Almaverde Bio apre il 2026 con segnali positivi: “Tenuta dei volumi in un contesto complesso”

Le Isole in Gdo fanno da traino: crescita a due cifre e previste nuove aperture durante l’anno

Almaverde Bio apre il 2026 con segnali positivi: “Tenuta dei volumi in un contesto complesso”

Dopo un 2025 chiuso in crescita, Almaverde Bio apre il 2026 con segnali incoraggianti nonostante una campagna segnata da disponibilità limitate e criticità meteo. A sostenere l’andamento sono soprattutto la tenuta dei volumi, il buon contributo del kiwi e delle banane, la crescita a doppia cifra delle Isole Almaverde Bio e una relazione sempre più strutturata con la distribuzione. In uno scenario reso più complesso dall’inflazione e dai rincari energetici, il mantenimento delle posizioni da parte di un brand premium assume un valore ancora più significativo. A fare il punto con IFN è Paolo Pari, direttore di Almaverde Bio.

“Il 2025 si è chiuso bene, con un fatturato in crescita, in linea con quanto rilevato dai principali osservatori del biologico alimentare. Anche il primo trimestre 2026, pur non essendo ancora del tutto consolidato, mostra a volume una sostanziale tenuta, e questo per noi è un segnale positivo”. Il quadro, spiega Pari, va letto all'interno di una campagna tutt’altro che semplice sul fronte produttivo. “La disponibilità è stata fortemente limitata dagli andamenti meteorologici negativi, come abbiamo visto anche negli ultimi giorni. In momenti come questi diventa fondamentale saper gestire bene la filiera, soprattutto quando l’approvvigionamento si fa più complicato”.

“Oggi – prosegue – il nostro prodotto di punta è il kiwi, senza dimenticare ovviamente le banane. Su altri articoli, invece, abbiamo disponibilità più limitata, anche perché la campagna è in ritardo”.

Per il direttore di Almaverde Bio: “il fatto di riuscire a tenere le posizioni, con un prodotto premium come il nostro, in una fase di mercato così complessa, è già di per sé un risultato importante”.

Il motore delle Isole Almaverde Bio
Una spinta decisiva arriva ancora una volta dalle Isole Almaverde Bio, che confermano un andamento molto positivo anche nel primo scorcio del 2026. “Le Isole continuano a crescere anche nel primo trimestre e, a parità di rete, abbiamo registrato incrementi a due cifre. Oggi ne gestiamo direttamente 74 e questo fa la differenza, perché ci consente di essere veloci e reattivi nel cogliere le opportunità che arrivano dalla produzione”.

Secondo Pari, uno dei punti di forza del format è la possibilità di costruire un’offerta più dinamica e profonda rispetto allo standard del biologico. “Riusciamo a gestire un assortimento più profondo, soprattutto sugli alti vendenti stagionali, con scale prezzo simili a quelle del convenzionale. Questo ci permette di rendere l’offerta più dinamica e più adatta alle diverse capacità di acquisto”.
Accanto all’assortimento, pesa anche la qualità dell’esecuzione in punto vendita. “Le isole sono tenute bene e questo incide”. 

Il progetto è destinato a crescere ancora. “Abbiamo sul tavolo ulteriori aperture: il programma prevede circa 7-8 nuove isole, quindi un incremento intorno al 10%”.
Pari insiste anche sul valore del rapporto costruito con le insegne distributive, che considera una delle chiavi del modello delle isole Almaverde Bio. “Si instaura una collaborazione completa, basata su rispetto reciproco e condivisione del risultato finale. Le catene riconoscono il valore aggiunto che possiamo portare in reparti che oggi sono spesso complessi da gestire”.

Innovazione e velocità di filiera
Un altro pilastro resta l’innovazione, su cui Almaverde Bio continua a investire con attenzione. “Siamo interessati a tutto quello che può essere innovativo. Per esempio, stiamo completando la commercializzazione del kiwi Dulcis biologico, quindi del kiwi giallo, e seguiamo con attenzione anche l’uva senza semi”.
A fare la differenza, sottolinea Pari, è anche la rapidità con cui l’azienda riesce a trasferire le novità dalla produzione al mercato. “Avendo un rapporto diretto con la produzione, siamo molto veloci a fare prove e a recepire nuove opportunità. Questa velocità per noi è fondamentale”.

Sul fronte estero, infine, il quadro resta sostanzialmente stabile. “Sull’export siamo in una situazione di equilibrio. La Germania resta il nostro mercato principale, seguita da Francia e Svizzera. Anche qui teniamo botta, e in una fase come questa è un segnale che vale doppio”. (lg)