Uva da tavola, Sitofex® al centro della gestione della qualità del grappolo

Nelle cultivar apirene il fitoregolatore di Alzchem migliora calibro, consistenza e robustezza

Uva da tavola, Sitofex® al centro della gestione della qualità del grappolo

In un mercato sempre più orientato verso standard qualitativi elevati, l’uva da tavola deve rispondere a requisiti precisi: acini di calibro uniforme, grappoli ben strutturati, elevata shelf life e resistenza alle manipolazioni post raccolta. Una sfida particolarmente sentita nelle cultivar seedless, oggi protagoniste dei nuovi impianti in areali strategici come Puglia e Sicilia, dove la richiesta commerciale continua a crescere sia sul mercato interno sia all’estero. In questo contesto si inserisce Sitofex®, il fitoregolatore sviluppato da Alzchem Trostberg GmbH, a base di forchlorfenuron (CPPU), impiegato per incrementare ed uniformare il calibro degli acini e migliorare la struttura del grappolo.

Azione mirata sulla divisione cellulare
Sitofex® agisce nelle prime fasi di sviluppo della bacca , favorendo la divisione e la distensione cellulare. La sua applicazione consente di ottimizzare  tali fasi fisiologiche, favorendo un incremento del numero e della dimensione delle cellule e, di conseguenza, della dimensione finale dell’acino. Il meccanismo d’azione permette di ottenere grappoli più performanti, mantenendo inalterate le caratteristiche tipiche della cultivar, senza effetti negativi su parametri qualitativi, come colore o grado Brix. La formulazione del prodotto consente inoltre risultati costanti già alle dosi più basse previste in etichetta.

Seedless sempre più diffuse
Negli ultimi anni circa l’80% dei nuovi impianti realizzati nei principali areali italiani dell’uva da tavola è stato destinato a cultivar apirene. Una scelta trainata dall’evoluzione dei consumi e dalla crescente preferenza dei mercati per le seedless. Tuttavia, molte di queste varietà presentano criticità legate al distacco degli acini, fenomeno che può compromettere la qualità commerciale del grappolo sia alla raccolta sia durante la conservazione. Proprio su questo aspetto Sitofex® ha mostrato risultati interessanti. Prove condotte dai principali centri di saggio italiani hanno evidenziato, nelle cultivar seedless più suscettibili, una significativa riduzione degli acini staccati alla raccolta sia con applicazioni 10 ppm che a 7,5 ppm effettuate su acini di 10-12 mm (grafico 1). Anche nelle varietà meno sensibili al problema è stata osservata una riduzione del distacco attorno al 20%.

Oltre all’aumento della pezzatura, le applicazioni di Sitofex® consentono di ottenere grappoli con rachide più robusto, peduncoli più spessi e maggiore consistenza della buccia (grafici 2 e 3). Caratteristiche che incidono positivamente sulla qualità commerciale e sulla conservabilità del prodotto.

Corretta applicazione e gestione agronomica
Per massimizzare i risultati è fondamentale rispettare la corretta tecnica applicativa. Sitofex® va distribuito dopo la completa cascola naturale degli acini non allegati, utilizzando volumi d’acqua compresi tra 750 e 1.000 litri per ettaro e senza superare la concentrazione massima di 10 ppm. La valutazione preventiva delle caratteristiche varietali resta centrale, così come l’eventuale regolazione della carica produttiva e del numero di acini per grappolo. Dal momento che Sitofex® non possiede attività sistemica, la distribuzione deve essere uniforme, evitando fenomeni di gocciolamento o ruscellamento. È inoltre consigliabile evitare i trattamenti nelle ore più calde della giornata e adeguare nutrizione e irrigazione alle maggiori esigenze delle piante trattate. Sitofex® è registrato presso il Ministero della Salute (n. 12828 del 2/10/2006) ed è inserito nei disciplinari di produzione integrata per l’uva da tavola.