposto solo con il logo UE di produzione biologica, non può sostituire o coprire il logo UE e deve rispettare dimensioni e posizioni stabilite. Il logo è inalterabile e non può essere modificato o sovrapposto da altri elementi.
Nell’articolo 4 sono descritti i controlli e sanzioni.
Il SIB effettuerà un controllo di coerenza per confermare o meno i requisiti degli operatori; per l’irrogazione delle sanzioni si applicano gli articoli 26 e 27 del Decreto legislativo 6 ottobre 2023, n° 148. Conclusioni L’obiettivo è rafforzare tracciabilità e competitività sui mercati internazionali, a partire da quelli del Nord Europa dove la domanda di bio di qualità certificata cresce più rapidamente. Si evidenzia l'importanza di promuovere i prodotti biologici nazionali e aumentare la fiducia dei consumatori.
Fonte: Newsletter CCPB



















