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venerdì 1 giugno 2018


Le banane Fairtrade continuano la loro crescita

Le banane restano il primo prodotto Fairtrade per volumi e nel 2017 hanno fatto registrare una crescita nel nostro Paese dell'11%. E' uno dei dati presentati ieri a Milano, durante l’evento “Il futuro di Fairtrade? Partnership di sostenibilità con le imprese”, dal Marchio internazionale di certificazione per i prodotti del commercio equo, un giro d'affari di 130 milioni in Italia grazie a 750 articoli venduti in oltre cinquemila punti vendita.



Queste vendite hanno generato, sotto forma di Premio Fairtrade (un margine di guadagno aggiuntivo per avviare progetti sanitari, di emancipazione sociale, o di miglioramento della produzione), un ritorno economico alle comunità di Asia, Africa e America Latina di circa 703mila euro per le banane, 309mila euro per il cacao, 334mila per il caffè e 221mila per lo zucchero.

“La crescita che continuiamo a riscontrare sia nelle vendite dei prodotti che nella riconoscibilità del Marchio ci indicano che i cittadini sono i nostri migliori alleati per creare un giusto impatto e cambiamento verso la sostenibilità”, dichiara Paolo Pastore, direttore operativo di Fairtrade Italia.



Marchi etici sempre più interessanti per i consumatori: in una ricerca condotta da Nielsen sempre più italiani dichiarano di acquistare prodotti etici nei negozi alimentari generici, ovvero supermercati, ipermercati e discount (si tratta di oltre la metà del campione, 51%, a fronte del 36% registrato nel 2014). Inoltre, rispetto a quattro anni fa i consumatori affermano una maggiore preferenza per i prodotti del commercio equo e solidale (si passa dal 23% del 2014 al 29% di quest’anno).

"Siamo molto orgogliosi di poter presentare anche per il 2017 dei dati di crescita molto positivi per la frutta fresca", commenta Thomas Zulian, key account manager per la frutta fresca Fairtrade Italia. "Parliamo in particolare delle banane (+11%), che restano il primo prodotto Fairtrade in assoluto per volumi, oltre ad ananas e agrumi in controstagione. Abbiamo lavorato molto in questi anni anni per riuscire ad assicurare dei benefici sempre maggiori alle organizzazioni di Asia, Africa e America Latina, e i risultati raggiunti grazie al comparto sono significativi. Nel 2017 abbiamo avviato dei nuovi progetti, da cui ci auspichiamo risultati interessanti nel 2018".



Sulla frutta secca, invece, si sono riscontrate criticità produttive. "Rispetto alla frutta secca (noci dell'amazzonia, anacardi e frutta disidratata), dopo anni di continua crescita, abbiamo registrato delle difficoltà - aggiunge il manager - che non hanno riguardato tanto il mercato, che continua ad essere vivace, quanto la raccolta delle noci dell'Amazzonia, che nel 2017 è stata molto scarsa per problemi climatici. Tuttavia già con la fine dell'anno siamo tornati in linea con le precedenti annate. Per il 2018 - conclude Zulian - non contiamo solo di recuperare, ma anche di incrementare il mercato dei prodotti".

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