Dal campo
Regno Unito, allarme afide sulla lattuga: a rischio 30 milioni di cespi
L’infestazione arriva nella fase finale della campagna e potrebbe anticipare di circa due settimane l’avvio delle importazioni

Un’infestazione di afide della lattuga (Nasonovia ribisnigri) potrebbe compromettere circa 30 milioni di cespi nel Regno Unito, con perdite economiche stimate fino a 10 milioni di sterline, pari a circa 13,3 milioni di dollari. A lanciare l’allarme è la British Leafy Salad Association (BLSA), secondo quanto riportato da FreshFruitPortal.com. L’organizzazione ha definito l’episodio come la peggiore infestazione di afidi degli ultimi 25 anni. Le condizioni climatiche della stagione avrebbero favorito la diffusione del parassita: un inverno particolarmente mite seguito da un’estate calda e asciutta ha infatti creato un ambiente favorevole alla sua proliferazione. L’afide della lattuga danneggia le piante nutrendosi delle sostanze necessarie alla loro crescita. L’infestazione si è manifestata nella fase finale della stagione produttiva, proprio nel periodo in cui la produzione britannica rifornisce ancora il mercato interno, generalmente fino alla metà dell’autunno.

Importazioni anticipate
Secondo quanto riferito dalla BBC, l’emergenza potrebbe accelerare di circa due settimane l’avvio delle importazioni di lattuga destinata al mercato britannico. La riduzione dell’offerta locale arriverebbe infatti nel momento in cui la produzione nazionale sta entrando nella fase conclusiva. Le aree maggiormente colpite sono le Midlands, l’East Anglia, il Sud-Est, il Sud e il Nord-Ovest dell’Inghilterra. Secondo la stampa specializzata, inoltre, le varietà a foglia verde risultano più esposte rispetto a quelle viola. Tra le tipologie maggiormente interessate figurano Crisphead, Romana e Iceberg. Il portavoce della BLSA Dieter Lloyd, intervenuto a BBC Radio 5 Live, ha definito la situazione “seria”, precisando tuttavia che l’infestazione non interessa l’intera produzione britannica di lattuga.
Un parassita difficile da controllare
Gli afidi rappresentano da tempo una delle problematiche per i produttori di ortaggi a foglia in diversi Paesi. Tra le strategie utilizzate per contrastarli rientrano gli insetticidi neonicotinoidi, il cui impiego è però vietato nell’Unione europea dal 2013 per i rischi associati alle api. Il divieto ha spinto il settore verso lo sviluppo di varietà resistenti agli afidi, considerate una delle principali prospettive per il controllo biologico del parassita. La gestione dell’insetto resta tuttavia complessa: gli afidi possono riprodursi anche senza accoppiamento e adattarsi rapidamente a condizioni ambientali sfavorevoli. Il mercato britannico della lattuga vale circa 200mila tonnellate l’anno, di cui metà proveniente dall’estero. I produttori locali arrivano invece a circa 500 milioni di cespi all’anno: un volume che rende particolarmente rilevante l’impatto di un’eventuale riduzione dell’offerta nella fase conclusiva della campagna. (ga)




