Attualità
Obbligo del Pos: «Fruttivendoli attrezzati, ma che costi...»
Fida: favore alle banche. Confesercenti: batosta da 5 miliardi. Molti ambulanti debbono adeguarsi
I negozi di vicinato del settore ortofrutticolo sono già attrezzati e non subiscono particolari disagi dall'entrata in vigore della normativa che, dallo scorso primo luglio, impone l'obbligo per imprese e lavoratori autonomi, di accettare i pagamenti superiori ai 30 euro anche attraverso il Pos. Lo sostiene Dino Abbascià, imprenditore del comparto e presidente nazionale dei dettaglianti Fida-Confcommercio: "Posso asserire che i negozi utilizzano questo strumento ormai da tempo da Nord a Sud, salvo micro attività periferiche e di piccolissime dimensioni che comunque si stanno adeguando. Quello che invece i commercianti lamentano è l'elevatissimo costo dei tassi applicati da parte degli istituti bancari".
Più complessa la situazione nell'ambulantato dove sono ancora molte le realtà che debbono adeguarsi alla normativa. "Ma questa norma è assurda, la clientela dei mercatini non è abituata ad utilizzare il bancomat", sottolineava nei giorni scorsi un ambulante.
Confcommercio chiede "al più presto" un confronto con il Governo "per ridurre le commissioni e rivedere le soglie di fatturato in base alle quali applicare la norma". Mentre secondo Confesercenti, l'obbligo di accettazione di pagamenti via bancomat e carte di credito è una "batosta" per le imprese da circa 5 miliardi l'anno, tra costi di esercizio e commissioni. Gli imprenditori - viene calcolato - si troveranno a sostenere aggravi di circa 1.700 euro l'anno ciascuno per canoni, commissioni, costi di installazione e di utilizzo di una nuova postazione Pos per una Pmi "media" che realizzi 50.000 euro di transazioni elettroniche ogni anno. Complessivamente, il "conto" pagato dal totale delle imprese italiane per sostenere l'operazione, aggiunge Confesercenti, ammonterà a 5 miliardi di euro l'anno. Per il momento però non sono previste multe per chi non si adegua.
Copyright 2014 Italiafruit News
Più complessa la situazione nell'ambulantato dove sono ancora molte le realtà che debbono adeguarsi alla normativa. "Ma questa norma è assurda, la clientela dei mercatini non è abituata ad utilizzare il bancomat", sottolineava nei giorni scorsi un ambulante.
Confcommercio chiede "al più presto" un confronto con il Governo "per ridurre le commissioni e rivedere le soglie di fatturato in base alle quali applicare la norma". Mentre secondo Confesercenti, l'obbligo di accettazione di pagamenti via bancomat e carte di credito è una "batosta" per le imprese da circa 5 miliardi l'anno, tra costi di esercizio e commissioni. Gli imprenditori - viene calcolato - si troveranno a sostenere aggravi di circa 1.700 euro l'anno ciascuno per canoni, commissioni, costi di installazione e di utilizzo di una nuova postazione Pos per una Pmi "media" che realizzi 50.000 euro di transazioni elettroniche ogni anno. Complessivamente, il "conto" pagato dal totale delle imprese italiane per sostenere l'operazione, aggiunge Confesercenti, ammonterà a 5 miliardi di euro l'anno. Per il momento però non sono previste multe per chi non si adegua.
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