Più pomodoro premium e nickel free: così cambia lo scaffale della Gdo

Meno prodotti mainstream, più specialità, marchi e confezioni. L'evoluzione dell'assortimento spinge i prezzi fino a 14 euro al chilo

Più pomodoro premium e nickel free: così cambia lo scaffale della Gdo

Quella dei pomodori è la categoria di riferimento degli ortaggi freschi. Prima per fatturato e seconda per volumi venduti, da anni si distingue per assortimenti ampi e profondi in ogni stagione, in continua evoluzione. È quanto abbiamo rilevato anche a metà giugno nel campione di punti vendita che Italiafruit News monitora nelle principali piazze emiliane, in questa analisi a Parma: rispetto al 2025 crescono ulteriormente referenze e spazi espositivi, con un progressivo spostamento verso le tipologie a bacca medio-piccola (clicca qui per approfondire).
In questo secondo approfondimento, completiamo l'analisi concentrandoci sulle modalità di vendita. La crescita dell'offerta interessa soprattutto il confezionato, mentre marchi e prestazioni confermano un progressivo spostamento verso il premium. Infine, uno sguardo ai prezzi evidenzia livelli di riferimento per un prodotto orticolo, si arriva anche a referenze MDD che toccano i 12-14 euro al chilo.

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Gli assortimenti crescono grazi al confezionato
Come evidenziano i dati, in cinque negozi su sei l'assortimento cresce rispetto al 2025. La media passa da 17 a 19 referenze per punto vendita, ma l'incremento riguarda esclusivamente il confezionato. Lo sfuso rimane infatti stabile a cinque referenze medie, mentre il vassoio in cartone sale da 5 a 6 e la vaschetta in plastica da 7 a 8, confermandosi la tipologia di confezionamento più diffusa.
A livello di insegne, gli incrementi più marcati si registrano in Coop e Conad, che ampliano l'offerta rispettivamente di quattro e tre referenze grazie all'introduzione di nuovi prodotti in vassoio di cartone. Pam si espande sulle vaschette in plastica, Lidl su entrambe le tipologie di confezioni.

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Prevale la MDD, ma cresce il marchio del fornitore e il prodotto unbranded
Sul fronte dei marchi, il prodotto privo di brand evidenziato (ND) continua a rappresentare una componente rilevante dell'assortimento, aumentando in media da 8 a 9 referenze per punto vendita. Questa crescita non frena però lo sviluppo dei prodotti a marchio. La MDD si conferma infatti la tipologia più presente, con una media di sei referenze, trainata soprattutto da Coop ed Esselunga, dove l'offerta supera le dieci referenze e in crescita rispetto al 2025. Cresce anche il marchio del fornitore, che nella media passa da 3 a 4 referenze rispetto al 2025, grazie all'ampliamento dell'assortimento in tre insegne.
In Pam, Famila e Lidl, invece, prevale nettamente ancora il prodotto senza marchio evidenziato. È proprio in queste insegne che si concentra il maggiore potenziale di sviluppo per i prodotti brandizzati, sia a marchio del distributore sia del fornitore.

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Prestazioni nei pomodori: continuo spostamento verso il premium e il nickel free
Nel complesso delle referenze rilevate nei due anni emerge con chiarezza la strategia delle insegne: rafforzare l'offerta nei segmenti a maggiore valore aggiunto. Lo dimostra la riduzione del peso del prodotto unbranded (ND) e, soprattutto, delle referenze mainstream, che scendono dal 22% al 16% dell'assortimento. Parallelamente cresce il prodotto premium, sia a marchio del distributore sia del fornitore, che passa dall'11% al 13%. Ancora più marcato è l'incremento dei pomodori nickel free, la cui quota raddoppia dal 5% al 10%, conquistando spazio soprattutto a scapito del biologico, che registra invece una lieve flessione, dal 10% al 9%.

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Sul fronte dei prezzi, le referenze a maggiore valore aggiunto si collocano su livelli decisamente di riferimento rispetto alla media della categoria. Bio, premium, IGP e nickel free superano infatti, in media, i 6 euro al chilo, mentre il prodotto unbranded si attesta su valori pressoché dimezzati. Le punte più elevate raggiungono i 12-14 euro al chilo e riguardano soprattutto alcune referenze MDD dei segmenti bio e premium. Il nickel free, invece, si posiziona leggermente al di sotto di questi livelli (10 €/kg), con i prezzi massimi riferiti principalmente a prodotti a marchio del fornitore.

L'evoluzione dell'assortimento dei pomodori conferma come la competizione tra le insegne non si giochi più soltanto sull'ampiezza dell'offerta, ma anche sulla capacità di creare valore attraverso segmentazione e specializzazione. Una strategia che punta ad aumentare lo scontrino medio, ma che porta con sé anche qualche interrogativo: la profondità dell'assortimento rimane infatti molto elevata, con numerose referenze ancora prive di elementi realmente distintivi. E anche quando le prestazioni differenzianti sono presenti – dal premium al nickel free – la comunicazione a scaffale non sempre riesce a renderne immediatamente comprensibile il valore per il consumatore.