Psa del kiwi, Zespri investe nei batteri benefici per la difesa biologica

Con il John Innes Centre, il gruppo neozelandese studia nuove soluzioni basate su batteri presenti naturalmente nella pianta

Psa del kiwi, Zespri investe nei batteri benefici per la difesa biologica

I ricercatori del John Innes Centre  (centro di ricerca britannico=)stanno lavorando con Zespri, il più grande operatore mondiale nella commercializzazione del kiwi, per sviluppare soluzioni sostenibili contro uno dei patogeni batterici più devastanti per questa coltura.

Al centro del progetto c’è Pseudomonas syringae pv. actinidiae (PsaV), agente del cancro batterico dell’actinidia, che ha colpito gran parte delle coltivazioni di kiwi in Nuova Zelanda. Il problema è reso ancora più serio dal fatto che gli attuali strumenti di controllo chimico rischiano di perdere efficacia nei prossimi anni. L’obiettivo dei ricercatori è quindi mettere a punto nuove strategie di biocontrollo utilizzando batteri del genere Pseudomonas naturalmente associati al kiwi, nella speranza di contribuire a una gestione più sostenibile della coltura.

Dal 2008 un ceppo particolarmente aggressivo di Pseudomonas syringae pv. actinidiae minaccia i frutteti di kiwi a livello mondiale. In Nuova Zelanda il kiwi rappresenta la principale voce dell’export ortofrutticolo e già nel 2018 aveva un valore molto rilevante per l’economia nazionale. I sistemi di difesa si basano ancora su prodotti come rame, ma le popolazioni di Psa stanno progressivamente sviluppando resistenza ai trattamenti chimici. Se questa tendenza proseguirà, tali strumenti potrebbero diventare sempre meno efficaci, lasciando il settore esposto a un rischio crescente.

«Se non troviamo nuovi modi per trattare le piante di kiwi infette, la Nuova Zelanda rischia di perdere una quota enorme delle proprie esportazioni agricole», avverte Jacob Malone, responsabile del gruppo di ricerca.

Il laboratorio di Malone studia le malattie vegetali di interesse agricolo causate o contrastate da specie appartenenti al genere Pseudomonas, una famiglia molto ampia che comprende sia batteri patogeni sia microrganismi benefici. Tra questi, Pseudomonas syringae è uno dei principali patogeni vegetali e colpisce numerose colture di rilevanza mondiale. La variante Pseudomonas syringae pv. actinidiae è responsabile del cancro batterico del kiwi e dal 2008 ha provocato gravi danni alla produzione globale.

La ricerca con Zespri
In collaborazione con Zespri Kiwifruit, i ricercatori del John Innes Centre stanno studiando popolazioni naturali di Pseudomonas associate al kiwi come possibili agenti alternativi di controllo.

Il progetto ha già consentito di isolare diversi batteri naturalmente presenti sulla pianta. Ora l’obiettivo è individuare i ceppi capaci di contrastare in modo efficace l’infezione da PsaV e utilizzare queste conoscenze per sviluppare e caratterizzare nuovi trattamenti. «Spero che riusciremo a identificare qualcosa che possa essere testato in campo e che riesca almeno a rallentare in modo significativo il patogeno», aggiunge Malone.

La collaborazione è iniziata con un dottorando del laboratorio di Malone coinvolto nel programma PIPS, che ha lavorato con Kiwifruit Vine Health Inc (KVH), una delle principali organizzazioni neozelandesi impegnate nella biosicurezza e nel sostegno al settore del kiwi, per fare il punto sulle conoscenze disponibili intorno al PsaV. Zespri ha sostenuto il progetto finanziando un dottorato specificamente dedicato allo studio. Se i risultati saranno positivi, l’obiettivo è trasformare questa collaborazione in un rapporto di più lungo periodo tra Zespri e John Innes Centre, con l’ambizione di arrivare a una soluzione sostenibile per la produzione mondiale di kiwi.

Fonte: sito ufficiale John Innes Centre