Attualità
«Sono partito facendo il facchino, oggi ho un negozio che funziona»
Il fruttivendolo Michele Mastrodonato racconta la crescita della sua attività tra social media e specialità ortofrutticole

Non serve essere grandi influencer per far crescere la propria attività: non servono numeri da capogiro né cifre impressionanti. Il bello dei social è che sono democratici e gratuiti, e chiunque può usarli con impegno e creatività. Viviamo in un’epoca in cui anche un piccolo negozio può raggiungere il proprio pubblico senza grandi investimenti: i social permettono al piccolo di diventare grande.
Nel cuore di Pavia, c’è un esempio concreto di questa possibilità. Tutti i Frutti di Michele Mastrodonato è passato dall’essere un piccolo negozio di quartiere a un punto di riferimento locale, grazie a due fattori chiave: ortofrutta di alta qualità arricchita da un’ampia scelta di prodotti di nicchia difficili da trovare altrove, Gdo in primis, e un uso intelligente dei social media. Michele, infatti, ha trasformato Instagram, Facebook e TikTok in strumenti quotidiani per dialogare con i clienti, raccontando non solo i prodotti freschi ma anche la cura e la passione con cui vengono selezionati ogni giorno.
Il profilo Instagram @tuttifrutti.pavia conta oggi 19,3K follower, con post che arrivano a picchi di 178mila like, mentre la pagina Facebook registra 11K follower e quella di TikTok 45K like. Nei contenuti, Michele racconta il banco frutta allestito, le varietà di stagione e condivide consigli pratici: dal modo migliore per conservare le arance alla scelta del cetriolo più croccante. Non solo: nei video ci porta anche dietro le quinte, fino ai mercati all’ingrosso, dove seleziona personalmente i prodotti che poi finiranno in negozio.
A rendere ancora più efficace la strategia di Tutti i Frutti è la differenziazione dei format. Accanto ai contenuti informativi e didattici, che avvicinano il cliente al mondo ortofrutticolo, trovano spazio sketch comici e momenti più leggeri, pensati per agganciare nuovi follower e potenziali clienti. È proprio questo mix tra informazione e intrattenimento a diventare il marchio di fabbrica del negozio: un equilibrio che, oggi, premia davvero sulle piattaforme.

Il risultato è una fidelizzazione concreta: aggiornamenti quotidiani, storie e reel frequenti mantengono vivo il legame con chi è già cliente e, allo stesso tempo, attirano nuovi curiosi. Tutti i Frutti diventa così un punto di riferimento sia digitale sia fisico, sul web e in città. E, rispetto ai canali pubblicitari tradizionali, i social permettono di costruire un rapporto più genuino con le persone, soprattutto quando i contenuti sono autentici e coinvolgenti come in questo caso.
Per capire meglio chi è Michele Mastrodonato e il percorso che lo ha portato a far crescere Tutti i Frutti, lo abbiamo contattato.
Redazione - Chi è Michele Mastrodonato e come nasce Tutti i Frutti a Pavia?
Michele Mastrodonato - Io ero un operaio all’ortomercato di Milano e lavoravo per la ditta all’ingrosso Gala Fruit. Uno dei quattro fratelli ha sempre stravisto per me: mi ha preso sotto la sua ala e mi ha insegnato tutto. Io, in testa, avevo un’idea chiara da sempre: lavorare in proprio. Mi piaceva questo mondo, la realtà ortofrutticola mi ha sempre preso. Ho lavorato con loro per otto anni, poi ho fatto il salto e ho aperto un negozio. Volevo fare qualcosa di diverso, qualcosa che fosse davvero mio. E ho deciso fin da subito di puntare sul prodotto di alta qualità dell’ortomercato, qui a Milano, anche mettendoci la faccia e accettando il rischio: gestire un negozio di frutta e verdura non è facile. Però l’ho fatto, e ormai sono quattro anni che le cose vanno bene.
Redazione - Secondo te cosa cercano oggi i clienti in un negozio di prossimità, oltre alla qualità del prodotto?
Mastrodonato - Il cliente che entra nel mio negozio cerca prodotti di nicchia e di alta qualità. Se vendessi la stessa “roba” che si trova in Gdo, chiuderei domani. Da me comprano, per esempio, i torcinelli pugliesi: sono difficili da trovare e i clienti li aspettano anche per diversi giorni, finché non arrivano.
Per me è fondamentale conoscere bene quello che vendo, perché solo così riesco a trasmetterlo al consumatore. Dietro c’è tanta ricerca: bisogna pedalare, stare sul pezzo, andare a caccia di novità e qualità. Ma se vuoi differenziarti davvero, non c’è un’altra strada.

Redazione - Quando hai iniziato a lavorare con i social e da dove è nata l’idea di farlo?
Mastrodonato - Ero già appassionato di social e, fin dal primo giorno, ho iniziato a pubblicare video. All’inizio non ero abbastanza sfrontato, oggi sì. Perché alla fine conta tantissimo il personaggio: quello che la gente percepisce dall’altra parte dello schermo. Al pubblico piace vedere una persona genuina, mentre i video troppo costruiti non funzionano.
Io sul mio canale faccio vedere tutto, a partire da quando la mattina vado all’ortomercato a comprare i prodotti. Quello che vedete nei video sono io: non c’è niente di preparato. Ed è lo stesso Michele che trovate in negozio: magari non ci conosciamo, ma dopo cinque minuti diventiamo amici.
Per me il successo che ho ottenuto è stato un riscatto. Sono partito facendo il facchino e oggi eccomi qui, con una mia attività commerciale apprezzata. E l’attività va molto bene: siamo cresciuti tanto, da uno siamo diventati in tre a lavorare in negozio. Alla fine è semplice: quando offri al consumatore prodotti di ottima qualità e un servizio professionale, lui torna da te.
Redazione - Come organizzi i video e i post sui social, quanto tempo ti prende durante le tue giornate?
Mastrodonato - Da circa un annetto, da quando la pagina social è cresciuta, mi segue un’agenzia di comunicazione di Milano. E devo dire che i social funzionano davvero: arrivano clienti nuovi in negozio, spesso all’inizio solo per curiosità. Poi però sta a te: devi saperli conquistare, farli tornare, trasformare quella curiosità in fiducia. Io sono partito a 19 anni, sono salito al nord per cercare fortuna e mi sono fatto una gavetta allucinante… Oggi, guardandomi indietro, posso dirlo senza problemi: il mio obiettivo l’ho raggiunto.
Redazione - Hai percepito riscontri positivi da quando hai iniziato a usare i social?
Mastrodonato - I social sono un’arma a doppio taglio. Ci sono persone a cui non stai simpatico e altre che commentano solo per invidia, ma non bisogna demordere. Anche perché diciamolo: nel nostro settore l’età media è tendenzialmente più alta e i social non sono proprio nelle corde di tutti.
Quando ho iniziato a fare video, all’ortomercato mi prendevano in giro. Poi, visto il successo che ho avuto, quelle stesse persone oggi provano a copiarmi. E adesso succede anche il contrario: i fornitori mi chiamano per chiedermi se posso far comparire i loro prodotti sui social.
Redazione - Che consiglio daresti a un altro commerciante che vuole usare i social per rafforzare il legame con la propria comunità?
Mastrodonato - Bisogna provare. Iniziare a provare e buttarsi. Senza vergogna. Perché è un lavoro: e vale la pena far vedere agli altri quello che facciamo ogni giorno, per portare l’eccellenza sulla loro tavola. (lg)



















