Dalla distribuzione
Apre la serra verticale più grande d’Europa
Kilometro Verde: 32 milioni di investimento per 85 milioni di piante all'anno

Un ministro dell’Università e della Ricerca Scientifica che inaugura uno stabilimento produttivo è certo un’anomalia ma forse, mai come per la serra verticale di Kilometro Verde, l’accostamento è centrato. Lo ha rimarcato Annamaria Benini, ricordando l’ingegno degli italiani nello scoprire nuovi business e il ruolo della ricerca nel dare strumenti per concretizzare queste intuizioni.
A parte lo sviluppo in verticale, infatti, l’idea di Giuseppe Battagliola, è completamente originale sia nel mix tecnologico impiegato che nel prodotto realizzato, senza dimenticare il recupero dell’opificio di Agiesse, storica marca di abbigliamento sportivo, su cui è realizzato il nuovo impianto, scelta che dà sostanza a quel concetto di sostenibilità che troppo spesso si diluisce nel green washing, come ha ricordato il ministro Lollogrigida nella videointervista presentata duranta la inaugurazione.

Tecnologie, funzionali a costruire un prodotto che abbia più consistenza e palatalità rispetto all’insalata classica, da usare per riconquistare anche consumatori un po’ delusi dai prodotti servizio oggi disponibili, con l’originalità di un aspetto che avvicina il prodotto prima del taglio a un fiore, da cui le foglie tagliate diventano “petali”, il nome del nuovo prodotto. Una “teen leaf” che crea un nuovo segmento per croccantezza e shelf life. Niente consumo di terreno, nessun fertilizzante o antiparassitario, da cui nessuna necessità di lavaggio.

Trentadue milioni di euro di investimento, di cui sei provenienti da Ismea, per mettere a dimora 15 milioni di led, giusto per dare un numero, e produrre a regime 85 milioni di piantine all’anno, senza sprecare acqua e utilizzando dapprima il 30-35% del fabbisogno energetico da fotovoltaico autoprodotto e progressivamente divenire autosufficiente, grazie alla cogenerazione. Cinquanta dipendenti altamente qualificati permetteranno di arrivare sul mercato già prima di Natale con un contratto con la GDO nazionale già in tasca.

Battagliola ha iniziato con il papà su mezzo ettaro di terreno ma ha sempre amato le economie di scala, per cui - per partire e non smentirsi - ha fatto la più grande serra verticale d’Europa. Un concetto che piace anche a Coldiretti, come ha evidenziato il Presidente Prandini, intrevenuto all'evento, poiché da modo di fare un’agricoltura diversa, che si integra con quella tradizionale molto più di quanto si possa credere; basti pensare alla possibilità di riscoperta di vecchie specie e varietà, oggi non più coltivabili in pieno campo.

Una scommessa che va ora alla prova del mercato per competere fra insalate convenzionali, che soffrono di praticità, e IV gamma, che è stritolata da un assetto di filiera sbilanciato che ne mina la sopravvivenza più nei rapporti fra fase industriale e distributiva cha al consumo. Un quadro già complesso, che si popola di un nuovo segmento, su cui Battagliola parte già fra i leader, come piace fare a lui.
Nella foto di apertura, da sinistra: Paolo Del Debbio, Giuseppe Battagliola - Ceo Kilomtreo Zero, Ettore Prandini - Presidente Coldiretti e Guido Guidesi - Assessore alle attività produttive Regione Lombardia
























