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giovedì 7 ottobre 2021


«Nubi all'orizzonte dei Mercati»

Nubi all'orizzonte, come quelle che in questi giorni si addensano sui cieli della Penisola: molti operatori del "pianeta" ingrosso guardano con preoccupazione alle prossime settimane, complice il mix di scarsi consumi, disponibilità ridotte con prezzi alti di alcune referenze e qualità non sempre all'altezza della situazione che già ora sta influenzando l'andamento commerciale.



"Vendiamo davvero poco - dice sconsolato dal Mercato di Brescia il grossista Danilo Papetti - le pesche ormai non le vuole più nessuno perché da martedì piove a dirotto e le temperature sono passate da 22 a 13-14 gradi... In attesa di iniziare con gli agrumi, siamo concentrati sulle pere che sono poche e costano tanto, troppo: l'Abate, in Mercato è quotata a 3 euro il chilo circa, significa proporla a 4,50 il chilo nel negozio di frutta e verdura; chi la compra? L'analoga varietà proveniente dalla Spagna costa tra i 30 e i 50 centesimi in meno ma, a sua volta, ha poco successo. Ancora peggio per la Decana d'importazione: il calibro 10 è quotato 3,50-3,80 il chilo ma non se ne vende. Del resto è difficile pensare che il consumatore investa 5,50-6 euro per un chilo di pere al dettaglio...".

Quotazioni meno "proibitive" ma domanda molto contenuta per l'uva italiana mentre per le mele la disamina di Papetti è improntata alla cautela: "Royal e Golden hanno prezzi abbordabili ma manca un po' il calibro e dove c'è il calibro non c'è consumo. Domani (oggi per chi legge ndr) iniziamo a vendere le prime Golden Melinda, staremo a vedere quale sarà l'accoglienza ma sappiamo che, anche in questo caso, c'è qualche problema legato alla pezzatura".



Un contesto complicato nel quale si inserisce l'aumento del costo delle materie prime e la propensione alla spesa degli italiani che potrebbero scegliere di "tagliare" sul cibo, ortofrutta compresa: "I supermercati spingono perché devono vendere e abbassano i prezzi anche se la qualità non è il top, ma il consumatore guarda molto al prezzo", dice Papetti. "E' significativo il fatto che già ora, a fine mese, si venda pochissimo. La gente del resto ha altre priorità: le vacanze, il cellulare di ultima generazione, il weekend al ristorante... Dove però di frutta non se ne trova".

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