Dal campo
Ortofrutta, lo SQNPI punta sulla filiera digitale
Tracciabilità dei lotti, banca dati delle norme e Open Data: il sistema guarda alla filiera

Nel panorama agroalimentare attuale, caratterizzato da una crescente attenzione verso sostenibilità, tracciabilità e uso responsabile dei mezzi tecnici, il Sistema di Qualità Nazionale Produzione Integrata (SQNPI) sta assumendo un ruolo sempre più centrale anche per le imprese ortofrutticole italiane.
Nato come strumento volontario per valorizzare le produzioni ottenute secondo i principi della produzione integrata, negli anni il sistema si è evoluto fino a diventare un riferimento tecnico e organizzativo per la filiera. Anche per il 2026 il Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste ha aggiornato la documentazione tecnica di riferimento, illustrata nel webinar dedicato (Clicca qui per ulteriori approfondimenti).
«Gli aggiornamenti annuali sono importanti perché consentono al sistema di rimanere al passo con l'evoluzione delle conoscenze agronomiche, delle esigenze ambientali e del quadro normativo», spiega Vincenzo Arra, Ufficio Certificazioni di Prodotto CCPB. «Per le aziende significa confrontarsi con uno strumento che deve necessariamente evolvere insieme alle tecniche produttive e alle esigenze della filiera».

I numeri e la banca dati
Negli ultimi anni le aziende agricole hanno dovuto affrontare sfide sempre più complesse, dai cambiamenti climatici alla crescente pressione sulle avversità fitosanitarie, fino alla necessità di ridurre e rendere sempre più responsabile l'impiego degli agrofarmaci. Parallelamente, consumatori e distribuzione chiedono garanzie più precise sull'origine dei prodotti e sulle modalità di produzione.
Nell'annualità 2025 lo SQNPI ha coinvolto oltre 42.600 aziende agricole, per una superficie certificata superiore a 927.000 ettari. Il settore vitivinicolo rappresenta il principale motore di crescita e adesione, ma le prospettive interessano da vicino anche l'ortofrutta, comparto nel quale sostenibilità e tracciabilità rappresentano ormai elementi centrali nelle relazioni di filiera.
«La certificazione non va più considerata soltanto come un requisito tecnico», sottolinea Arra. «Sempre più spesso rappresenta uno strumento attraverso il quale l'azienda può dimostrare al mercato come viene prodotto ciò che vende».
Tra gli strumenti presentati nel webinar c'è la Banca dati delle Norme di Produzione Integrata, sviluppata da ISMEA e MASAF per centralizzare e armonizzare le Linee guida nazionali e i disciplinari regionali. La piattaforma consente di consultare le schede tecniche relative a difesa, diserbo e fitoregolatori. Per il 2026 risultano caricate quasi 1.500 schede e la banca dati è accessibile gratuitamente agli operatori.
«Avere le informazioni raccolte in un unico sistema rende più semplice il lavoro di tecnici e aziende», evidenzia Arra. «È un'evoluzione importante soprattutto per comparti, come l'ortofrutta, nei quali le indicazioni tecniche devono essere applicate con grande precisione e aggiornate rispetto alle diverse colture».

Dalla certificazione agli Open Data
La prospettiva più interessante riguarda però l'evoluzione digitale dello SQNPI. I prossimi sviluppi prevedono un rafforzamento della tracciabilità lungo la filiera, con una gestione sempre più informatizzata dei lotti certificati, dalla fase di campo alle successive lavorazioni e commercializzazioni. Sarà inoltre possibile registrare in maniera strutturata aggregazioni e suddivisioni dei lotti. «La tracciabilità digitale può diventare un elemento strategico per l'ortofrutta», spiega Arra. «Permette di rendere più leggibile il percorso del prodotto e di collegare in maniera più efficace le informazioni della fase agricola con quelle delle fasi successive».
Un'altra novità riguarda gli Open Data. Il sistema SQNPI entrerà nel patrimonio dei dati aperti del MASAF, con dataset relativi alle aziende certificate, alle superfici aderenti, alle colture certificate e ai quantitativi di prodotto ottenuti e commercializzati.
Per la filiera ortofrutticola, la disponibilità di informazioni strutturate potrebbe andare oltre l'analisi statistica. «In prospettiva, questi dati possono avere un interesse anche commerciale», osserva Arra. «Buyers, GDO, organizzazioni commerciali e industrie potrebbero avere a disposizione uno strumento in più per individuare aziende certificate e conoscere le produzioni presenti nei diversi territori».
È una prospettiva che porta lo SQNPI oltre la semplice certificazione. La certificazione resta il cuore del sistema, ma attorno ad essa stanno crescendo banche dati, strumenti di tracciabilità e servizi digitali destinati a rendere più trasparenti i flussi produttivi.
«La direzione è quella di un sistema sempre più digitale e integrato», conclude Arra. «Per le imprese non sarà sufficiente produrre secondo determinati standard: sarà sempre più importante poterlo dimostrare attraverso dati affidabili e condivisi lungo la filiera».
Per l'ortofrutta italiana, dunque, la sfida dei prossimi anni sarà anche questa: produrre bene, ma soprattutto riuscire a dimostrarlo. (im)




