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mercoledì 14 aprile 2021


Asparagi di Zambana, 5 ettari devastati dal gelo

Funesti tumuli glaciali. Le ‘sparzine’ di Zambana sono state devastate dalle gelate delle ultime notti, specialmente tra martedì e le due albe successive. Termometro quasi 5 gradi sotto zero e addio ai turioni che spuntavano timidamente dai dossi diventati purtroppo dei serpeggianti monumenti tombali.

Un danno che rischia di compromettere la già complicata stagione di questo pregiato ortaggio primaverile. Per colpa – si fa per dire – di una stagione bizzarra, andamento climatico decisamente asciutto, temperature pungenti e una Pasqua ‘bassa’, ad inizio aprile, quando i turioni non sono ancora in piena vigoria vegetative.

Willy Moser è il presidente della DeCo ovvero la Denominazione Comunale asparago di Zambana. Una famiglia, la sua, che da sempre è protagonista nella produzione e valorizzazione di questa specialità che cresce sulle sabbie dell’Adige.

"Il gelo ha devastato almeno cinque ettari di coltivazione. Quasi la metà della superfice organizzata. Freddo intenso che non solo ha ‘spuntato’ il prodotto, ma ha ulteriormente ritardato la maturazione. Per almeno una settimana sarà impossibile estrarre asparagi. Un danno, anche al morale di noi tenaci coltivatori".

E pensare che molti contadini avevano allestito ‘sparzine’ con nuovi criteri. Sistemando dei teli bianchi sotto quelli tradizionalmente scuri, neri, impermeabili alla luce sola, quella che trasforma in verde l’asparago locale, che deve essere turgido e bianchissimo. Telo bianco per il freddo, il nero per la luce. Le tre associazioni di asparagicoltori – oltre alla Deco opera l’Asta e la Trentina – stanno avviando procedure unitarie, per tutelare una vera specialità locale. Tante le famiglie che coltivano asparagi motivate ancor prima dalla passione che dai riscontri economici.

Si stima che il danno abbia compromesso una settantina di raccolto per ogni ettaro colpito dal gelo. L’asparago di Zambana è una leccornia. Basti pensare che quando il raccolto gelato è stato portato al punto vendita, solo per far vedere il danno, i consumatori hanno quasi litigato tra loro, per accaparrarsi asparagi seppur gelati. Talmente alta la bramosia.

"Episodio che ci ha stupito, questo – ribadisce Willy Moser – che dimostra come il nostro impegno debba essere valorizzato. Salvaguardano l’identità (parola grossa) dell’asparago delle Terre d’Adige". Talmente ricercato che non è difficile trovarne di imitazione. Venduti come specialità cresciute sotto la Paganella anche se in realtà provengono da colture intensive veronesi o della Romagna. E ancora: nei negozi di verdura più esclusivi si trovano primizie di asparagi decisamente a Km infinito, vale a dire provenienti dal Perù. Solo per soddisfare la voglia di un consumatore che non bada a spese.

Zambana – al pari di altri comuni sull’Asta dell’Adige, tra Terlano e fino Aldeno – ha da anni puntato sulla diversificazione agricola. Ponendo l’asparago tra le sue specialità. Il freddo e le gelate primaverili in questo fondovalle sono comunque sempre state una variante con alta probabilità. Gelo da battere con interventi preventivi. Gli anziani rievocano strambe procedure. Come quelle legate alla viticoltura lungo il fiume. Per impedire che le viti vengano ‘scorticate’ dal gelo, un tempo si usava … interrarle. Proprio così: a fine vendemmia venivano staccate dalle pergole e piegate in profondi solchi scavati a fianco dei filari. Viti subito ricoperte di terra, per una coltre termica protettiva, lasciate sotto il cumolo fino alla ripresa vegetativa, solitamente dopo Pasqua.

Quest’anno la Pasqua 2021 magari non rievoca le strane procedure viticole, ma a Zambana ha nuovamente costretto i contadini a fare i conti con la coda dell’inverno.

Fonte: ildolomiti.it


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