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martedì 21 settembre 2021


«Per le susine prezzi più bassi delle aspettative»

Due annate consecutive “pesanti” per la frutticoltura dell'Emilia-Romagna, messa in difficoltà dalle gelate tardive che hanno ridotto fortemente i volumi da raccogliere. I produttori delle varie zone sperano che la regola del "non c'è due senza tre" non si verifichi. Occorre però iniziare a fare dei ragionamenti rivolti alle prossime campagne: si deve investire subito nei mezzi di difesa attiva per proteggere e “salvare” il reddito aziendale? 

Walter Monari, esperto del settore che dirige il Consorzio della ciliegia, della susina e della frutta tipica di Vignola, apre il dibattito sulla peggiore delle ipotesi, la più temuta da tutti: le gelate tardive che diventano una abitudine. “Era già accaduto, in passato, che le brinate colpissero la frutticoltura emiliano-romagnola per due anni di fila – dice a Italiafruit News – Sarebbe quindi un problema serio se tale fenomeno dovesse verificarsi anche nei prossimi 2-3 anni. In tal caso, io penso che i frutticoltori dovranno pensare prima di tutto a diversificare l’attività. Questo perché è difficile immaginare di fare frutticoltura in un ambiente dove il termometro durante la primavera scende a oltre 5-6 gradi sottozero”.


Walter Monari

Ma passiamo ora ai giorni nostri, mettendo da parte le ipotesi sul cambiamento climatico. Dopo avere concluso una stagione ciliegie in modo moderatamente soddisfacente (“ci sono stati prezzi più bassi dell’anno scorso, ma soddisfacenti per il prodotto di qualità”), il comprensorio di Vignola sta portando avanti la campagna delle susine. “Stimiamo che i volumi di questa specie riporteranno, alla fine, una contrazione del 50% circa rispetto al potenziale. Tale riduzione non è stata però compensata dai prezzi del mercato - sottolinea Monari – I nostri produttori si aspettavano valori mediamente più alti, fermo restando che il territorio locale rimane un’isola felice se andiamo a vedere i prezzi delle produzioni di altre zone della Regione”. 



Al Mercato ortofrutticolo di Vignola, le susine Angeleno sono vendute attualmente da 1,3 a 1,6 euro il chilo. Regina Claudia ha spuntato quest’estate dai 2-2,5 fino a 3 euro il chilo. Alcune varietà europee sono oscillate da 1,3 a 1,7 euro il chilo, con la Stanley che ha ottenuto buoni prezzi. “Per fortuna c’è un mercato di nicchia che ancora è disposto a premiare la nostra qualità e tipo di lavorazione”. 

Monari conclude: “Al di là del gelo, che speriamo non si ripresenti nel 2022, ci rendiamo conto che per le susine sarebbe importante investire sulla ricerca per trovare nuove varietà potenzialmente interessanti. Per le cultivar cino-giapponesi dobbiamo superare il problema della batteriosi, mentre per le europee servirebbero nuovi prodotti da inserire sul mercato tra luglio e la prima metà di agosto”.

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