«Su meloni e angurie del mantovano prevediamo un buco produttivo»

Il grossista veronese Plafoni analizza i trend della frutta di stagione

«Su meloni e angurie del mantovano prevediamo un buco produttivo»

Gli effetti del maltempo di questi ultimi giorni si vedono già sui mercati all’ingrosso italiani. Per esempio al mercato di Verona i quantitativi di melone mantovano sono esigui. Ne abbiamo parlato con il grossista Federico Plafoni: “I frutti provenienti da Sermide (Mantova) hanno avuto dei grossi problemi legati alla grandine dei giorni scorsi e ci attendiamo un buco produttivo, stessa cosa per le angurie. E sui frutti già raccolti si notano problemi a livello qualitativo, come la buccia bucata dalla grandine o, nel caso contrario, bruciata dalle alte temperature. Tutti elementi che di certo non vanno ad aggiungere appeal al momento della vendita”.  

“Inoltre l’abbassamento delle temperature non ha di certo giovato agli acquisti: meloni e angurie vengono consumati solo quando è molto caldo, altrimenti si preferisce acquistare altro. Una situazione che va ad aggiungersi al calo normale delle vendite che storicamente si registra nel periodo estivo, quando le città si svuotano per le località balneari. Stamattina (ieri mattina per chi legge, ndr) per esempio alle 8 il mercato era già finito”.

Nettarine danneggiate dal maltempo

Anche i frutti di produzione locale scarseggiano considerato che la stagione è ormai terminata: “Andremo avanti ancora per 10 giorni con i meloni veronesi precoci, dopo di che inizieremo con il ‘settembrino’ sotto serra”.
Il grossista sta distribuendo anche il melone liscio di Sermide a 1,80/2 euro al chilogrammo, mentre il retato si aggira su 1 euro al chilo. Al contrario la merce veronese viaggia nella fascia prezzo 0,50/0,80 euro al chilogrammo.

Relativamente agli altri frutti di stagione, come pesche e nettarine, Plafoni predilige l’approvvigionamento da Emilia-Romagna e Puglia.
“Dalla Puglia stiamo commercializzando pesche gialle di calibro 24 a 1,20 euro al chilogrammo, prezzo che si alza a 1,30/1,40 euro al chilo se il calibro è 22”.
Per quanto riguarda il prodotto emiliano-romagnolo, il grossista piazza le nettarine calibro 16 a 2 euro mentre le pesche si aggirano su 1,80/2 euro al chilogrammo.
“Quasi tutti  prodotti hanno subito gli eventi climatici avversi dell’ultimo periodo e capita spesso che presentino alcuni problemi a livello estetico, che spesso producono anche danni alla polpa”.