Attualità
Agricoltura, il nuovo contratto prova a fermare la fuga della manodopera
Aumenti salariali, contratti triennali per gli stagionali e più strumenti di flessibilità per le aziende agricole

Dopo mesi di trattativa, a fine maggio è stato raggiunto l’accordo per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro degli operai agricoli e florovivaisti per il quadriennio 2026-2029, come riporta il sito Agricutlura.it Il contratto, firmato da Cia, Confagricoltura, Coldiretti, Flai-Cgil, Fai-Cisl e Uila-Uil, riguarda oltre 170mila aziende agricole e circa un milione di lavoratori.
Sul fronte economico sono previsti due aumenti salariali: +3,4% dal 1° giugno 2026 e un ulteriore +1,7% dal 1° gennaio 2027. Viene inoltre introdotto il concetto di Trattamento economico complessivo, che raccoglie le diverse componenti della retribuzione e del welfare contrattuale, dal salario agli scatti di anzianità, dal Tfr alla previdenza complementare.
Tra le novità più rilevanti c’è la sperimentazione, dal 2027 al 2029, dei contratti a termine triennali per gli operai stagionali impiegati in più fasi lavorative durante l’anno. La formula prevede tre rapporti annuali consecutivi e una garanzia minima di oltre 100 giornate di lavoro all’anno, con l’obiettivo di dare maggiore continuità occupazionale e offrire alle imprese manodopera più stabile e formata.
Il rinnovo interviene anche sul part-time, confermando i limiti minimi di 24 ore settimanali, 72 mensili e 500 annue, ma introducendo le clausole elastiche. Con un accordo scritto, il datore di lavoro potrà modificare la collocazione dell’orario o aumentare temporaneamente le ore per esigenze tecnico-produttive, con preavviso di almeno tre giorni, riducibili a due in caso di urgenza. Le ore svolte in regime di clausola elastica saranno retribuite con una maggiorazione del 15%.
Per le aziende pluri-localizzate viene prevista la possibilità di applicare un unico accordo sindacale aziendale su più territori, con accentramento amministrativo. Sul lavoro somministrato vengono chiariti ambiti e limiti di utilizzo, mentre le convenzioni tra aziende con piani colturali diversi vengono incentivate per favorire l’impiego condiviso degli stessi lavoratori lungo più periodi dell’anno.
Il contratto introduce anche nuove misure sul fronte dei diritti e del welfare. I lavoratori stranieri potranno utilizzare le 150 ore di permesso studio per corsi di lingua italiana e cumulare ferie, permessi e banca ore per rientri più lunghi nel Paese d’origine. Sono previsti inoltre permessi retribuiti per l’assistenza a genitori anziani non autosufficienti e per le pratiche relative al permesso di soggiorno.
Rafforzate anche le tutele per le vittime di violenza di genere, con congedo fino a cinque mesi e conservazione del posto per 12 mesi per le operaie a tempo indeterminato. Per i lavoratori affetti da patologie oncologiche o sottoposti a grandi interventi chirurgici viene prevista un’aspettativa non retribuita fino a nove mesi, oltre ai normali 180 giorni di conservazione del posto, con sostegni economici attraverso il sistema bilaterale.
Infine, il rinnovo apre il cantiere della classificazione professionale: una commissione paritetica nazionale dovrà aggiornare l’inquadramento degli operai agricoli e florovivaisti alla luce dei cambiamenti tecnologici intervenuti nel settore. (gm)

















