Dal campo
Redavid–Carby Label: quando il packaging diventa leva strategica per l’export
Orticole valorizzate da soluzioni di confezionamento pensate per freschezza e shelf-life

Dalla produzione in campo alla costruzione di una filiera commerciale strutturata, con uno sguardo sempre più rivolto ai mercati europei. È il percorso di F.lli Redavid, realtà pugliese che negli ultimi anni ha accelerato il proprio sviluppo puntando su organizzazione, investimenti e valorizzazione del prodotto.
L’azienda nasce negli anni ’90 per iniziativa di Pasquale e Giuseppe Redavid come produttrice di uva da tavola, inizialmente soprattutto con seme. Il cambio di passo arriva nel 2017 con l’ingresso della nuova generazione, che avvia un processo di crescita orientato alla commercializzazione diretta. In una prima fase il confezionamento avveniva esclusivamente in campo, mentre l’opificio era destinato alla sola refrigerazione. Già dall’anno successivo, però, vengono effettuati investimenti in strutture e tecnologie, segnando l’inizio di un’evoluzione più ampia.

Parallelamente si amplia anche la gamma produttiva, con l’introduzione di albicocche, piselli, cavolfiori e verze, fino alla strutturazione nel 2019 di una vera e propria attività commerciale. Una crescita che si riflette chiaramente nei numeri: il fatturato è passato dai 12 milioni di euro del 2023 ai 21 milioni del 2025, sostenuto da un’organizzazione sempre più articolata ma ancora legata a una forte identità familiare.
“Pur essendo cresciuta con l’ingresso di nuove figure professionali, la nostra realtà ha mantenuto lo spirito originario, in cui ogni collaboratore vive l’azienda come una vera famiglia”, spiega Chiara Redavid, responsabile commerciale.
Il baricentro commerciale resta il Nord Europa. Dalla Germania, primo mercato di riferimento servito inizialmente tramite mercati all’ingrosso e Gdo, l’azienda ha progressivamente ampliato la propria presenza a Danimarca – oggi principale sbocco per i piselli – Svezia, Olanda, Belgio e Svizzera. Più recente l’apertura al mercato interno, con le prime forniture verso insegne e mercati italiani avviate nel corso dell’ultimo anno.
Sul piano operativo, l’azienda dispone oggi di un opificio di 1.000 metri quadrati coperti, affiancato da altrettanti spazi esterni, mentre per i prodotti a lunga conservazione si avvale di strutture in outsourcing. Tre le linee di lavorazione dedicate al confezionamento in vaschette, con un focus sulle soluzioni termosaldate, sempre più richieste dalla Grande distribuzione organizzata.

In questo ambito si inserisce la collaborazione con Carby Label, partner con cui Redavid ha sviluppato nel tempo diverse soluzioni per il packaging. Non solo etichette, ma anche film termosaldabili studiati per valorizzare il prodotto a scaffale e rispondere alle esigenze dei clienti.
“Un esempio recente riguarda il lancio di una vaschetta termosaldata da 500 grammi per piselli destinata a una catena della Gdo danese. Il prodotto, confezionato con film macroforato personalizzato fornito da Carby Label, sta registrando un buon riscontro sul mercato, con un incremento degli ordini rispetto alle campagne precedenti”, continua Chiara Redavid.
“Per la nostra azienda il packaging rappresenta un elemento sempre più strategico, non solo in termini di conservazione ma anche di comunicazione verso il consumatore finale. In questo contesto, la collaborazione con fornitori specializzati assume un ruolo chiave nel supportare i percorsi di crescita”.
Lo sviluppo di Redavid prosegue anche sul fronte degli investimenti: è in programma la realizzazione di un nuovo opificio su un terreno recentemente acquisito, progettato su misura per le esigenze aziendali e operativo in vista della campagna uva 2027.
“L’obiettivo resta quello di consolidare la presenza sui mercati europei e continuare a crescere lungo una filiera sempre più integrata, mantenendo al tempo stesso quella dimensione familiare che, fin dalle origini, rappresenta uno degli elementi distintivi dell’azienda”, conclude Redavid.



















