Uva: campagna difficile ma spiragli dall'export, buoni prezzi per le apirene

Suglia: stagione segnata dal maltempo. Fanelli: in Spagna spazi per chi ha buon prodotto

Uva: campagna difficile ma spiragli dall'export, buoni prezzi per le apirene
La  campagna commerciale dell'uva italiana si conferma difficile, ma ci sono alcuni elementi incoraggianti: l’apirene ha spuntato e spunta quotazioni sensibilmente superiori al prodotto con semi e rende piuttosto bene, mentre la domanda estera, in primis spagnola, in questi giorni si va vivacizzando complice l'offerta ridotta. Per novembre, inoltre, ci sono i presupposti per una piccola "ripartenza" del mercato italiano. L’analisi è di Donato Fanelli, responsabile commerciale di Viva Frutta, società cooperativa di Rutigliano (Bari).

Uve apirene redditizie

“L’uva senza semi va bene anche perché - ne abbiamo avuto conferma la scorsa settimana alla fiera Fruit Attractiond di Madrid - la produzione spagnola è inferiore del 30% circa rispetto alla media e anche la Grecia e la Francia registrano un calo sugli scorsi anni”, esordisce Fanelli. “Il differenziale di prezzo rispetto all’uva Italia rimane attorno all’euro al chilo circa: 2,20 euro contro 1,20 euro franco partenza”.


Donato Fanelli

La Spagna ha esaurito l'uva bianca e importerà di più

Ma anche per il prodotto con semi s’intravvede qualche spiraglio legato alla minore offerta dei principali competitor: “Ci attendiamo per i prossimi giorni un incremento delle vendite delle nostre uve bianche in Spagna, che sostanzialmente esaurito il prodotto locale”, dice Fanelli. “Una situazione di cui dovrebbe beneficiare anche la Red Globe, che finora ha molto sofferto le conseguenze dell’embargo russo e la forte riduzione di acquisiti nei Paesi dell’Est”.

Novembre di rilancio sul mercato nazionale?

“Il mercato italiano si conferma poco generoso - aggiunge l’esponente di Viva Frutta - ma l'uva Italia potrebbe riprendere slancio a novembre, a patto che la grande distribuzione dia spazio al prodotto. Stimiamo che la campagna commerciale possa proseguire sino a Natale”.



L’uva, tuttavia, sottolinea convinto Fanelli, va considerata a tutti gli effetti “un prodotto sempre più export oriented, proprio come il vino: se l’estero non tira, il settore soffre terribilmente”.

“A Fruit Attraction - conclude - abbiamo verificato che l’interesse per l’uva italiana resta alto ma gli spagnoli stanno investendo molto per cui occorre essere sempre più competitivi puntando sull’apirene e, in generale per tutte le varietà, sulla massima qualità”.

Suglia: manca prodotto

"In questo momento c'è poco prodotto in giro, il clima è stato avverso sin dalle prime battute della campagna: le piogge insistenti hanno compromesso e compromettono i raccolti", dice Giacomo Suglia, (foto sotto) titolare dell'azienda pugliese Ermes e vicepresidente di Fruitimprese.

"Ci sarebbe spazio sul mercato estero, è vero, a patto di disporre di uva Italia colorata e dal giusto grado zuccherino. Non ce n'è moltissima in giro. La Red Globe scarseggia, mentre per le apirene la campagna è praticamente conclusa".

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