Attualità
Leonardo travolge Almería: serre squarciate e raccolti in frenata
Vento e umidità spingono i danni oltre la tecnologia: COAG stima cali produttivi fino al 50% e mette in guardia su evoluzione dei prezzi

La perturbazione Leonardo ha colpito con una forza eccezionale il bacino orticolo del Mediterraneo occidentale, lasciando dietro di sé una scia di danni che va ben oltre l’emergenza contingente. Nei giorni scorsi, Almería – cuore produttivo dell’orticoltura protetta europea – è rimasta in stato di massima allerta, con raffiche di vento violente e precipitazioni persistenti che hanno messo a dura prova colture, infrastrutture e organizzazione della filiera.
Secondo COAG Almería, il vento è stato il fattore più distruttivo. Le raffiche associate a Leonardo hanno lacerato teli plastici, compromesso coperture e sistemi di ventilazione, colpendo in modo particolare le serre di concezione tradizionale, più basse e con strutture meno resistenti. Ma l’intensità dell’evento non ha risparmiato neppure le aziende più moderne: danni parziali sono stati segnalati anche su serre multi-tunnel di ultima generazione, a conferma di un fenomeno che non fa distinzione tra livelli tecnologici.
Accanto ai danni strutturali, l’altro grande nemico è stata l’umidità. Piogge continue e scarsa insolazione hanno impedito l’asciugatura delle colture, creando condizioni ideali per lo sviluppo di patologie fungine e marciumi. In assenza di strumenti fitosanitari realmente efficaci contro livelli di umidità così estremi, la produzione sta subendo un ridimensionamento drastico: secondo le prime stime, il calo potrebbe superare il 50% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Particolarmente esposte risultano alcune colture chiave, come l’anguria. I trapianti, messi a dimora di recente e ancora in fase giovanile, sono stati duramente colpiti dagli allagamenti provocati da temporali ripetuti e ravvicinati, con perdite che rischiano di compromettere l’intera campagna.
Leonardo, tuttavia, non è solo un evento estremo: è anche uno stress test che mette in luce fragilità strutturali irrisolte. Le inondazioni ricorrenti nelle stesse aree agricole evidenziano limiti cronici nella gestione del territorio. Le infrastrutture di drenaggio e la pianificazione idraulica risultano insufficienti ad assorbire eventi meteorologici sempre più frequenti e intensi, una dinamica ormai chiaramente legata al cambiamento climatico.
Sul fronte del mercato, COAG Almería invita a leggere con attenzione l’attuale dinamica dei prezzi. Gli incrementi registrati in questi giorni riflettono un riequilibrio naturale tra domanda e offerta, conseguenza diretta del crollo produttivo. L’organizzazione agricola chiede però a imprese di commercializzazione e Grande distribuzione organizzta di evitare tensioni speculative: l’offerta non potrà riprendersi nel breve periodo e aumenti sproporzionati rischierebbero di aggravare ulteriormente una situazione già critica.
Intanto, la raccolta dei dati sui danni è ancora in corso, rallentata dalla persistenza del maltempo. Gli agricoltori sono stati invitati a compilare i rapporti ufficiali sui danni subiti, passaggio indispensabile per documentare l’impatto reale dell’evento e attivare eventuali misure di sostegno. Una cosa, però, appare già chiara: nelle prossime settimane la riduzione dell’offerta di frutta e verdura avrà effetti diretti sui mercati.
Il quadro si complica se si allarga lo sguardo oltre Almería. In Huelva, area chiave per i piccoli frutti, le prime serre sono state letteralmente rase al suolo dal vento. In Murcia, dove prevalgono le coltivazioni in pieno campo, le piogge hanno compromesso lo sviluppo di diverse orticole: la lattuga iceberg, ad esempio, fatica a crescere e richiede una forte selezione in campo, con produzioni ridotte e poco appetibili per il mercato. Anche Marocco e Turchia sono stati colpiti da condizioni avverse: la chiusura del porto di Tangeri per le tempeste ha bloccato le esportazioni, con lunghe code di camion diretti verso Gibilterra e collegamenti marittimi sospesi nello Stretto a causa del vento.
In questo contesto, la disponibilità di prodotto si sta rapidamente contraendo. I segnali sono arrivati chiari anche dai mercati all’ingrosso: dopo una prima resistenza, molti acquirenti sono tornati sui propri passi nel corso della giornata, prendendo atto che la scarsità di offerta renderà inevitabile una fase di tensione sui prezzi.
La tempesta Leonardo lascia quindi in eredità non solo serre danneggiate e raccolti compromessi, ma anche interrogativi profondi sulle prospettive dell’orticoltura mediterranea. Tra adattamento climatico, investimenti infrastrutturali e tenuta dei mercati, il settore si trova di fronte a una sfida che va ben oltre l’emergenza di questi giorni. (lg)
In apertura: immagine presa da Facebook @MeteoWeb



















