Zespri prepara il dopo Hayward: in arrivo Green146, il kiwi verde ermafrodita autoimpollinante

La nuova selezione è ancora in valutazione, ma i primi risultati indicano maggiore produttività (+50%), calibri più elevati e buona risposta dei consumatori

Zespri prepara il dopo Hayward: in arrivo Green146, il kiwi verde ermafrodita autoimpollinante

Zespri apre le porte a una delle innovazioni più attese dai produttori di kiwi: una cultivar ermafrodita e autoimpollinante, potenzialmente in grado di cambiare in modo significativo la gestione degli impianti di actinidia. La selezione si chiama Green146 ed è al centro del bollettino di giugno dell’azienda neozelandese, il Kiwiflier, dove viene presentata come la candidata più promettente del programma di miglioramento genetico dedicato al kiwi verde.

Un possibile dopo Hayward, ma con prudenza
Il condizionale resta d’obbligo, perché la varietà non è ancora stata licenziata e una decisione sulla sua eventuale commercializzazione non è attesa prima di dicembre 2026. Tuttavia, per il modo in cui Zespri ha iniziato a raccontarne caratteristiche e potenzialità, l’interesse del settore è più che giustificato. Green146 potrebbe infatti rappresentare, almeno in prospettiva, un possibile passaggio di testimone rispetto a Hayward, la cultivar che ha costruito la storia del kiwi verde ma che oggi mostra alcuni limiti, soprattutto sul piano della produttività e dell’adattamento a contesti climatici sempre più complessi.

La svolta dell’autoimpollinazione
La vera novità riguarda la natura della pianta. Il kiwi è tradizionalmente una specie dioica: negli impianti convivono piante femminili, destinate alla produzione dei frutti, e piante maschili, necessarie per fornire il polline. Una cultivar ermafrodita, come quella di un pesco, con fiori dotati di organi maschili e femminili fertili, aprirebbe invece uno scenario del tutto nuovo. In termini pratici, consentirebbe di ottimizzare la superficie produttiva, eliminando la quota di piante non fruttifere e semplificando in modo rilevante la gestione dell’impollinazione, una delle pratiche più delicate per i produttori.

Una selezione nata quindici anni fa
Il nome Green146 deriva dalla storia stessa della selezione: è stata la 146ª piantina verde promossa dalla Fase 1 alla Fase 2 del programma di breeding dedicato alle varietà verdi, circa 15 anni fa. La cultivar nasce da due genitori di Actinidia deliciosa, la stessa specie di appartenenza di Hayward.
Il programma pre-commerciale di Zespri sul kiwi verde è oggi il più ampio all’interno dell’attività varietale dell’azienda, con 20 ettari di prove distribuiti tra le aree orientali e occidentali di Bay of Plenty, Gisborne, Waikato e Northland. Green146 è stata innestata sulle piante sperimentali nel 2022 e resterà in valutazione fino al 2026.

Rese superiori e migliore risposta nei climi caldi
I primi riscontri indicano diversi elementi di interesse. La cultivar mostrerebbe una maggiore preferenza da parte dei consumatori, pur mantenendo le caratteristiche classiche del kiwi verde; rese superiori di circa il 50% rispetto a Hayward a carichi medi di produzione; maggiore produttività e uniformità nei climi più caldi; calibri mediamente più elevati e prestazioni lungo la catena di fornitura comparabili a quelle di Hayward, con ulteriori margini di miglioramento.

Le criticità ancora da verificare
Non mancano però gli aspetti ancora da verificare. Tra le criticità segnalate figurano una forma più allungata del frutto, con becco smussato, che richiederà valutazioni sui tassi di confezionamento e sulla gestione nei magazzini di lavorazione; un periodo di fioritura prolungato, che impone regimi di gestione efficaci per contenere Psa e marciume delle gemme; la necessità di mantenere sotto controllo eventuali problemi come cascola e marciumi; e il bilanciamento tra carico produttivo e sostanza secca.

Il nodo della raccolta tardiva
Un altro nodo riguarda l’epoca di raccolta. Green146 maturerebbe circa due-tre settimane dopo Hayward: un elemento che, negli areali dell’emisfero Nord, potrebbe portare la raccolta verso novembre inoltrato. È probabilmente questo uno dei limiti più rilevanti da valutare, soprattutto in funzione delle condizioni climatiche e della gestione post-raccolta.

Hayward resta centrale nel portafoglio Zespri
Zespri, in ogni caso, si muove con prudenza. Carl Cooper, direttore esecutivo Innovazione e Commercializzazione, sottolinea che lo sviluppo di una potenziale nuova cultivar verde non significa superare automaticamente Hayward, ma rafforzare la categoria nel lungo periodo.

“Hayward rimane centrale per il nostro portafoglio verde e per i profitti su cui molti coltivatori fanno affidamento. Allo stesso tempo, sappiamo di dover continuare a evolverci per garantire che Zespri Green rimanga competitivo e continui a soddisfare le esigenze di consumatori, clienti e coltivatori nel lungo termine”, afferma Cooper.

L’obiettivo, prosegue, è individuare una varietà capace di offrire un pacchetto completo: “Quello che cerchiamo è una combinazione solida: buone prestazioni in frutteto, risultati affidabili nella catena di approvvigionamento e frutti che abbiano un buon riscontro da parte dei consumatori sul mercato. Questa combinazione è ciò che supporta la crescita a lungo termine della categoria e maggiori profitti per i coltivatori, ed è ciò che stiamo valutando con Green146”.

Decisione non prima della fine del 2026
I prossimi mesi saranno quindi decisivi. La sperimentazione intensiva proseguirà con il raccolto di quest’anno e i risultati saranno condivisi una volta validati. Nel frattempo, i team di mercato stanno valutando la domanda potenziale e i primi segnali dovrebbero essere presentati all’inizio di luglio. Questi elementi serviranno anche ad avviare il confronto con i coltivatori sui possibili modelli di licenza e aggregazione, tema che entrerà nella discussione degli Shed Talks di fine luglio.
La decisione finale sulla commercializzazione non arriverà prima della fine del 2026. Ma il messaggio è già chiaro: Zespri sta lavorando a una nuova generazione di kiwi verde e Green146, se confermerà le promesse, potrebbe rappresentare una delle innovazioni varietali più rilevanti degli ultimi anni per la coltivazione dell’actinidia. (lg)